Museo geologico G. Cortesi
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Foto: Parma1983, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo

Museo geologico G. Cortesi

Museo italiano

Castell'Arquato (PC), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°51′05″ N, 9°52′04″ E
Indirizzo
Via Sforza Caolzio, 57, 29014 Castell'Arquato

Storia e descrizione

Il museo geologico G. Cortesi è un museo geologico situato nel comune italiano di Castell'Arquato, in provincia di Piacenza. Raccoglie reperti fossili e minerali, con particolare attenzione al periodo del Piacenziano. Pur non essendo gestito direttamente, il museo è associato al parco regionale dello Stirone e del Piacenziano.

Storia

Il museo trae le sue origini dalla collezione civica di fossili di Castell'Arquato, le cui prime visite documentate risalgono al maggio 1927 e che era originariamente ospitata all'interno dell'archivio comunale, nel palazzo del Podestà, sede del municipio arquatese. Il nucleo originario della collezione era composto dalla raccolta di molluschi fossili formata a cavallo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento dall'avvocato Odoardo Bagatti che aveva riunito materiale ritrovato in diverse zone della provincia di Piacenza.

Nel 1961 il museo fu trasferito all'interno del torrione Farnese, nel quale, tuttavia, non vennero spostati tutti i reperti: tra i pezzi che rimasero nella collocazione precedente vi furono i resti fossili di un cetaceo, scoperti nel 1934 sui calanchi del monte Falcone.

Nella primavera del 1983 venne scoperta, sui calanchi di Rio Carbonari, nei pressi della frazione Tabiano di Lugagnano Val d'Arda, il cranio di una balenottera; questa scoperta accrebbe di rimando l'interesse verso il museo, favorendo la nascita di un'équipe dedicata alla gestione del complesso museale con gli obiettivi della conservazione dei reperti, della collaborazione finalizzata alla ricerca scientifica con centri di ricerca e università e dell'attività didattica con le scuole e con il pubblico.

Negli anni successivi, a seguito dell'autorizzazione da parte della Soprintendenza Archeologica, furono condotte ulteriori campagne di scavo che permisero di riportare alla luce altri resti fossili di cetacei.

Nel 1990 la sede del museo fu spostata presso l'ospedale Santo Spirito, costruzione di epoca cinquecentesca che, per le sue maggiori dimensioni, si dimostrò maggiormente funzionale ad accogliere i resti della balenottera, ovvero l'elemento di maggior spicco conservato all'interno del museo.

Percorso espositivo

Il percorso espositivo si compone di 6 sezioni, ad ognuna delle quali è dedicata una sala.

Il cammino della vita

In questa sezione, ospitata nella prima sala, si trovano diversi fossili provenienti da varie parti del mondo tra cui trilobiti ritrovati nello Utah e in Marocco, ammoniti ritrovate a Holzmaden, in Germania e pesci fossili del bacino di Araripe, in Brasile. A questi reperti si affiancano una serie di pannelli esplicativi che illustrano le principali tappe evolutive del mondo vegetale e animale.

Il golfo delle balene

Questa sezione, situata nella sala centrale del complesso museale, è dedicata ai fossili dei cetacei ritrovati sui calanchi di val d'Arda, val Chiavenna e val d'Ongina. Tra questi ci sono lo scheletro rinvenuto negli anni '30 sulle pendici del monte Falcone, del quale sono esposti alcuni frammenti tra cui la scapola destra, alcune vertebre dorsali e caudali, diverse coste e una porzione del mandibolare, che vennero sottoposti a restauri dopo il ritrovamento, il cranio pressoché completo di una balenottera rinvenuto nel 1983 e delle dimensioni di 2 m, altri frammenti di balenottere, ritrovati in due distinti episodi nel 1986, due colonne vertebrali di delfini rinvenute in val Chiavenna, un granchio fossilizzato ritrovato a Castell'Arquato nonché diversi molluschi tipici di ambienti tropicali.

Il quaternario

Nella sala dedicata al quaternario si trovano testimonianze degli animali che abitavano la pianura costituitasi dopo il ritiro verso est del mare tra cui rinoceronti, orsi, elefanti cervi e bisonti.

Il Piacenziano

La sala è dedicata alla riserva naturale geologica del Piacenziano, poi confluita nel parco regionale dello Stirone e del Piacenziano, che, costituita nel 1985 si sviluppa su 9 stazioni tra i comuni di Carpaneto Piacentino, Castell'Arquato, Gropparello, Lugagnano Val d'Arda e Vernasca per una superficie totale di 345 ha.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo geologico G. Cortesi».

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Come arrivare

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Museo geologico G. CortesiVia Sforza Caolzio, 57, 29014 Castell'Arquato
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Domande frequenti

Dove si trova Museo geologico G. Cortesi?

Museo geologico G. Cortesi si trova nel comune di Castell'Arquato, in provincia di Piacenza (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via Sforza Caolzio, 57, 29014 Castell'Arquato. Coordinate: 44.85152, 9.86779.

Museo geologico G. Cortesi è accessibile ai disabili?

Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo non è accessibile in carrozzina.

Cosa vedere vicino a Museo geologico G. Cortesi?

Nei dintorni si trovano: Rocca Viscontea (a 100 m), Torrione Farnese (a 100 m), Castell'Arquato (a 200 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Ospedale Santo Spirito (Castell'Arquato) - ingresso al museo geologico Cortesi 2022-07-16 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
  2. Castell'Arquato - Museo geologico G. Cortesi - 2026-09-13 19-08-36 001 — Ysogo, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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