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Foto: Limoncellista, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1964
- Superficie
- 600 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°43′30″ N, 12°38′12″ E
- Indirizzo
- Presso Cattedrale
Storia e descrizione
Il Museo diocesano Albani è un museo di Urbino.
Si sviluppa in dieci sale (comprese le due antiche sacrestie del Duomo) al pianoterra del palazzo arcivescovile, con ingresso dall'interno della cattedrale, sul lato destro del transetto. Oltre allo spazio espositivo, il museo ha una sala adibita a bookshop. Fa parte del Museo, anche l'Oratorio della Grotta.
Storia
Il Museo nasce ufficialmente nel 1964, come Museo del duomo "Albani", ma già dalla seconda metà del XVIII secolo nelle due sacrestie della cattedrale erano stati esposti arredi liturgici, paramenti sacri e opere insigni, da far ammirare ai visitatori illustri. Le due sacrestie furono realizzate in epoche diverse; la più antica risale al XV secolo, sorta con la cattedrale martiniana, caratterizzata da una decorazione molto sobria, arricchita nel XVIII secolo da alcune nicchie sopra alle porte laterali; l'altra fu realizzata nel 1705, grazie ai finanziamenti di Papa Clemente XI, presenta un decorazione più ricca, le pareti sono totalmente rivestite dal legno degli armadi, dell'altare e dei sedili (terminati nel 1720), come una parte del pavimento, il soffitto è decorato da stucchi (1775), che doveva essere completato con gli stemmi degli arcivescovi urbinati usciti dal capitolo cittadino.
Inizialmente nella sacrestia settecentesca erano conservati, nei grandi armadi, ed esposti ad un pubblico ristretto, gli arredi liturgici e i paramenti sacri; mentre nella sacrestia quattrocentesca erano esposti i quadri che non trovavano posto in cattedrale, tra questi la celebre Flagellazione di Piero della Francesca.
Nel 1840 fu ampliata e riordinata la raccolta dei quadri, pur continuando a seguire il criterio della simmetria nella disposizione dei medesimi.
Infine nel 1964, in seguito all'incremento delle opere provenienti dalle chiese dell'arcidiocesi, l'allora arcivescovo ed il capitolo metropolitano decisero di ampliare il museo a cinque sale (compresa la biglietteria) dell'adiacente episcopio e di riordinare le collezioni in maniera più corretta dal punto di vista museografico, con l'installazione di pannelli e vetrine più adeguati per la conservazione e l'esposizione delle opere. …
Collezioni
I sala
È dedicata alla Storia della Cattedrale e vi sono esposti i vari progetti di ristrutturazione, risalenti alla fine del XVIII secolo; come quelli per il rifacimento della facciata principale, realizzati da Camillo Morigia, o quelli del Valadier per la ristrutturazione della chiesa, oltre ai rilievi che quest'ultimo realizzò sulla precedente cattedrale rinascimentale. Oltre all'acquerello di Michelangelo Dolci, raffigurante una veduta dell'odierna via Puccinotti, con in primo piano la cattedrale rinascimentale, pochi anni prima del rifacimento della facciata. Vi è anche un bozzetto ligneo del progetto definitivo del Morigia per la facciata principale ed i bozzetti per i colori per le tele poste sui pennacchi della cupola e per la pala sull'altar maggiore.
II sala
Questa è dedicata al Tesoro degli Albani, in quanto vi sono esposte le pregevoli suppellettili ed i paramenti sacri, doni degli Albani al Capitolo Metropolitano. Come un servizio per altare di 23 pezzi, in porcellana di Meissen, il Triregno di Papa Clemente XI, composto da penne intrecciate e ricoperte da fili d'argento, un calice in ambra e oro, o la pisside in ambra su montatura d'argento dorato. Inoltre vi è anche un reliquiario, in bronzo e argento dorato, contenente una reliquia della Santa Croce, che Papa Clemente XI donò alla confraternita del Santissimo Crocifisso di Urbino.
III sala
È dedicata al Medioevo e conserva le opere più pregevoli di tale periodo, come un pastorale, in legno e avorio, e una mitra, con la sua custodia, risalenti al XV secolo. Vi è anche un crocifisso ligneo quattrocentesco, di Antonio da Fabriano, proveniente dalla chiesa di Sant'Angiolino in Altavilla. Questa sala, dal 2023, coincide anche con la biglietteria, dal momento che si trova in corrispondenza dell'ingresso posto all'interno del Duomo.
IV sala …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo diocesano Albani».
Linea del tempo
- 1964Fondazione e apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Come arrivare
Indirizzo
Presso Cattedrale
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Museo diocesano Albani?
Museo diocesano Albani si trova nel comune di Urbino, in provincia di Pesaro e Urbino (Marche), all'indirizzo Presso Cattedrale. Coordinate: 43.72506, 12.63674.
Quali sono gli orari di Museo diocesano Albani?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Sabato e domenica: 9:30–13:30, 14:00–18:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Museo diocesano Albani?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
A quando risale Museo diocesano Albani?
La datazione indicata da Wikidata è: 1964.
Cosa vedere vicino a Museo diocesano Albani?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Arcivescovile (Urbino) (a 0 m), Studiolo di Federico da Montefeltro (a 0 m), Mura di Urbino (a 0 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 1 foto
- Urbino Museo Albani Ingresso — Limoncellista, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze