- Gratis 1ª domenica
Foto: Dnaiel, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1861
- Fondatore
- Giorgio Paci
- Fondatore
- Giulio Gabrielli
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 42°51′12″ N, 13°34′37″ E
- Indirizzo
- Piazza Arringo, 7, 63100 Ascoli Piceno
Storia e descrizione
La Pinacoteca civica di Ascoli Piceno, considerata tra le più importanti della regione Marche, e dell'Italia centrale, occupa le ali Nord (interamente) e Ovest (parzialmente) del primo e del secondo piano del Palazzo dell'Arengo nella Piazza Arringo.
Storia e descrizione
Il museo venne aperto il 4 agosto 1861 per iniziativa di Giorgio Paci e Giulio Gabrielli, entrambi artisti ascolani, i quali, alla prima collezione civica, raccolta a partire dall'ultimo quarto del XVIII secolo su iniziativa del prelato ascolano Alessandro Maria Odoardi, e composta di oggetti di varia tipologia (dalle opere pittoriche alle oreficerie tardogotiche sino ai papiri egizi), secondo l'idea della Wunderkammer dei collezionisti, aggiunsero un buon numero di opere, principalmente di soggetto religioso, provenienti dalle chiese e dagli edifici dei vari Ordini religiosi ascolani, i cui beni furono incamerati dallo Stato Unitario, in seguito al decreto Valerio. A questa prima sistemazione ne seguirono altre, legate agli ingressi di altri nuclei di opere, a partire dalla collezione di Antonio Ceci, acquisita nel 1924, di Ernesto Verrucci e, già precedentemente, quella dei mobili della famiglia dei conti Sgariglia.
Le attuali 15 sale espositive ospitano un ragguardevole numero di opere pittoriche su tela e su tavola, datate dal XIV al XX secolo, sculture, affreschi rimossi, raccolte numismatiche, ceramiche, strumenti musicali e miniature. Il percorso museale è inoltre arricchito da un cospicuo arredo dallo stile Barocco allo stile Impero composto di consolles, lampadari, tendaggi. La collezione di ceramiche è costituita da oggetti di varie manifatture italiane ed europee quali Castelli, Doccia, Meissen ed altre. La sezione costituita dalle maioliche ascolane, di cui si può osservare la sua intera evoluzione, dal 2007 è stata trasferita nel Museo dell'Arte Ceramica. Di grande riguardo è anche la collezione di disegni e stampe, arricchitasi grazie a vari lasciti nel corso di tutto l'arco del Novecento, con fogli di Guercino, Pietro da Cortona, Pier Leone Ghezzi, Giuseppe e Lazzaro Giosafatti, Mariani, Mussini ed altri. …
Sale
Sala Ventidio Basso - ambiente di ingresso al museo, ospita tele di varie epoche e sculture ottocentesche;
Sala della Vittoria - preceduta dal breve corridoio di passaggio in cui è collocata parte della collezione Ceci, con dipinti toscani e fiamminghi, l'ampio salone che nel Medioevo ospitò il Consiglio Generale e, tra la seconda metà del XVI e la prima metà del XIX, il primo teatro comunale della città, interamente in legno, è principalmente dedicata alle opere di Cola dell'Amatrice, nelle quali è possibile osservare la sua evoluzione artistica. In sala è anche la sua Istituzione dell'Eucaristia, proveniente dall'Oratorio del Corpus Domini di San Francesco, di cui era la pala d'altare, che reca la firma Cola Amatricianus faciebat. Il Polittico di San Bartolomeo delle Piagge dello stesso artista è del 1509.La sala è dominata dal Monumento equestre di Vittorio Emanuele II di Nicola Cantalamessa Papotti, donato al Comune nel 1885 dall'artista medesimo;
Sala del Piviale - ospita il Piviale di Niccolò IV e alcuni tra i capolavori del museo come i due trittici di Carlo Crivelli: il Primo trittico di Valle Castellana, tempera su tavola, nello spazio centrale del quale è rappresentata la Vergine col Bambino ed ai lati San Giacomo della Marca e San Pietro Martire. Negli scomparti laterali San Pietro e San Sebastiano, nella parte alta il Padre Eterno. Questo trittico proviene dalla chiesa di San Vito di Valle Castellana; il Secondo trittico di Valle Castellana proviene dalla stessa chiesa della provincia di Teramo. In sala sono esposti anche alcuni polittici di Pietro Alemanno; …
Opere
La pinacoteca custodisce anche un unicum magnifico e prezioso: il piviale di manifattura inglese del XIII secolo, perfettamente conservato, che il papa ascolano Niccolò IV donò alla Cattedrale della città il 28 luglio 1288.
Il paramento è realizzato in tessuto di tipo sciamito, (tessitura di seta composta da due orditi, fondo e legatura, e da un numero minimo di due tramature legate in diagonale), misura 159 per 340 cm, raro esempio di opus anglicanum, arricchito di broccato a fili in oro e riccamente ornato da tre serie di figurazioni, ricamate in seta, racchiuse all'interno di clipei disposti in registri orizzontali.
Nelle tre serie si mostrano 16 ovali e 4 semiovali che recano rappresentate figure istoriate di evangelisti, pontefici, una crocifissione nell'ovale centrale, e l'immagine della Madonna. In origine era decorato anche da perle e da gemme che furono poi rimosse e vendute per corrispondere la taglia imposta, nel periodo dell'invasione napoleonica, dal generale Rusca nel 1797.
Il piviale fu rubato il 6 agosto 1902 dalla cattedrale ascolana e per due anni non se ne ebbero notizie. Nel 1904 ricomparve esposto all'interno del South Kensington Museum di Londra risultando di proprietà dal banchiere e filantropo statunitense John Pierpont Morgan, che lo aveva acquistato ignorandone la provenienza.
Il banchiere conosciuta la storia e il furto del manufatto lo riconsegnò gratuitamente allo Stato Italiano il 28 luglio 1907. Da allora il Comune di Ascoli si occupa della sua custodia.
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Pinacoteca civica di Ascoli Piceno».
Linea del tempo
- 1861Fondazione e apertura
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri musei nelle Marche
- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Pinacoteca civica di Ascoli Piceno?
Pinacoteca civica di Ascoli Piceno si trova nel comune di Ascoli Piceno, in provincia di Ascoli Piceno (Marche), all'indirizzo Piazza Arringo, 7, 63100 Ascoli Piceno. Coordinate: 42.85330, 13.57700.
Quali sono gli orari di Pinacoteca civica di Ascoli Piceno?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da luglio ad agosto · tutti i giorni, festivi: 10:00–19:00; Da aprile a giugno · da martedì a domenica, festivi: 10:00–19:00; Da settembre a marzo · da martedì a venerdì: 10:00–13:00, 15:00–18:00; Da settembre a marzo · sabato e domenica, festivi: 11:00–18:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Pinacoteca civica di Ascoli Piceno?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
Pinacoteca civica di Ascoli Piceno è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.
A quando risale Pinacoteca civica di Ascoli Piceno?
La datazione indicata da Wikidata è: 1861.
Cosa vedere vicino a Pinacoteca civica di Ascoli Piceno?
Nei dintorni si trovano: Palazzo dell'Arengo (a 0 m), Museo archeologico nazionale di Ascoli Piceno (a 100 m), Museo diocesano (Ascoli Piceno) (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- Pinacoteca civica di Ascoli Piceno — Dnaiel, CC BY-SA 3.0
- Ascoli Piceno - Pinacoteca civica - 2024-09-02 09-44-39 001 — Cristina Morettini 95, CC BY-SA 4.0
- Ascoli Piceno - Pinacoteca civica di Ascoli Piceno - 001 — Diego_Baglieri, CC BY-SA 4.0
- Palazzo dell'Arengo in Ascoli PicenoIMG 0037 — Sibilla.io, CC BY-SA 3.0
- Marche - 371 — Bruno Rijsman, CC BY-SA 2.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze