Galleria nazionale delle Marche
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Villa / Palazzo storico

Galleria nazionale delle Marche

Museo statale italiano a Urbino

Urbino (PU), Marche

Indicazioni

In breve

Architetti
Francesco di Giorgio Martini, Luciano Laurana
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
43°43′28″ N, 12°38′11″ E
Indirizzo
Piazza Del Rinascimento, 13, 61029 Urbino

Storia e descrizione

La Galleria nazionale delle Marche è un museo statale italiano con sede nel Palazzo Ducale di Urbino.

Le sue collezioni derivano in larga parte da opere raccolte nel XIX secolo da chiese e conventi del territorio marchigiano; relativamente scarse sono invece le opere delle collezioni ducali, andate disperse nel corso dei secoli. La sezione più celebre è legata al Rinascimento urbinate, con due opere di Piero della Francesca ed altre degli artisti della corte di Federico da Montefeltro, oltre a un importante nucleo di opere del primo Cinquecento, tra cui lavori di Raffaello, e del Seicento, con i lavori di Federico Barocci. All'ultimo piano è conservata una cospicua collezione di ceramiche; in alcuni ambienti al piano terra è ospitato anche il Museo archeologico urbinate, ricco soprattutto di epigrafi antiche.

È di proprietà del Ministero per i beni e le attività culturali, che dal 2014 la ha annoverata tra gli istituti museali dotati di autonomia speciale.

Storia

Palazzo Ducale venne definito nel Rinascimento come uno dei più bei palazzi principeschi d'Italia. Costruito in larga parte all'epoca di Federico da Montefeltro, con la sovrintendenza di vari architetti tra cui spiccarono Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, era spesso descritto come uno dei più straordinari palazzi principeschi d'Italia, con una biblioteca senza pari e sterminate raccolte di dipinti, sculture (antiche e moderne), bronzetti, argenterie, arazzi, cuoi dipinti, mobili intarsiati.

Nei secoli però subì varie spoliazioni. La prima fu eseguita da Cesare Borgia, che dopo aver conquistato militarmente il ducato (1502) ne disperse una parte delle collezioni, tra cui il celebre Cupido dormiente di Michelangelo, che finì a Mantova prima di essere definitivamente perduto.

La seconda e più ampia si ebbe nel 1631, all'atto di devoluzione del Ducato allo Stato Pontificio. Tale accordo non prevedeva la cessione al pontefice delle cose mobili, che divennero la straordinaria dote di Vittoria della Rovere, ultima discendente, a suo marito Ferdinando II de' Medici, granduca di Toscana. Finirono così a Firenze i gioielli, le sculture, le gemme e i dipinti, molti dei quali sono ancora oggi il vanto dei musei fiorentini quali i Raffaello, i quattordici Tiziano (tra cui la Venere d'Urbino), o il doppio ritratto dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca. Altri oggetti di minor pregio, come il mobilio o le ceramiche, vennero invece venduti sulla pubblica piazza.

Una terza spoliazione fu attuata dal cardinale Antonio Barberini, primo legato pontificio, che staccò il ciclo degli uomini illustri dallo studiolo e l'Apollo e le Muse di Giovanni Santi e Timoteo Viti dall'omonima cappellina.

Una quarta spoliazione si ebbe nel 1657 ad opera di papa Alessandro VII, che fece confluire nella Biblioteca Apostolica le centinaia di volumi miniati della biblioteca di Federico da Montefeltro. Nel frattempo erano andati distrutti anche i corami, cioè i suoi dipinti che decoravano la maggior parte delle pareti nelle sale. …

Allestimento

Questa somma di donazioni e acquisti ha contribuito a dare alla Galleria un respiro "nazionale", a dispetto anche di alcune lacune che tuttora permangono di opere di sommi artisti marchigiani o che nelle Marche lasciarono una significativa parte della loro attività (Carlo Crivelli e Lorenzo Lotto, ad esempio).

Un altro limite delle attuali raccolte è lo scarto, temporale, stilistico e storico, tra numerose opere presenti e gli ambienti che le conservano: se i polittici trecenteschi, assieme alle opere tardo seicentesche e settecentesche, sono fuori dai limiti cronologici della costruzione del palazzo, altre opere sacre, di gusto spiccatamente popolare come le sculture lignee, stentano ad armonizzarsi all'aulica decorazione delle sale. Per cercare di ovviare a questi inconvenienti è stato studiato un allestimento che, per quanto forzi talvolta l'ordine cronologico, cerca di far coincidere il più possibile le corrispondenze tra contenitore e contenuto: la camera picta e i lavori camerinesi, le opere tardogotiche nelle sale dalla decorazione più antica, il Quattrocento nelle sale del Laurana, Giovanni Santi nella sala delle Veglie, Barocci e le ceramiche seicentesche nell'appartamento roveresco.

L'allestimento del 1982, migliorato poi via via negli anni successivi, ha inoltre cercato di utilizzare i sostenitori più semplici possibili, quasi invisibili.

Visita al museo

Una volta oltrepassato l'ingresso in Piazza Duca Federico il visitatore si trova nel bellissimo Cortile d'onore: la forma è rettangolare con cinque arcate sui lati nord (di ingresso) e sud, mentre sei sugli altri.

Lungo tutta l'eestensione dei due architravi, su tutti e quattro i lati del cortile, corre una scritta dedicatoria: "FEDERICUS DUX MONTISFERETRI AC DURANTIS COMES SANCTAE RO[MANAE] ECCLESIAR CONFALORERIUS ATQUE ITALICAE CANFEDERATIONIS IMPERATOR HANC DOMUM A FUNDAMENTIS ERECTAM GLORIAE ET POSTERITATI SUAE EXAEDIFICAVIT. - QUI BELLO PLURIES DEPUGNAVIT SEXIES SIGNA CONTULIT OCTIES HOSTEM PROFLIGAVIT OMNIUMQUE PRAELIORUM VICTOR DITIONEM AUXIT. EIUSDEM IUSTITIA CLEMENTIA LIBERALITAS ET RELIGIO PACE VICTORIAS EQUARUNT ORNARUNTQUE".

Nell'angolo sud orientale si trova un pozzo seicentesco.

Primo piano

Nell'ala orientale del palazzo, formata da sette sale, si trova l'appartamento della Jole.

In questa sezione, tra le opere vi è l'alcova di Federico da Montefeltro (di Giovanni da Camerino), rara testimonianza di arredamento del Quattrocento, in quanto questo fu l'appartamento abitato da Federico non ancora duca, in attesa della fine della costruzione della sua sontuosa dimora sul lato opposto del palazzo denominato Appartamento del Duca.

In queste sale si trovano le sculture del primo rinascimento (Luca della Robbia, Michele di Giovanni da Fiesole detto il Greco, Agostino di Duccio, Francesco di Giorgio Martini); le sale V e VI ospitano invece opere del primo Quattrocento marchigiano; nell'ultima sala, allestita in tempi recenti, si trovano le opere pittoriche del XIV secolo.

Proseguendo si entra nell'appartamento dei Melaranci: questi ambienti erano probabilmente destinati insieme al successivo Appartamento degli Ospiti, ad accogliere gli ospiti importanti.

In queste sale continua l'esposizione iniziata nell'ultima sala dell'Appartamento della Jole delle opere del basso medioevo di artisti provenienti principalmente dall'Italia centrale (soprattutto dell'area marchigiana e riminese).

Tra le opere presenti si segnalano i polittici Madonna col bambino e Storie della vita di Gesù di Giovanni Baronzio, l'Annunciazione di Olivuccio di Ciccarello e l'Annunciazione di Nicola di maestro Antonio.

L'appartamento si compone di cinque sale delle quali solamente quattro sono visitabili. Una sala è detta del Re d'Inghilterra e sta ad indicare come la tradizione di ospitare personaggi di riguardo sia giunta anche a tempi più a noi vicini.

Qui sono state collocate le opere pittoriche del Quattrocento veneto e delle Marche meridionali, nonché alcune sculture lignee rinascimentali ed un tesoretto di monete d'oro del Quattrocento ritrovate fortunosamente di recente.

Passando l'appartamento degli ospiti si arriva all'appartamento del duca Federico.

Questa è sicuramente la parte più importante della galleria e dove sono situate le opere più preziose del museo.

La sala delle udienze (sala 16) contiene fra l'altro la Flagellazione e la Madonna di Senigallia entrambe di Piero della Francesca. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Galleria nazionale delle Marche».

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Indirizzo
Piazza Del Rinascimento, 13, 61029 Urbino

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Domande frequenti

Dove si trova Galleria nazionale delle Marche?

Galleria nazionale delle Marche si trova nel comune di Urbino, in provincia di Pesaro e Urbino (Marche), all'indirizzo Piazza Del Rinascimento, 13, 61029 Urbino. Coordinate: 43.72434, 12.63647.

Quali sono gli orari di Galleria nazionale delle Marche?

Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da martedì a domenica: 8:30–19:15; Lunedì: 8:30–14:00; 1 gennaio: Chiuso; 25 dicembre: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.

Quanto costa l'ingresso a Galleria nazionale delle Marche?

L'ingresso è a pagamento, ma è gratuito la prima domenica del mese (Domenica al museo). Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.

Galleria nazionale delle Marche è accessibile ai disabili?

Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.

Cosa vedere vicino a Galleria nazionale delle Marche?

Nei dintorni si trovano: Palazzetto della Jole (a 0 m), Museo del Lapidario di Urbino (a 0 m), Palazzo Ducale (a 0 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Urbino-IngressoPalazzoDucale — Zlatan88 at Italian Wikipedia, CC BY-SA 3.0
  2. Urbino - Galleria nazionale delle Marche - 2026-09-27 20-47-29 003 — Cristina_Morettini_95, CC BY-SA 4.0
  3. Urbino - Galleria nazionale delle Marche - veduta dall'alto — Cristina_Morettini_95, CC BY-SA 4.0
  4. Urbino 03 — FrDr, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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