Museo di storia naturale dell'Accademia dei Fisiocritici
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Museo, 1691

Museo di storia naturale dell'Accademia dei Fisiocritici

Museo italiano a Siena

Siena (SI), Toscana

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età moderna, 1691
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
43°18′51″ N, 11°19′51″ E
Indirizzo
Piazzetta Silvio Gigli, 2, 53100 Siena

Storia e descrizione

Il Museo di storia naturale dell'Accademia dei Fisiocritici (conosciuto anche con l'acronimo di MUSNAF) costituisce parte integrante dell’Accademia, insieme alla Biblioteca e all’Archivio storico, ed è collocato dal 1816 nell’ex convento di Santa Mustiola, appartenuto all’ordine camaldolese e risalente al XII secolo.

Il museo riveste un ruolo primario nella realizzazione degli scopi istituzionali dell’Accademia, quali la divulgazione della scienza e la promozione della tutela dell’ambiente.

È articolato in quattro sezioni principali (geologica, zoologica, anatomica e botanica) e in una serie di raccolte minori. Le collezioni in esposizione sono situate per la maggior parte sui due piani delle gallerie del chiostro che circonda una corte in cui si trova un pozzo risalente alla fine del XVI secolo; altre raccolte si trovano in alcune sale del piano terreno e nei locali del seminterrato. Il fascino di un criterio ostensivo ottocentesco è mantenuto inalterato dalla sistemazione delle collezioni in antiche vetrine, tale da rendere adeguata la definizione di “museo nel museo”.

Storia

L'Accademia dei Fisiocritici ha origine a Siena nel 1691 con la fondazione della stessa istituzione. Ha sede attuale nella piazzetta dedicata a Silvio Gigli, a pochi passi dal palazzo Venturi Gallerani e dal palazzo Bambagini Galletti.

Il nucleo originario del Museo si data alla seconda metà del XVIII secolo: è molto probabile che in precedenza i Fisiocritici possedessero solamente strumentazione scientifica, accumulata fra la fine del Seicento e i primi del Settecento, a cui successivamente si sarebbero aggiunte importanti collezioni di produzioni naturali del territorio senese, costituite da minerali, rocce e fossili. L’incremento delle raccolte museali continuò quindi sia con l’acquisto, sia con numerose donazioni, durante tutto l’Ottocento e il Novecento e prosegue tuttora. Dopo la Seconda guerra mondiale il museo fu chiuso al pubblico e fu riaperto solo nel 1972, al termine dei lavori di ristrutturazione della sua sede. Negli anni 2000 l’edificio fu reso totalmente accessibile ai disabili; contemporaneamente furono recuperati i locali del seminterrato, trasformandoli in una prosecuzione del percorso museale con spazi per mostre temporanee ed esposizioni permanenti. Attualmente il Museo prosegue la sua opera di informatizzazione delle collezioni e utilizza le nuove tecnologie per superare gli ostacoli di un’esposizione di tipo ottocentesco: ha infatti prodotto cataloghi pubblicati online, una app, un percorso di touch screen e cornici digitali nelle varie sale, così da ampliare la fruibilità e favorire tutti i tipi di pubblico.

Sezione geologica

La sezione geologica include collezioni di minerali, fossili e rocce. Molti degli esemplari sono esposti negli originali supporti sette-ottocenteschi, come vasetti, vaschette e ampolline di vetro.

Le collezioni comprendenti minerali e relativi prodotti metallurgici provenienti da svariate miniere della Toscana meridionale, sfruttate già in epoca etrusca e oggi prive di attività estrattiva, rivestono un ruolo importante. I materiali esposti sono originari di vari paesi e offrono un’estesa panoramica della geodiversità del globo terrestre. Per quanto riguarda le collezioni di rocce, esse hanno principalmente un interesse locale (provincia di Siena, Monte Amiata e miniere della Toscana meridionale). I fossili provengono soprattutto dal sud della regione e interessano un arco temporale che si estende dal Carbonifero (circa 300 milioni di anni fa) all’Olocene (da circa 12.000 anni fa fino ad oggi). Tuttavia la maggior parte dei reperti proviene dal Bacino Pliocenico di Siena, l’ampio bacino marino che occupava questo territorio tra i 5 e i 3 milioni di anni fa.

Tra i reperti di provenienza estera si possono osservare i peli di un cucciolo di mammuth siberiano (Mammuthus primigenius) e tre denti di megalodonte (Carcharocles megalodon), un grandissimo squalo oggi estinto, raccolti a Malta.

La collezione è composta da 60 campioni di sedimenti ocracei colorati vivacemente (dal giallo al marrone, fino a tonalità rosse, arancio e verdi) e che in passato erano usati come coloranti naturali di qualità. Le terre bolari presenti nel Museo, più note come “terre di Siena”, si sono originate 150.000 anni fa circa in piccoli bacini lacustri della zona del Monte Amiata, come conseguenza dell’attività di alcuni batteri. …

Sezione zoologica

La sezione zoologica è andata formandosi progressivamente nel corso dell’Ottocento. Alla sua nascita e crescita hanno contribuito in particolar modo gli abati Massimiliano Ricca e Francesco Baldacconi, il barone Bettino Ricasoli, il naturalista senese Apelle Dei e i preparatori Sigismondo Brogi, Lazzaro Bonaiuti e Rutilio Panti.

Le collezioni qui contenute comprendono numerosi campioni di vertebrati naturalizzati (cioè imbalsamati in posizioni naturali), scheletri, esemplari in alcool, scatole di insetti e conchiglie di molluschi, il tutto esaltato da un’esposizione di tipo ottocentesco. Sono soprattutto ricche le collezioni di uccelli (con quasi 3000 esemplari) e mammiferi (circa 700 reperti), provenienti da tutto il mondo, tra cui possono essere osservate moltissime specie rare ed addirittura una specie estinta.

Grazie a lasciti e donazioni, le collezioni sono soggette ad un incremento costante, in particolar modo quella riguardante i mammiferi marini: il recupero continuo di animali morti spiaggiatisi sulle coste della Toscana costituisce un contributo importante della Sezione all’attività di ricerca dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità – grazie ad una consolidata collaborazione – e di dipartimenti universitari.

Un’ampia panoramica della diversità marina è offerta dai numerosi esemplari a secco e in alcool: nelle teche possono essere osservate spugne (Poriferi), madrepore e coralli (Cnidari), spirografi (Anellidi), stelle marine e ricci di mare (Echinodermi), crostacei (Artropodi) e ascidie (Cordati).

Alcuni degli animali più grandi e curiosi sono un grosso astice (Homarus gammarus), due limuli (Limulus polyphemus) e un ladro dei cocchi (Birgus latro).

Gran parte dei reperti in alcool (alcune centinaia di barattoli, perlopiù provenienti dal Golfo di Napoli) sono conservati in deposito.

Questa raccolta è composta da reperti conservati in alcool, tra i quali sono presenti soprattutto parassiti intestinali come tenie (Platelminti), ascaridi (Nematodi) e acantocefali (Acantocefali).

La collezione è completata da una ricca raccolta storica di preparati didattici in cera che rappresentano alcune tra le specie più importanti per la salute dell’uomo e degli animali domestici. …

Curiosità e cimeli

In aggiunta alle collezioni pertinenti alle quattro sezioni principali, nel Museo sono esposti e conservati reperti e curiosità di diverso tipo. Testimonianze della vita accademica sono raccolte nella sala Gabbrielli, con fotografie e ritratti di alcuni dei presidenti e vetrine con “mirabilia”, cioè oggetti curiosi appartenenti alle più disparate tipologie raccolti in una sorta di “camera delle meraviglie”. Altre collezioni in esposizione nelle sale del piano terra e del seminterrato sono composte da modelli astronomici, reperti archeologici e strumenti scientifici e di misura. Inoltre, la meridiana a camera oscura nel pavimento dell’Aula Magna, il modello di Sistema Solare e la macchina del vuoto (esposta nel seminterrato) sono preziosi strumenti per la didattica e la divulgazione delle scienze.

Le vetrine presenti nella sala Gabbrielli custodiscono una grande varietà di reperti storici e curiosità, tra cui la pietra di paragone, emblema dell’accademia, e antichi strumenti scientifici. Fra i reperti storici compaiono una mezza noce di cocco intagliata, usata come tazza da Napoleone Bonaparte in persona, dei pregiatissimi guanti tessuti interamente in bisso marino, utensili e armi di nativi americani, 17 sfere di “marmo” lavorato e manufatti in legno e avorio magnificamente intarsiati.

Il percorso astronomico comincia nel primo locale del seminterrato con un’esposizione di modelli di telescopi, antichi cannocchiali, una sfera armillare seicentesca e globi terrestri ottocenteschi. Il percorso continua nella cisterna, nella quale è allestito un modello del Sistema Solare che, tramite un apposito software, illustra il movimento dei pianeti intorno al Sole. Nella sala Gabbrielli è in mostra un piccolo planetario di pregiata fattura, risalente alla fine del Settecento.

Le raccolte di reperti archeologici comprendono una piccola collezione paletnologica (nella sala Bartalini) e alcune urne etrusche (nel seminterrato). La prima di queste raccolte è costituita da manufatti litici e utensili di metallo, risalenti ad un periodo che si estende dal Paleolitico medio fino al periodo etrusco e romano. Provenienti da Asciano e dalla Val d’Orcia, le urne sono collocate in un ipogeo allestito come rappresentazione scenografica di una tomba etrusca. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo di storia naturale dell'Accademia dei Fisiocritici».

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Museo di storia naturale dell'Accademia dei FisiocriticiPiazzetta Silvio Gigli, 2, 53100 Siena

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Domande frequenti

Dove si trova Museo di storia naturale dell'Accademia dei Fisiocritici?

Museo di storia naturale dell'Accademia dei Fisiocritici si trova nel comune di Siena, in provincia di Siena (Toscana), all'indirizzo Piazzetta Silvio Gigli, 2, 53100 Siena. Coordinate: 43.31421, 11.33083.

Quanto costa l'ingresso a Museo di storia naturale dell'Accademia dei Fisiocritici?

L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.

A quando risale Museo di storia naturale dell'Accademia dei Fisiocritici?

La datazione indicata da Wikidata è: 1691.

Cosa vedere vicino a Museo di storia naturale dell'Accademia dei Fisiocritici?

Nei dintorni si trovano: Orto botanico di Siena (a 100 m), Palazzo Venturi Gallerani (a 100 m), Palazzo Pannilini (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Entrata accademia dei fisiocritici — sailko, CC BY-SA 3.0
  2. Accademia dei fisiocritici, agnelli siamesi, ovis aries — Sailko, CC BY 3.0
  3. Accademia dei fisiocritici, anatomia colorata di paolo mascagni — Sailko, CC BY 3.0
  4. Accademia dei fisiocritici, animali siamesi — Sailko, CC BY 3.0
  5. Accademia dei fisiocritici, biblioteca — Sailko, CC BY 3.0
  6. Accademia dei fisiocritici, busto di paolo mascagni — Sailko, CC BY 3.0
  7. Accademia dei fisiocritici, conchiglie — Sailko, CC BY 3.0
  8. Accademia dei fisiocritici, ex-chiostro 01 — Sailko, CC BY 3.0
  9. Accademia dei fisiocritici, giardino 01 — Sailko, CC BY 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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