Foto: sailko, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1940
- Superficie
- 5681 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°04′30″ N, 7°41′17″ E
- Indirizzo
- via XX Settembre 88c
Storia e descrizione
Il Museo di Antichità di Torino, è l'erede del Regio Museo di Antichità, fondato nel 1724 e pertanto uno dei più antichi musei archeologici d'Europa.
Conserva numerose testimonianze del Piemonte antico, con le sale dedicate alla storia di Torino affacciate sui resti del teatro romano.
Storia
La prima collezione di antichità si deve al duca Emanuele Filiberto I di Savoia che nel 1572 concentrò nel Teatro ducale le sue collezioni di antichità, con una biblioteca e un museo.
Il suo successore Carlo Emanuele I ampliò la collezione originale con oggetti provenienti dal Piemonte e degli Stati sabaudi, e ne ricollocò la parte più pregiata nella nuova Galleria d'arte, terminata nel 1608. Nel 1658 questa galleria venne distrutta da un grave incendio, e la parte di oggetti salvatisi vennero trasferiti nella nuova galleria costruita da Carlo Emanuele II, che venne nuovamente distrutta da un nuovo incendio nel 1811. Di quella collezione non rimane che un inventario sommario, redatto nel 1631.
Le demolizioni effettuate nel centro di Torino nel 1723 portarono alla luce numerose vestigia dell’antica Augusta Taurinorum, arricchendo significativamente il nucleo originario della raccolta sabauda con nuove e importanti testimonianze archeologiche. Vittorio Amedeo II ne ordinò il riordino, commissionando nel 1723 a Scipione Maffei la sistemazione delle lapidi provenienti dal bastione della consolata, demolito l'anno precedente, e decretando così la nascita nel 1724 del Regio Museo di Antichità presso il palazzo della Regia Università, dove si trovavano ancora al momento dell'invasione napoleonica e da dove vennero prelevate dai francesi, che ne restituirono solo una parte dopo la caduta dell'impero, nel 1815.
Nel 1832 si pensò di riunire le collezioni di antichità nel Palazzo dell'Accademia delle Scienze, dove già si trovavano, dal 1824, le raccolte egizie di Bernardino Drovetti, acquistate da re Carlo Felice. Venne così a crearsi un unico museo delle antichità, comprendente anche nuove acquisizioni greco-romane, la raccolta di reperti della Magna Grecia ceduta da Luigi Moschini e gli oggetti rinvenuti negli scavi effettuati in Piemonte in quel periodo.
La collezione crebbe ancora a metà XIX secolo con l'acquisizione di reperti etruschi e ciprioti effettuata durante la direzione di Ariodante Fabretti. …
Raccolte
Il museo si compone di tre sezioni:
Galleria Archeologica: statuaria greca e romana, antichità cipriote, preistoriche e protostoriche, etrusche e ceramiche da Grecia e Magna Grecia.
Archeologia del Territorio: oggetti e reperti provenienti da scavi effettuati sul territorio regionale, con ritrovamenti attestanti il popolamento stabile del territorio piemontese dal mesolitico e paleolitico.
Archeologia di Torino: dedicata alla lunga storia della città, nei locali affacciati sul teatro della romana Augusta Taurinorum.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo di antichità».
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- 1940Fondazione e apertura
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- UNESCO
Domande frequenti
Dove si trova Museo di antichità?
Museo di antichità si trova nel comune di Torino, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo via XX Settembre 88c. Coordinate: 45.07491, 7.68801.
A quando risale Museo di antichità?
La datazione indicata da Wikidata è: 1940.
Cosa vedere vicino a Museo di antichità?
Nei dintorni si trovano: Galleria Sabauda (a 200 m), Teatro romano di Torino (a 200 m), Porta Palatina (a 300 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Museo di antichità, torino, ingresso — sailko, CC BY-SA 3.0
- Torino-MuseoAntichita — Marco Plassio, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze