Palazzo Chiablese
  • Patrimonio UNESCO
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Foto: K.Weise, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico

Palazzo Chiablese

Palazzo di Torino

Torino (TO), Piemonte

Indicazioni

In breve

Stile
Architettura rococò
Architetto
Benedetto Alfieri
Tutela
Parte di un patrimonio mondiale dell'umanità
Patrimonio UNESCO
Residenze sabaude
Coordinate
45°04′22″ N, 7°41′07″ E
Indirizzo
piazza San Giovanni, 2 - Torino

Storia e descrizione

Il Palazzo Chiablese è una dimora signorile, situata a Torino, nella regione del Piemonte, in Italia, in particolare in Piazza San Giovanni, tra Via XX Settembre e Piazza Castello, nel centro storico cittadino. Costruito alla fine del XVI secolo, il palazzo fu proprietà di Casa Savoia, in particolare del principe Benedetto di Savoia, appunto duca di Chiablese. Con l'ascesa al trono di Carlo Alberto di Carignano, l'edificio divenne dimora torinese di Ferdinando, duca di Genova e dopo di lui del ramo Savoia-Genova. Nel palazzo nacque Margherita di Savoia, futura prima regina d'Italia. Dal 1958 al 1985 è stato sede del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dal 1997 è iscritto alla lista del Patrimonio dell'umanità UNESCO come edificio parte del sito seriale "Residenze Sabaude".

Storia

Palazzo Chiablese venne costruito, probabilmente su fondamenta di edifici medievali preesistenti, alla fine del XVI secolo quando Emanuele Filiberto di Savoia, il "duca di ferro", il quale volle rinnovare la piazza davanti alle residenze ducali: Palazzo Ducale (poi Reale) ed il Castello (poi Palazzo Madama). Il duca commissionò il riordino urbanistico degli spazi e degli edifici all’architetto Ascanio Vittozzi, autore anche del progetto per la nuova Cittadella di Torino. I primi proprietari del palazzo erano Beatrice Langosco ed il consorte, Francesco Martinengo Colleoni che lo ricevono in dono dallo stesso duca. Rientrato in possesso dei Savoia all’inizio del XVII secolo, l’edificio ospita, tra il 1600 ed il 1601, il cardinale Pietro Aldobrandini, invitato a Torino dal pontefice Clemente VII presso il duca Carlo Emanuele I per risolvere le discordie tra il Ducato sabaudo e la Francia, riguardanti il possesso del Marchesato di Saluzzo.

Nel 1608, il cardinale ritornò nel palazzo per presenziare ai matrimoni delle figlie del duca, Margherita con Francesco IV Gonzaga e Isabella di Savoia con Alfonso III d’Este.

Nel 1642, l’edificio venne assegnato come residenza torinese al cardinale Maurizio di Savoia, figlio di Carlo Emanuele I di Savoia; durante la guerra civile piemontese, Maurizio presentò le sue dimissioni da cardinale al papa Urbano VIII e sposò la nipote Maria Ludovica Cristina, figlio del fratello Vittorio Amedeo I. La coppia preferiva Villa della Regina, residenza sulle colline torinesi, che il cittadino Palazzo Chiablese. Nel 1692, alla morte della principessa Maria Ludovica Cristina, il palazzo accolse alcuni appartamenti a servizio della corte reale. …

Descrizione

L’intervento dell'architetto Alfieri, nel XVIII secolo, che ha comportato la parziale demolizione e la sopraelevazione dell’edificio preesistente, ha conferito all’edificio l’aspetto attuale, tanto negli esterni quanto negli interni, anche se i progetti sono rimasti in parte incompiuti. Attraverso un portone monumentale aperto sulla sobria facciata in laterizio verso il duomo, si accede a un atrio porticato con colonne, pilastri in pietra e volte a crociera e, di qui, ai due cortili interni, divisi da una manica centrale (1761). Il portico tra la piazza San Giovanni e la piazzetta Reale e la soprastante galleria al piano nobile raccordano l’edificio al Palazzo Reale, con il quale condivide un muro perimetrale. Un maestoso scalone in marmo (1753-1754) conduce agli appartamenti aulici: due campagne decorative, una risalente al 1756-1758, l’altra al 1760-1764, interessano le sale affacciate verso la Piazzetta Reale, che sono organizzate in una doppia enfilade, funzionale alle esigenze cerimoniali. Alfieri diresse anche la decorazione a stucchi dorati degli ambienti, che si accompagna a una boiseries e ad un arredo di grande raffinatezza, eseguiti secondo modelli di gusto filo-francese, dalle équipes di plasticatori (Bartolomeo Papa, Angelo Maria Somasso, Enrico Bitli, Giuseppe Bolina, Giovanni Battista Sanbartolomeo), di intagliatori (Giovanni Battista Bolgiè, Giovanni Antonio Riva, Antonio Gritella) e indoratori (Bartolomeo Monticelli) già attivi per i cantieri reali. Anche la decorazione pittorica, concentrata soprattutto nelle grandi sovrapporte, vide nelle sale del Palazzo Chiablese la presenza di alcuni fra i principali protagonisti della cultura figurativa alla corte di Torino in quegli anni. Si trovano qui, infatti, tanto i più affermati pittori locali, come Michele Antonio Rapous, Mattia Franceschini, Claudio Francesco Beaumont, Vittorio Amedeo Cignaroli, quanto le più prestigiose personalità forestiere che rappresentano bene gli indirizzi di gusto della committenza sabauda, come il romano Gregorio Guglielmi, il napoletano Francesco De Mura, il veneto Giovanni Battista Crosato. …

Stanze

Il progetto architettonico si deve a Benedetto Alfieri che disegna i pilastri quadrati in serizzo e le colonne doriche: i gradini sono in marmo bianco di Pont Canavese. Le grandi lanterne risalgono al XIX secolo. Al centro della balaustra è la statua in marmo di Carlo Felice nelle vesti di Gran Maestro dell’ordine dell’Annunziata del novarese Antonio Bisetti, allievo e collaboratore di Carlo Finelli: l’opera, commissionata dalla regina Maria Cristina di Borbone-Due Sicilia dopo la morte del marito, è firmata e datata 1847. Sul pianerottolo, è un busto in bronzo di Ferdinando di Savoia-Genova, già in una delle sale dell’appartamento aulico.

Il salone è il primo ambiente del percorso cerimoniale di rappresentanza che, come nel Palazzo Reale, era destinato alla guardia svizzera. L’ambiente, gravemente danneggiato dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale, è stato oggetto di profondi restauri che comportarono, fra l’altro, lo spostamento del camino dalla parete opposta a quella d’origine, l’apertura di nuove porte funzionali agli uffici e il rifacimento di alcune sovrapporte in stucco. Sulle pareti è stata appesa la serie di grandi tele con scene di animali riferite ad Angelo Maria Crivelli detto "il Crivellone", in origine nel Castello di Moncalieri, passate poi a Palazzo Reale per arrivare infine nella residenza Chiablese.

La galleria si tratta di un ambiente moderno, frutto delle trasformazioni postbelliche, dove sono oggi collocate le trentuno vedute di città, residenze reali e luoghi vari del Regno di Sardegna dipinte da Angelo Cignaroli, il figlio del pittore paesaggista Vittorio Amedeo: sono parte di una serie commissionata da re Carlo Felice di Savoia nel 1827 e provengono dal Castello di Agliè, dove ne sono conservate altre dieci. Le sovrapporte rappresentanti le quattro Stagioni provengono da altri ambienti del palazzo. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Chiablese».

Persone

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Torino Porta NuovaTreno, la più vicina
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Palazzo Chiablesepiazza San Giovanni, 2 - Torino
Aeroporto di Torino14,4 km

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Domande frequenti

Dove si trova Palazzo Chiablese?

Palazzo Chiablese si trova nel comune di Torino, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo piazza San Giovanni, 2 - Torino. Coordinate: 45.07288, 7.68518.

Palazzo Chiablese è accessibile ai disabili?

Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.

Cosa vedere vicino a Palazzo Chiablese?

Nei dintorni si trovano: Palazzo del Seminario Metropolitano (a 100 m), Musei reali di Torino (a 100 m), Palazzo Reale di Torino (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Palazzo Chiablese — K.Weise, CC BY-SA 3.0
  2. Piazza Castello di Torino e scorcio della Piazzetta Reale — Guglielmo di Rivoli, CC0
  3. Torino e suoi dintorni 9 — photography by Anassagora, unknown (Domenico Mondo ?) (Turin), Public domain
  4. Tourist signs Torino 07 — FrDr, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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