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Foto: Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo Reale di Torino
Palazzo reale di Torino, Italia
In breve
- Stile
- Architettura neoclassica
- Architetti
- Ascanio Vittozzi, Carlo di Castellamonte
- Superficie
- 185.800 m²
- Tutela
- Parte di un patrimonio mondiale dell'umanità
- Patrimonio UNESCO
- Residenze sabaude
- Coordinate
- 45°04′22″ N, 7°41′11″ E
- Indirizzo
- piazzetta Reale - piazza Castello - Torino
Storia e descrizione
Il Palazzo Reale di Torino è la prima e più importante tra le residenze sabaude in Piemonte, teatro della politica degli Stati sabaudi per almeno tre secoli.
È collocato nel cuore della città, nella Piazzetta Reale adiacente alla centralissima Piazza Castello, da cui si dipartono le principali arterie del centro storico: via Po, via Roma, via Garibaldi e via Pietro Micca.
Rappresenta il cuore della corte sabauda, simbolo del potere della dinastia e, congiuntamente alle altre dimore reali della cintura torinese, come la reggia di Venaria Reale, la Palazzina di caccia di Stupinigi o il castello del Valentino, è parte integrante dei beni dichiarati dall'UNESCO quali Patrimonio dell'umanità.
Nel 2016 confluisce nei Musei Reali insieme alla Galleria Sabauda, Armeria Reale, Biblioteca Reale, Palazzo Chiablese e Museo di antichità. Nel 2018 l'intero complesso, incluse le mostre ospitate nelle Sale Chiablese, è stato visitato da 515.632 visitatori.
Storia
Il palazzo, destinato a residenza ducale, venne progettato tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento da Ascanio Vittozzi. Alla morte di quest'ultimo, i lavori vennero affidati, durante la reggenza di Cristina di Francia, a Amedeo di Castellamonte. La facciata presenta una parte centrale affiancata da due ali più alte, secondo il progetto seicentesco di Carlo Morello. Le sale del piano nobile sono decorate dalle immagini allegoriche che celebrano la dinastia reale, realizzate dalle mani di diversi artisti. Alla fine del Seicento Daniel Seiter viene chiamato per affrescare il soffitto della Galleria, che verrà chiamata anche Galleria del Daniel, e Guarino Guarini edifica la Cappella della Sindone per ospitare la preziosa reliquia.
Nel Settecento viene chiamato, per alcuni interventi di modifica, l'architetto Filippo Juvarra. Egli realizza per il Palazzo la Scala delle Forbici costituita da doppie rampe e il Gabinetto Cinese decorato dagli affreschi settecenteschi di Claudio Francesco Beaumont, artista di corte durante il regno di Carlo Emanuele III. Sempre Juvarra redigerà il progetto e relativi disegni, del magnifico "Gabinetto per il Segreto Maneggio degli Affari di Stato". Un ambiente, altamente decorato sia nella volta, con le pitture di Claudio Francesco Beaumont, sia nelle boiserie, con specchi e legni intagliati e dorati. Inoltre nello stesso ambiente, si trovano i due grandi mobili dell'ebanista Pietro Piffetti. I due mobili, uno di fronte all'altro, sono alti più di 3 metri e sono realizzati con legni pregiati, avorio, madreperla e decorazioni bronzee. Nel piccolo vano attiguo che prende il nome di "andito al Pregadio", si trovano i magnifici pannelli dipinti da Carlo Andrea Van Loo. …
Il Palazzo
Così Vittorio Alfieri, riferendosi a suo zio, Benedetto Alfieri, apostrofa il muro esterno dell'edificio, verso la fine del settecento: quello che oggi vediamo, decisamente elegante, con la famosa cancellata del Palagi, è difatti diverso da come poteva apparire agli occhi dell'astigiano: l'apparenza austera del palazzo è in linea con l'architettura barocca, ma priva di fronzoli, di tutta la piazza. La sua facciata, lunga 107 metri ha un'altezza media di trenta metri, nulla in confronto alla scenografica maestosità della Palazzina di Caccia di Stupinigi, ma allo stesso tempo adatta allo scopo assegnato a questo edificio: il centro strategico da cui esercitare il potere.
Osservando la facciata del palazzo si nota subito la geometria e l'equilibrio dei due padiglioni laterali, a firma degli architetti Carlo di Castellamonte e Amedeo di Castellamonte, la simmetria è interrotta dall'elevarsi maestoso, sulla sinistra, della Cappella della Sacra Sindone, destinata a conservare uno dei gioielli più preziosi in mano a Casa Savoia, ovvero il Sacro Linteo.
Questa l'impressione che ebbe il conte Girolamo Orti nel visitare, nella prima metà dell'Ottocento, gli interni del Palazzo Reale, resi così sfarzosi dalla maestria degli artisti che si operarono nel corso dei secoli. Bastino alcuni nomi per avere il livello della raffinatezza raggiunta: Isidoro Bianchi, Claudio Francesco Beaumont, Rocco Comaneddi, Giuseppe Paladino, Francesco de Mura, Angelo Maria Crivelli, Giovanni (Johann) Carlone, Vittorio Amedeo Cignaroli, Leonardo Marini, Michele Antonio Milocco, Giuseppe Duprà, Massimo d'Azeglio, e poi Jean-Baptiste van Loo, Giuseppe Maria Bonzanigo, Pietro Piffetti, Luigi Cauda: il livello dei fregi, delle decorazioni, dell'arte in generale toccò qui alcuni dei più alti apici dell'epoca. …
Gli esterni
Gli esterni del palazzo, in Piazza Castello, si affacciano sulla maestosa scenografia della piazza disegnata dal Vittozzi, collegandosi agli altri edifici che, complessivamente, formano il grande corpo della reggia.La facciata, solenne, che si offre al visitatore da Piazza Castello non è quindi l'unica, ma certamente, oltre ad essere il corpo più importante, è anche quello più famoso. La grande cancellata, eretta in loco di un grande porticato poi distrutto, venne creata dal Palagi, ultimata con le pregevoli statuee dei due Dioscuri, fuse da Abbondio Sangiorgio. Dietro al palazzo, poi, si estendono i Giardini del Parco Regio.
Siti all'estrema periferia di quella Torino che Emanuele Filiberto volle ergere a capitale del suo guerresco ducato, i Giardini Reali del Palazzo presero forma per ispirazione alle maggiori regge d'Europa, allora decorate con gli eleganti giardini, specie di idea toscana (basti pensare alle ville medicee).
Dietro a Palazzo Reale si estendono quindi i Giardini Reali e, quanto oggi visibile, è in gran parte opera dell'architetto André Le Nôtre. Il Le Nôtre, già attivo alla corte di Versailles, per committenza dei Borbone, rispecchiava quella che era una caratteristica dei giardini nobiliari europei, i giochi d'acqua e le prospettiva floreali. Già nell'epoca di Carlo Emanuele I e di Vittorio Amedeo I il giardino aveva subito notevoli ampliamenti, ma è sostanzialmente dal tardo seicento che si avranno, con il lavoro del De Marne (che attuava i progetti del de Nôtre) i veri e propri splendori.
Triste degrado si ebbe durante il periodo napoleonico, durante il quale non mancarono le spoliazioni ed i saccheggi: tutto ciò ebbe termine nel 1805, a seguito della nomina del giardino a Parco Imperiale. Prima del ritorno dei Savoia, a seguito della Restaurazione, quel Giuseppe Battista Piacenza che già aveva lavorato per il secondo piano dell'edificio, ebbe l'incarico di restaurare le settecentesche statue raffiguranti le Stagioni e i grandi vasi celebrativi provenienti dalla Reggia di Venaria Reale, e sostanzialmente questa fu l'ultima grande modifica che subì il giardino: ancora qualche statua venne posta verso fine Ottocento, quando per volontà di Vittorio Emanuele II si posero qui le raffigurazioni marmoree di Amedeo VI di Savoia, Vittorio Amedeo I e Vittorio Amedeo II, ma lo spostamento della capitale a Roma ridusse drasticamente l'importanza del luogo.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Reale di Torino».
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Reale di Torino?
Palazzo Reale di Torino si trova nel comune di Torino, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo piazzetta Reale - piazza Castello - Torino. Coordinate: 45.07283, 7.68633.
Quali sono gli orari di Palazzo Reale di Torino?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da martedì a domenica: 9:00–19:00; Lunedì: 10:00–19:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Palazzo Reale di Torino?
Nei dintorni si trovano: Musei reali di Torino (a 0 m), Palazzo Chiablese (a 100 m), Armeria Reale (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Torino - Palazzo Reale - 1 — Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0
- Caffè Rossini inside the Palazzo Reale of Torino. (95265) — Exilexi, CC BY-SA 3.0
- Caffè Rossini inside the Palazzo Reale of Torino. — Exilexi, CC BY-SA 3.0
- Canaletto (I) 055 — Bernardo Bellotto, Public domain
- La sede, all'interno della Reggia di Caserta, del Consorzio di tutela — Antsalvati, CC BY-SA 4.0
- Landscape Relief known as "Polyphemus & Galatea" (49346656907) — Jamie Heath, CC BY-SA 2.0
- Musei reali di Torino cortile interno — Giuseppe Basile 99, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Reale @ Piazza Castello @ Turin (49439387376) — Guilhem Vellut from Annecy, France, CC BY 2.0
- Palazzo Reale di Torino - Castore — 66colpi, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze