Museo della frutticoltura "Adolfo Bonvicini"
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Foto: AlessandroB, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo

Museo della frutticoltura "Adolfo Bonvicini"

Museo di Massa Lombarda

Massa Lombarda (RA), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Superficie
450 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°26′30″ N, 11°49′60″ E
Indirizzo
Via Giovanni Amendola, 40, 48024 Massa Lombarda

Storia e descrizione

Massa Lombarda (La Màsa in romagnolo), è un comune italiano di 10 943 abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.

Situato nella bassa pianura romagnola, è riconosciuto come un centro di eccellenza della frutticoltura italiana. Nel 1927 ospitò la Seconda Esposizione Nazionale di Frutticoltura, consolidando il suo ruolo nel settore. La città ha visto nascere nel 1926 la prima azienda italiana dedicata alla produzione di succhi di frutta, la "Fabbrica Marmellate S.p.A. Massalombarda", che ideò il marchio "Yoga".

Storia

Le origini di Massa Lombarda sono riconducibili al IX secolo d.C. quando si creò il primo agglomerato di natura agricola.

In seguito all'anno Mille nacquero le prime dispute territoriali che ne caratterizzeranno tutta la storia medioevale con varie successioni tra lo Stato Pontificio e diverse signorie, prima delle quali i Conti di Cunio a partire dal 1164.

L'origine del suo nome è dovuto dall'asilo offerto a partire dal 1251 a un gran numero di famiglie guelfe provenienti da Marmirolo (nei dintorni di Mantova), in quanto fuggiasche dalle violente mire espansionistiche del ghibellino Ezzelino III da Romano; il nome della città, infatti, cambio da Massa S. Paolo a Massa dei Lombardi, poi Massa Lombarda.

Dopo il breve regno di Alberico da Barbiano il governo passò alla signoria dei Visconti di Milano, ma in seguito all'estinzione di questa casata il dominio passò allo Stato Pontificio. Nel 1440 la città fu poi venduta alla casata degli Estensi di Ferrara da Papa Nicola III; grazie a questo dominio Massa Lombarda conobbe il suo massimo splendore. Il dominio Estense s'interruppe, con la sua estinzione, nel 1598 con il conseguente nuovo passaggio allo Stato Pontificio.

Un nuovo passaggio si ebbe agli inizi del XIX secolo con le conquiste della Romagna da parte di Napoleone per poi ritornare allo Stato Pontificio in seguito alla caduta dell'Imperatore francese.

Nel 1859 fu definitivamente annessa al Regno d'Italia e dichiarata città nel 1889.

Al tempo dei vari Crispi, Sella e Minghetti, il corpo elettorale era di dimensioni così ristrette (essendo basato sul censo) che anche il conoscere la parte politica dei deputati eletti non aiuta a capire quali fossero le idee prevalenti dei massesi. Il sindaco, inoltre, era nominato dal Re.

Forse è più interessante sapere che la popolazione era in massima parte composta da gente povera e che, fino al 1885, sul territorio massese non esisteva ancora l'industria. …

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa della Conversione di San Paolo

Alla metà del Duecento le famiglie lombarde che fondarono Massa Lombarda, unitamente a quelle del luogo, edificarono una chiesa con annesso campanile che ereditò l'intitolazione alla Conversione di San Paolo dalla primitiva chiesa dell'VIII secolo, sita nel fundus Sancti Pauli.. La chiesa si affacciava verso piazza U. Ricci, all'epoca il cuore della comunità. Nel XVI secolo gli Este vollero la costruzione di una chiesa più grande. Dopo l'abbattimento della chiesa primitiva, la nuova fu costruita tra il 1528 e l'aprile del 1537. L'edificio fu progettato - secondo lo storico massese Luigi Quadri - dall'architetto milanese Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino (Milano 1465-1530). Fu orientata a nord, nella collocazione attuale; il campanile invece non fu spostato (di conseguenza la torre, che prima era a ridosso della chiesa, si trovò sul suo fianco destro).

La chiesa, esempio di architettura romanica in severo stile basilicale, è a tre navate. Già nel 1576 divenne chiesa arcipretale. Fu consacrata il 10 novembre 1577. Francesco d'Este fornì un contributo all'abbellimento della nuova chiesa donando due dipinti della sua collezione: la Caduta di San Paolo di Sebastiano Filippi, detto il Bastianino (Ferrara 1532-1602) e La Risurrezione di Cristo di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo (Ferrara, 1481-1559). Lo stesso duca volle essere sepolto in questa chiesa. Nel 1580 venne eretto sopra l'ingresso un portico a quattro colonne.

Tra il 1835 e il 1842 si effettuarono i primi lavori di restauro: il campanile fu ricostruito a pianta quadrata e fu portato dagli originali 26,30 metri agli attuali 37,39 metri. L'ultimo tronco fu costituito da una nuova cella campanaria in cui si aprono quattro bifore. Vi furono collocate quattro campane, consacrate nel 1841. Il campanile risultò quindi composto da sei piani (oltre al tamburo), tutti accessibili dall'interno. Diresse i lavori l'ingegner Bonoli. La ristrutturazione della chiesa terminò nel 1842. Il 12 novembre dello stesso anno (un sabato) fu consacrata dal vescovo d'Imola Giovanni Maria Mastai Ferretti (nel 1846 divenne Papa col nome di Pio IX). …

Cultura

Comprende la biblioteca civica, la "collezione Venturini" e la pinacoteca civica.

La dotazione originaria della biblioteca è rappresentata dal fondo privato del commendator Carlo Venturini (opere antiche e rare) e da ciò che rimane delle più antiche raccolte librarie dei frati Carmelitani e dei Minori Osservanti, incamerate dallo Stato ai tempi di Napoleone. La parte più preziosa è il fondo antico costituito da circa 8.000 esemplari. L'atto di nascita della biblioteca fu, nel 1956, la sistemazione del fondo in un edificio pubblico in via Garibaldi, nei locali della chiesa dell'antico ospedale. Nel tempo la dotazione si è arricchita di ulteriori contribuzioni. La collezione personale del commendator Venturini si compone di vari pezzi: sculture, monete, diplomi, minerali, ecc.; la raccolta di dipinti comprende vari autori: opere d'arte del Garofalo e del Bastianino (XVI secolo) e del pittore massese Giambattista Bassi (XIX secolo).

Dal 2007 biblioteca, "collezione Venturini" e pinacoteca civica sono riuniti in un'unica sede, il pregevole edificio in stile liberty che ospitò dal 1910 l'asilo infantile Pueris Sacrum.

Inaugurato il 25 settembre 1983, raccoglie le testimonianze della civiltà agricola della Bassa Romagna tra Ottocento e Novecento. Sede del museo è una ex casa colonica ristrutturata.

Il primo teatro stabile del paese fu realizzato nel 1790. Nel 1810 divenne di proprietà del Comune. I muri perimetrali erano in cotto, mentre l'interno era di legno.

Nel 1840 il Comune commissionò il disegno di nuove scene e del sipario all'artista faentino Romolo Liverani. Un intervento di restauro fu effettuato nel 1877. La vita della struttura continuò fino al 1891.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo della frutticoltura "Adolfo Bonvicini"».

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Come arrivare

Massa LombardaTreno, la più vicina
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Museo della frutticoltura "Adolfo Bonvicini"Via Giovanni Amendola, 40, 48024 Massa Lombarda
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Domande frequenti

Dove si trova Museo della frutticoltura "Adolfo Bonvicini"?

Museo della frutticoltura "Adolfo Bonvicini" si trova nel comune di Massa Lombarda, in provincia di Ravenna (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via Giovanni Amendola, 40, 48024 Massa Lombarda. Coordinate: 44.44179, 11.83323.

Cosa vedere vicino a Museo della frutticoltura "Adolfo Bonvicini"?

Nei dintorni si trovano: Centro culturale Carlo Venturini (a 400 m), Villa Morsiani (a 4,8 km), Museo parrocchiale Monsignor Alberto Mongardi (a 6 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 8 foto
  1. Museo Bonvicini. Giardino — AlessandroB, CC BY-SA 4.0
  2. Museo della Frutticoltura Adolfo Bonvicini di Massa Lombarda interni — Ivothewho, CC BY-SA 4.0
  3. Museo della Frutticoltura Adolfo Bonvicini di Massa Lombarda — Ivothewho, CC BY-SA 4.0
  4. Museo della frutticoltura secondo Pavone69 — Pavone69, CC BY-SA 4.0
  5. Farina Borgnino — Ivothewho, CC BY-SA 4.0
  6. Marchio azienda ortofrutticola di Massa lombarda 2 — Ivothewho, CC BY-SA 4.0
  7. Marchio azienda ortofrutticola di MassaLombarda — Ivothewho, CC BY-SA 4.0
  8. Modellino di macchina selezionatrice — AlessandroB, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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