Museo Civico San Domenico
Foto originale1 di 9 foto

Foto: Forli.tv, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Museo, 2005

Museo Civico San Domenico

Complesso museale di Forlì

Forlì (FC), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età contemporanea, 2005
Superficie
2176 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°13′17″ N, 12°02′09″ E
Indirizzo
Piazza Guido da Montefeltro, 12

Storia e descrizione

Il Museo Civico San Domenico, o Musei San Domenico, è un complesso museale di Forlì ricavato negli spazi di un convento domenicano risalente al XIII secolo. Custodisce diverse collezioni permanenti, tra cui la Pinacoteca Civica, e ospita regolarmente esposizioni temporanee.

Storia

Il Museo Civico San Domenico di Forlì ha sede nell’antico convento domenicano, fondato nel XIII secolo e successivamente ampliato tra il Quattrocento e il Settecento. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, il complesso fu adibito a caserma e, in seguito, a usi industriali. A partire dal 1980 furono avviati i primi interventi di consolidamento e restauro, che misero in evidenza il valore storico e artistico dell’edificio e ne favorirono la trasformazione in sede museale. Nel 1996 il progetto di recupero fu inserito in un piano organico di riorganizzazione delle istituzioni culturali cittadine, con l’obiettivo di restituire al complesso la sua centralità attraverso funzioni espositive, spazi di ricerca e percorsi urbani.

Il restauro, protrattosi per oltre un decennio, ha consentito di ricostruire le fasi di sviluppo del convento, dalla chiesa duecentesca alle trasformazioni rinascimentali e settecentesche, fino al lungo utilizzo militare tra XIX e XX secolo. La tipologia architettonica conventuale si è rivelata adatta alla nuova funzione, permettendo di collocare nei diversi ambienti le varie sezioni museali. Gli spazi al piano terra e negli ambienti ipogei sono stati destinati al Museo archeologico e al Museo della città, mentre al piano superiore hanno trovato posto la Pinacoteca civica e le grandi sale della biblioteca, adatte a ospitare pale d’altare e collezioni di particolare rilievo, tra cui la statua dell’Ebe di Antonio Canova. La chiesa di San Giacomo, restaurata come spazio unitario, è stata destinata a mostre temporanee, concerti e conferenze, mentre il sottosuolo ospita reperti archeologici, depositi visitabili e laboratori di restauro.

Il progetto ha seguito criteri di conservazione e valorizzazione che hanno previsto l’uso di materiali compatibili con quelli originari e l’inserimento di elementi moderni riconoscibili, in un equilibrio tra rispetto della storicità e funzionalità contemporanea. L’allestimento museale è stato concepito per integrare la dimensione storica degli ambienti con le esigenze di un museo moderno, attraverso soluzioni architettoniche e illuminotecniche che favoriscono la continuità degli spazi e la leggibilità delle opere.

L’apertura ufficiale del Museo avvenne nel 2005 con la grande mostra dedicata a Marco Palmezzano, che segnò l’avvio della nuova funzione culturale del complesso, oggi considerato uno dei principali centri museali della città.

Descrizione

Il complesso museale di San Domenico è composto da cinque strutture:

Convento dei Domenicani – Fondato nel XIII secolo e ampliato nei secoli successivi, costituisce il nucleo originario del complesso.

Chiesa di San Giacomo Apostolo – Costruita tra il XIII e il XIV secolo, conserva affreschi e decorazioni di epoca rinascimentale, inglobata nel percorso espositivo.

Convento degli Agostiniani – Risalente al XIII secolo, fu progressivamente trasformato e oggi è integrato come sede di mostre temporanee.

Sala Santa Caterina – Ambiente decorato con cicli pittorici del XIV secolo, attualmente utilizzato per conferenze, eventi culturali ed esposizioni speciali.

Palazzo Pasquali – Edificato nel XV secolo, rappresenta un esempio di architettura civile rinascimentale e oggi è utilizzato per esposizioni e attività culturali.

Il refettorio del convento domenicano presenta affreschi cinquecenteschi attribuiti a Girolamo Ugolini. Sulla parete nord-est l'affresco è ripartito in tre parti suddivise da elementi architettonici con al centro la Crocifissione, a sinistra l'apparizione dei santi Pietro e Paolo a San Domenico e a destra sempre San Domenico che resuscita il giovane Napoleone Orsini caduto da cavallo. Sulla parete di sud-ovest è rappresentata la mensa di San Domenico con il miracoli dei pani. Quest'ultimo affresco fu gravemente danneggiato dai militari nel periodo napoleonico.

Sezioni permanenti

Gli spazi museali ospitano una ricca varietà di collezioni permanenti che spaziano dall'arte medievale al Novecento, dall'archeologia preistorica alla scultura moderna.

La Pinacoteca Civica, inaugurata nel 1838, è ospitata nel complesso e presenta una vasta collezione di opere che coprono un arco temporale dal XIII al XVIII secolo. Tra le opere più significative, si annoverano dipinti di autori come Beato Angelico, Guido Cagnacci, Antonio Canova, Baldassarre Carrari, Maceo Casadei, Domenichino, Gregorio di Lorenzo (il Maestro delle Madonne di Marmo), Guercino, Lorenzo di Credi, Maestro dei Baldraccani, Melozzo da Forlì, Giorgio Morandi, Francesco Menzocchi, Livio Modigliani, Giovanni Antonio Nessoli, Marco Palmezzano, Antonio Rossellino e altri. Questa sezione offre una panoramica completa dell'evoluzione artistica della regione, con opere che spaziano dal Medioevo al XVIII secolo.

La sezione “Grandi Donatori”, inaugurata nel 2025 all’interno del Museo in parte nell’ex chiesa di San Giacomo, raccoglie opere d’arte donate alla città da collezionisti, famiglie e mecenati locali. Il percorso espositivo è concepito per valorizzare il contributo privato al patrimonio civico, con dipinti, sculture e oggetti d’arte selezionati per il loro valore storico, artistico e documentario. Tra le principali collezioni si annoverano:

Comprende le sculture dell’artista milanese Adolfo Wildt, esponente del simbolismo e del liberty, donate dal marchese Raniero Paulucci di Calboli. Le opere, di forte intensità espressiva, testimoniano la ricerca plastica e spirituale dell’autore.

Raccoglie dipinti e sculture di ambito moderno, tra cui opere di Giorgio Morandi, Filippo De Pisis, Massimo Campigli e altri protagonisti della pittura italiana del Novecento. La collezione riflette il gusto collezionistico e l’impegno culturale dei donatori Arturo e Ada Righini.

Raccolta di ventotto opere d'arte che coprono un arco temporale dal XVII al XIX secolo. Questa collezione, donata alla città da Giuseppe Pedriali nel 1932, offre uno spaccato del gusto e del costume culturale dell'epoca. Le opere includono dipinti di artisti come Jacques Sablet, Rachel Ruysch, Giambattista Tiepolo e Alessandro Magnasco, e sono esposte al piano terra del complesso. …

Esposizioni temporanee

"Marco Palmezzano - Il Rinascimento nelle Romagne" (dal 4 dicembre 2005 al 30 aprile 2006).

"Silvestro Lega, i Macchiaioli e il Quattrocento" (dal 14 gennaio al 24 giugno 2007).

"Guido Cagnacci - Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni" (dal 20 gennaio al 22 giugno 2008, inaugurata dal Presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi).

"Maceo - Anni romani 1934-1944" (dal 21 settembre al 30 novembre 2008, opere di Maceo Casadei).

"Antonio Canova - L'ideale classico tra scultura e pittura" (dal 25 gennaio al 21 giugno 2009).

"Fiori - Natura e simbolo dal Seicento a van Gogh" (dal 24 gennaio al 20 giugno 2010).

"Egitto mai visto - Le dimore eterne di Assiut e Gebelein" (dall'11 settembre 2010 al 9 gennaio 2011).

"Melozzo da Forlì - L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello" (dal 29 gennaio al 12 giugno 2011).

"Wildt - L'anima e le forme tra Michelangelo e Klimt" (dal 28 gennaio al 17 giugno 2012).

"Novecento - Arte e vita in Italia tra le due guerre" (dal 2 febbraio al 13 giugno 2013.

"Liberty – Uno stile per l'Italia" (dal 1º febbraio al 15 giugno 2014).

"EuroVisioni - Tito Pasqui, un forlivese alle grandi esposizioni (1873-1906)" (dal 10 ottobre 2014 al 6 gennaio 2015).

"Boldini - Lo spettacolo della modernità" (dal 1º febbraio al 14 giugno 2015).

"Piero della Francesca - Indagine su un mito" (dal 13 febbraio al 26 giugno 2016).

"Art Déco - Gli anni ruggenti in Italia" (dall'11 febbraio al 18 giugno 2017).

"L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio" (dal 10 febbraio 2018 al 17 giugno 2018, mostra insignita del "Fifth Global Fine Art Award" nella categoria "Best Renaissance, Baroque, Old Masters, Dynasties - Group or Theme".).

"Ottocento - L'arte dell'Italia tra Hayez e Segantini" (dal 9 febbraio al 16 giugno 2019).

"Ulisse - L'arte e il mito" (dal 15 febbraio al 21 giugno 2020, poi ricollocata dal 19 maggio al 31 ottobre 2020 a seguito dell'emergenza COVID-19), mostra insignita del premio "Global Fine Art Awards" per la categoria "Best Ancient".

"Dante - La visione dell'arte." (dal 30 luglio all'11 luglio 2021). …

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo Civico San Domenico».

Linea del tempo

  1. 2005Fondazione e apertura

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

Foto

Come arrivare

ForlìTreno, la più vicina
1,5 km in linea d’aria
Museo Civico San DomenicoPiazza Guido da Montefeltro, 12
Aeroporto Luigi Ridolfi4,0 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Altri musei in Emilia-Romagna

Museo, 1990

Museo Ferrari

Maranello (MO)

Orari disponibiliAccessibile

Tutti: musei in Emilia-Romagna

Cosa vedere a Forlì: 59 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Museo Civico San Domenico?

Museo Civico San Domenico si trova nel comune di Forlì, in provincia di Forlì-Cesena (Emilia-Romagna), all'indirizzo Piazza Guido da Montefeltro, 12. Coordinate: 44.22141, 12.03583.

Quali sono gli orari di Museo Civico San Domenico?

Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da lunedì a venerdì: 9:30–19:00; Sabato e domenica, festivi: 9:30–20:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.

Quanto costa l'ingresso a Museo Civico San Domenico?

L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.

A quando risale Museo Civico San Domenico?

La datazione indicata da Wikidata è: 2005.

Cosa vedere vicino a Museo Civico San Domenico?

Nei dintorni si trovano: Pinacoteca civica di Forlì (a 0 m), Museo archeologico Antonio Santarelli (a 100 m), Palazzo Romagnoli (a 200 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Complesso San Domenico — Forli.tv, CC BY-SA 3.0
  2. Museo Civico San Domenico - Mostra Barocco 2026 (11119) — Accurimbono, CC BY-SA 4.0
  3. Museo Civico San Domenico - Mostra Barocco 2026 — Accurimbono, CC BY-SA 4.0
  4. Complesso di San Domenico — -Riccardo29-, CC BY-SA 3.0
  5. Musei san domenico canova 3 — Nicola Quirico, CC BY-SA 4.0
  6. Scorcio su San Domenico — Massimo Briganti, CC BY-SA 4.0
  7. Abside, Chiesa di San Giacomo Apostolo dei Domenicani, Forlì — Nicola Quirico, CC BY-SA 4.0
  8. Chiesa di San Giacomo al tramonto — Paola Focacci, CC BY-SA 4.0
  9. Chiesa San Giacomo, Forlì — -Riccardo29-, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap