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Abbazia / Monastero, Bagnacavallo (RA)
44°25′08″ N, 11°58′31″ E
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Abbazia / Monastero, XVIII secolo
Museo civico delle Cappuccine
Museo in Italia
Bagnacavallo (RA), Emilia-Romagna
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Età moderna, XVIII secolo
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°25′08″ N, 11°58′31″ E
- Indirizzo
- Via Vittorio Veneto, 48012 Bagnacavallo
Storia e descrizione
Bagnacavallo (Bagnacavàl in romagnolo) è un comune italiano di 16 511 abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.
Documentato sin dall’Alto Medioevo con il nome di castrum Tiberiacum, il centro fu per secoli uno dei principali insediamenti della bassa ravennate e mantenne un ruolo strategico nei collegamenti tra l’entroterra romagnolo e le aree vallive. Nel corso dell’età moderna e contemporanea sviluppò inoltre una consolidata tradizione agricola, commerciale e artigianale legata alla produzione cerealicola, vitivinicola e alla lavorazione delle erbe palustri.
Conserva un centro storico con edifici e impianto medievale. Tra i luoghi più caratteristici figura Piazza Nuova, piazza ellittica porticata realizzata nel XVIII secolo come sede del mercato cittadino. Nel territorio comunale si trovano inoltre la Pieve di San Pietro in Sylvis, risalente al VII secolo, e il Podere Pantaleone, area protetta che conserva la biodiversità della pianura padana.
Storia
Nell'Alto Medioevo, Bagnacavallo era detta castrum Tiberiacum (Anastasio Bibliotecario, anno 756). Il castrum aveva una funzione strategica: faceva parte della linea difensiva realizzata dai bizantini a difesa del confine con il territorio dei Longobardi. Insieme a Bagnacavallo, anche i vicini centri altomedievali di San Potito, San Biagio e Villa Cornete, hanno la stessa origine.
Il territorio circostante era in larga parte occupato da aree incolte, boschive e paludose (Lugo non esisteva): i pochi documenti scritti del tempo citano infatti una magnum forestum. Nel VII secolo sorse la Pieve di San Pietro intra Sylvas: il nome attesta che l'edificio si trovava all'interno di un'area boschiva. L'esistenza di una delle pievi più antiche del territorio testimonia l'antichità dell'insediamento bagnacavallese. Nel 744 il re longobardo Liutprando donò al vescovo di Faenza duecento ettari della magnum forestum. Bagnacavallo, che ancora oggi si trova nella Diocesi faentina, sorgeva al centro di quest'area.
Il termine Balneocaballum, citato nel X secolo, indicava il paleo-alveo del Senio nel tratto che corrisponde all'odierna Via Albergone. Proveniente da Cotignola, il fiume passava per il centro dell'agglomerato urbano. In sostanza, il toponimo ricorda la presenza di un guado del fiume, per attraversare il quale era necessario bagnare le cavalcature. Dopo il Mille comparve il toponimo definitivo castrum Bagnacaballi. Una decina di km a nord della città iniziava la Valle Padusa. Vi era un porto palustre che gli abitanti utilizzavano come luogo di scambio delle merci con Ferrara e Ravenna. Le merci esportate erano cereali, biade, canne palustri e vino.
A partire dai secoli IX e X avviene la riconquista del suolo. Tranne la parte settentrionale, dove permangono aree paludose poco adatte alla coltivazione, tutto il territorio è interessato all'intervento umano:
Viene ripristinata l'antica centuriazione romana. Gli agrimensori locali costruiscono però un reticolato con un orientamento diverso da quello antico: mentre infatti la rete faentina è orientata di 28º verso est, in loco la rete è inclinata di 14º verso est, la metà. Ciò dipende probabilmente dalle trasformazioni subite nei secoli dal territorio, soprattutto per quanto riguarda la conformazione idrografica. …
Monumenti e luoghi d'interesse
Bagnacavallo ha un centro storico ben conservato dal tipico impianto radiale risalente al medioevo, con numerosi palazzi perlopiù seicenteschi e settecenteschi, appartenuti a nobili casate, molti dei quali conservano ancora oggi pregevoli affreschi e pitture a tempera. Oltre ai monumenti, uno degli edifici più caratteristici è una storica piazza, Piazza Nuova.
Pieve di San Pietro in Sylvis - sita a un chilometro ad ovest del paese, si trovava sul cardine massimo della centuriazione faentina, in un luogo già frequentato in epoca romana per la presenza di acque salubri. È il più antico esempio dell'architettura esarcale o protoromanica, prende i suoi ritmi dalle grandi basiliche ravennati e quindi può datarsi agli inizi del VII secolo.
Collegiata di San Michele Arcangelo - edificata accanto a piazza Libertà, è la chiesa principale di Bagnacavallo. Della chiesa si hanno notizie sin dal 1103. La ricostruzione della facciata venne compiuta nel 1622. L'interno è a tre navate; dell'originaria costruzione quattrocentesca è stata conservata solo l'abside poligonale con belle finestre ogivali. La chiesa è ornata da diversi dipinti di artisti bolognesi e romagnoli. Uno dei più preziosi è la pala cinquecentesca di Bartolomeo Ramenghi detto "il Bagnacavallo", raffigurante Cristo in gloria coi Santi Michele, Pietro, Giovanni Battista e Bernardino.
Chiesa di San Giovanni - di origine trecentesca fu ricostruita in stile barocco dopo il terremoto del 1688. All'interno sono notevoli le tele di Giuseppe Marchetti, pittore di scuola forlivese.
Il Castellaccio - il palazzo fatto costruire da una famiglia di signori locali, i Malvicini. Per la sua caratteristica di essere una costruzione fortificata, porta questo nome. Edificato nel XV secolo, è il palazzo più antico di Bagnacavallo.
Torre Civica - svetta su Piazza della Libertà, eretta alla metà del XIII secolo, cui più tardi è stato aggiunto l'orologio. Per diversi secoli il piano inferiore della torre venne utilizzato come prigione; probabilmente il detenuto più famoso è stato il brigante Stefano Pelloni, noto come Il Passatore, qui imprigionato nel 1849. …
Cultura
La biblioteca comunale è intitolata sin dal 1834 al benemerito Giuseppe Taroni, che donò al comune l'intera sua libreria, composta da circa 6.000 volumi.
La biblioteca comprende anche l'Archivio storico e il Fondo antico. Il Fondo antico è composto da 17.538 volumi tra manoscritti e libri a stampa pubblicati tra il 1471 e il 1830. Tra questi si segnalano 7 corali miniati (di cui tre del 1265 circa), 61 incunaboli (tra cui una Bibbia veneziana del 1484) e 1 185 cinquecentine. Tra esse, una grammatica aldina del 1514. Oltre al Fondo antico, vanno annoverati alcuni fondi speciali intitolati a noti personaggi originari di Bagnacavallo. Tra essi, il Fondo Tommaso Garzoni, contenente l'editio princeps della Piazza universale (Venezia, 1585), il Fondo Pietro Bubani, il Fondo Leo Longanesi e il Fondo musicale antico, comprendente 104 spartiti storici (tra cui alcune musiche di Claudio Merulo).
Sito nell'ex convento delle Cappuccine di San Girolamo (1753-1969), l'edificio fu acquistato dal Comune nel 1970, dopo la partenza delle monache da Bagnacavallo. Inizialmente vi fu allestito il Museo civico delle Cappuccine, insieme alla Pinacoteca ed alla Galleria d'arte moderna e contemporanea. La struttura fu inaugurata il 25 settembre 1976.
La Pinacoteca conserva diverse interessanti opere, tra le quali è la grande pala con la Madonna col Bambino in trono e santi, attribuita al bagnacavallese Bartolomeo Ramenghi (inizio XVI sec.) e il piccolo Sposalizio Mistico di Santa Caterina, dipinto destinato alla devozione privata assegnabile a Girolamo Marchesi da Cotignola. La Pietà e i Santi Pier Crisologo, Girolamo, Maddalena, Francesco, Giovanni Battista, Bartolomeo firmata da un sottile e arguto interprete baroccesco, il marchigiano Andrea Lilli e datato 1596, proviene dalla chiesa dei Cappuccini e, originariamente da quella dello stesso ordine ad Imola. Si può ammirare anche un'Adorazione dei Pastori dell'inquieto e interessante pittore tardo-manierista Ferraù Fenzoni. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo civico delle Cappuccine».
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Domande frequenti
Dove si trova Museo civico delle Cappuccine?
Museo civico delle Cappuccine si trova nel comune di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via Vittorio Veneto, 48012 Bagnacavallo. Coordinate: 44.41879, 11.97515.
A quando risale Museo civico delle Cappuccine?
La datazione indicata da Wikidata è: XVIII secolo.
Cosa vedere vicino a Museo civico delle Cappuccine?
Nei dintorni si trovano: Teatro Carlo Goldoni (Bagnacavallo) (a 300 m), Palazzo San Giacomo (a 4,5 km), Rocca Estense (a 5 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 3 foto
- Bagnacavallo — SIG SG 510, CC0
- Lapide Giulio Goldoni — Anonymous Unknown author, Public domain
- Piazza Nuova — Remo emiliani, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze