Museo civico archeologico di Jesi e del territorio
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Foto: Phyrexian, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo

Museo civico archeologico di Jesi e del territorio

Museo italiano

Jesi (AN), Marche

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Superficie
500 m²
Coordinate
43°31′17″ N, 13°14′33″ E
Indirizzo
Via XV Settembre, 10

Storia e descrizione

Il Museo civico archeologico di Jesi e del territorio di Jesi (AN) ha sede nelle scuderie di Palazzo Pianetti.

Storia

L'istituzione culturale è nata nel 1785 quando Mons. Cappellari, allora governatore di Jesi, consegnò al Comune delle sculture romane che aveva rinvenuto nel Complesso di San Floriano.

Dal 1867 ai primi anni '90 del XX secolo la collezione, arricchita di altri reperti, fu collocata a Palazzo della Signoria in Piazza Colocci. Venne spostata a Palazzo Pianetti e poi nel complesso di San Floriano nel 2003.

Nel dicembre del 2017 la collezione è definitivamente collocata nelle scuderie di Palazzo Pianetti.

Collezioni

I reperti vengono presentati secondo un ordinamento cronologico in tre sezioni, riservate rispettivamente alla preistoria, protostoria (civiltà picena) ed età romana. Tra i reperti più interessanti il lapis aesinensis, documento epigrafico con preziose informazioni sulla viabilità nell'Italia centrale, e l'importante complesso di statue e ritratti di età giulio-claudia fra cui si segnalano i busti di Augusto e di Tiberio unitamente alla statua di Agathè Tyche (Buona Fortuna).

Nel territorio della Media Vallesina sono stati rinvenuti reperti che certificano la presenza di industrie litiche tra il Paleolitico Inferiore e il Paleolitico medio. Questo territorio attraversato dal fiume Esino costituiva un'importante via di comunicazione tra la zona appenninica e la costa adriatica. Qui, a partire dal Paleolitico Inferiore si insediarono gruppi di cacciatori e raccoglitori. La presenza di cacciatori nella zona risale ad un periodo compreso tra 400.000 e 130.000 anni fa. Sono infatti stati rinvenuti, tra le cittadine di Monte San Vito e di Jesi dei ciottoli scheggiati e dei bifacciali. Il ritrovamento di strumenti di caccia di più pregevole fattura certifica la presenza di industrie litiche in un periodo compreso tra 130.000 e 120.000 anni fa, riconducibili all'Acheuleano recente. Tra Jesi e Monsano gli studiosi hanno certificato la presenza di industrie litiche di tecnica Levallois prive di bifacciali, attive presumibilmente 120.000-80.000 anni fa.

L'avvento dell'agricoltura e dell'allevamento, introdotte in Italia dall'Oriente 7.500 anni fa, segnò una tappa fondamentale nel cammino dell'umanità e diede il via alla costruzione di villaggi. Tra questi gli studiosi hanno riconosciuto Monte Cappone, Coppetella e Castel Rosino. Nei villaggi sopra citati venivano praticate la tessitura, la filatura, la lavorazione della selce, l'allevamento e l'agricoltura, che sfruttava la fertilità dei terreni vicini ai fiumi. Risale all'Eneolitico la prima testimonianza di un insediamento jesino. Negli scavi di Palazzo Mestica, infatti, sono stati rinvenuti dei frammenti ceramici prodotti nella metà del quarto millennio. …

Gruppo scultoreo di prima età imperiale

Il Museo archeologico espone un gruppo scultoreo i cui reperti risalgono alla prima età imperiale, dal tardo periodo augusteo all'età flavia (e forse anche a quella adrianea). Esso fu ritrovato una prima volta nel 1559 nella zona dell'antico foro romano (attuale piazza Federico II), nel cortile dell'allora chiesa di San Floriano durante dei lavori di restauro, ma le autorità dell'epoca decisero di lasciare in situ i preziosi reperti. Il convento francescano di San Floriano è stato per molti secoli la più importante chiesa di Jesi ed è stato trasformato in una istituzione culturale, al cui interno risiede, tra l'altro, il Teatro studio intitolato all'attrice Valeria Moriconi, originaria di Jesi.

Un secondo ritrovamento dei medesimi reperti avviene nel 1784, di nuovo durante lo svolgimento di importanti lavori di rifacimento che coinvolgono il cortile del convento. In questo caso il Gonfaloniere ed i priori di Jesi, d'accordo con le autorità pontificie, incaricano i nobili locali Niccolò Guglielmi Balleani ed Antonio Grizi di garantire e curare il ritrovamento. L'archeologo Ennio Quirino Visconti opera un primo riconoscimento del gruppo scultoreo, identificando i ritratti; è probabile che la struttura circolare nella quale vengono ritrovati i reperti appartenga alle antiche terme cittadine, comunemente nota come "la cisterna".

Si ritiene che la produzione delle statue sia avvenuta ad opera di maestranze locali; nel caso delle statue, la perdita delle parti fisiognomiche e la sostanziale uniformità della realizzazione artistica non permettono attribuzioni particolari. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo civico archeologico di Jesi e del territorio».

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Come arrivare

JesiTreno, la più vicina
800 m in linea d’aria
Museo civico archeologico di Jesi e del territorioVia XV Settembre, 10
Aeroporto "Raffaello Sanzio" di Ancona-Falconara14,4 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

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Domande frequenti

Dove si trova Museo civico archeologico di Jesi e del territorio?

Museo civico archeologico di Jesi e del territorio si trova nel comune di Jesi, in provincia di Ancona (Marche), all'indirizzo Via XV Settembre, 10. Coordinate: 43.52141, 13.24262.

Cosa vedere vicino a Museo civico archeologico di Jesi e del territorio?

Nei dintorni si trovano: Palazzo Pianetti (a 0 m), Pinacoteca civica e galleria d'arte contemporanea (a 0 m), Teatro Giovanni Battista Pergolesi (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 5 foto
  1. Jesi - Palazzo Pianetti 1243 — Phyrexian, CC BY-SA 4.0
  2. Jesi - Palazzo Pianetti 1113 — Phyrexian, CC BY-SA 4.0
  3. Veduta del Museo — Romyquark, CC BY-SA 4.0
  4. Sezione del Neolitico — Romyquark, CC BY-SA 4.0
  5. Sezione del Paleolitico — Romyquark, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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