Palazzo della Signoria
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Villa / Palazzo storico

Palazzo della Signoria

Palazzo di Jesi

Jesi (AN), Marche

Indicazioni

In breve

Stile
Architettura rinascimentale
Architetto
Francesco di Giorgio Martini
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
43°31′25″ N, 13°14′42″ E
Indirizzo
Piazza Colocci

Storia e descrizione

Il Palazzo della Signoria di Jesi è uno dei più imponenti palazzi pubblici delle Marche.

Affaccia la sua possente mole quadrata su Piazza Colocci, nell'area più alta della città.

Storia

Era la sede originale del Gonfaloniere e dei Priori, cioè della Magistratura cittadina. Nel 1586 fu ceduto al Magistrato Pontificio e da allora divenne il Palazzo del Governatore fino all'avvento dell'Unità d'Italia.

L'edificio poggia sul lato nord-orientale sulle fondamenta dell'antico Teatro romano e venne edificato dopo l'abbattimento del medievale Palazzo dei Priori, dal 1486 al 1498. Il progetto si deve all'illustre architetto senese Francesco di Giorgio Martini, già attivo in diverse località delle Marche e, a partire dal 1471, impegnato ad Urbino per la costruzione della nuova ala del Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro.

Con l'avvento dei governatori pontifici, il palazzo ha cominciato a subire profonde trasformazioni. Nel 1611 fecero costruire una nuova Cappella nel loggiato di mezzo, poi traslocata di nuovo nel 1824 in un vano ottenuto tramezzando la Sala d'Armi. Dopo il 1860, quando Jesi e le Marche vennero annesse al nuovo Regno d'Italia, l'edificio divenne sede della Pretura, Archivio notarile e delle Carceri mandamentali. Nel 1913 è stata costruita, al pianterreno, la prima Centrale telefonica automatica d'Italia. Dichiarato monumento di interesse nazionale alla fine degli anni 1920, il palazzo è stato restaurato fra il 1930 e il 1939. In seguito è divenuto la sede della Biblioteca Comunale, notevolmente arricchita all'inizio del Novecento dalla donazione al Comune della famiglia Pianetti, tanto che le hanno cambiato il nome in Biblioteca comunale Planettiana.

Descrizione

Venne costruito tra il 1486 e il 1498 dal celebre architetto Francesco di Giorgio Martini in stile rinascimentale in stretta affinità col gusto del Laurana. Si presenta come un parallelepipedo dalla solida massa tagliata e pulita che rispecchia con mirabile nobiltà le tendenze volumetriche del periodo.

Si compone di tre facciate in laterizio, di cui una principale, e si alza su due piani divisi da cornicioni-marcapiano con un doppio ordine di belle finestre crociate "alla guelfa" munite di cornici in pietra finemente scolpite; un cornicione di coronamento ad archetti ciechi completa il sottotetto. Ai quattro angoli dell'edificio sono degli scudi araldici sporgenti con delle piccole teste di leone e cornucopie. Tutte le decorazioni architettoniche che completano le facciate furono eseguite da Michele di Giovanni da Milano e dal figlio Alvise, sul disegno del Martini. Sul fronte sinistro, che dà sulla centrale via Pergolesi, già degli Orefici, si aprono tre porte, di cui quella centrale, detta della "Salara", ha un elegantissimo portale rinascimentale ad arco ribassato sempre disegnato dal Martini, ma realizzato da Giovanni di Gabriele da Como.

Nel 1551 il palazzo era stato completato con una slanciata torre a tre ordini merlati e cupola finale (come appare raffigurata in quadri e stampe del tempo), su disegno dell'architetto Andrea Sansovino, che crollò nel 1657 a seguito di un terremoto. Riedificata nel 1661, per mancanza di fondi non venne mai ultimata.

L'elegante facciata principale è anch'essa aperta da un doppio ordine di finestre a croce guelfa.

Nel pianterreno è posta una lastra di marmo, con ordine di Papa Alessandro VI, che riporta le misure ufficiali della "Respubblica Aesina", delle linee a rappresentare la canna e il passo (1 Somel, 35 metri), e il trapezio per misurare tegole e mattoni. …

Biblioteca Planettiana

All'interno ospita la "Biblioteca comunale Planettiana", fondata nel 1859, grazie alla donazione fatta dal marchese Angelo Ghislieri della propria scelta libreria, prende il nome dal prezioso fondo librario ed archivistico donato dalla famiglia Pianetti al Comune nei primi del Novecento. Oggi con i suoi circa 110.000 fra volumi, manoscritti e incunaboli che vanno dal XV al XIX secolo è una delle biblioteche più importanti della Regione.

Fra le opere di maggior interesse vanno ricordate la lettera autografa di Giacomo Leopardi del 1825 e un cospicuo nucleo di scritti del grande musicista "locale" Gaspare Spontini.

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Persone

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Come arrivare

JesiTreno, la più vicina
700 m in linea d’aria
Palazzo della SignoriaPiazza Colocci
Aeroporto "Raffaello Sanzio" di Ancona-Falconara14,1 km

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Domande frequenti

Dove si trova Palazzo della Signoria?

Palazzo della Signoria si trova nel comune di Jesi, in provincia di Ancona (Marche), all'indirizzo Piazza Colocci. Coordinate: 43.52356, 13.24489.

Cosa vedere vicino a Palazzo della Signoria?

Nei dintorni si trovano: Palazzo Amici-Honorati (a 0 m), Palazzo Colocci (a 0 m), Museo di Palazzo Bisaccioni (a 0 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Jesi, Palazzo della Signoria 01 — Parsifall, CC BY-SA 4.0
  2. Jesi - Palazzo della Signoria - 2023-09-23 18-35-43 001 — Paulacastelli, CC BY-SA 4.0
  3. Jesi - Palazzo della Signoria 0953 — Phyrexian, CC BY-SA 4.0
  4. Jesi, Palazzo della Signoria (4) — Parsifall, CC BY-SA 3.0
  5. Jesi, palazzo della signoria, 1486-98, di francesco di giorgio, 01 — Sailko, CC BY-SA 4.0
  6. Jesi, palazzo della signoria, 1486-98, di francesco di giorgio, portali 02 — Sailko, CC BY-SA 4.0
  7. Jesi, palazzo della signoria, 1486-98, portale del 1588 — Sailko, CC BY-SA 4.0
  8. Palazzo della Signoria - Jesi 1 — Diego Baglieri, CC BY-SA 4.0
  9. Palazzo della signoria di jesi — Mario bocchini, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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