Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti
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Foto: Vincenzo Desiderio, Public domain · Wikimedia Commons

Museo, 1964

Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti

Museo italiano

Caprese Michelangelo (AR), Toscana

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età contemporanea, 1964
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
43°38′39″ N, 11°59′09″ E
Indirizzo
Via Capoluogo 1

Storia e descrizione

Il Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti, noto anche come "Museo michelangiolesco", ha sede presso il castello di Caprese Michelangelo; è costituito da tre edifici principali, il palazzo del Podestà, palazzo Clusini e la Corte alta, e da un giardino con esposizione all'aperto.

Il nucleo originario del museo, fondato nel 1875, ruota intorno al Palazzo del Podestà, edificio della prima metà del Quattrocento, che fu residenza dei podestà fiorentini che qui si avvicendarono con carica annuale. La comunità di Caprese, assieme a quella di Chiusi (ora Chiusi della Verna) si sottomise infatti alla Repubblica fiorentina a partire dal 1384. Tra questi podestà vi fu proprio, nel 1474-1475, Ludovico di Leonardo Buonarroti Simoni, padre di Michelangelo: un documento autografo di Ludovico, rinvenuto nel 1875 presso l'Archivio della Casa Buonarroti a Firenze, attesta la nascita del figlio Michelangelo Buonarroti a Caprese il 6 marzo 1475 e ne testimonia il battesimo presso la chiesa di San Giovanni Battista. Il Palazzo del Podestà è quindi considerata la casa natale del sommo artista.

Il museo col tempo si è ingrandito ed attualmente presenta cinque nuclei tematici principali.

La rocca di Caprese e la sua storia

Le prime testimonianze della presenza della rocca sono riferibili ai secoli centrali del medioevo. La prima attestazione documentaria del toponimo Caprese è del 1011; è poi ricordato come "castrum" solo in un successivo documento del 1082. Al 1100 dovrebbe essere riferita la torre quadrangolare tuttora visibile nel castello ed alcune strutture murarie.

Tra il 1323 ed il 1324 l'esercito di Arezzo, capeggiato da Pier Saccone Tarlati, fratello del vescovo Guido, assediò la rocca. La Corte Alta doveva aver raggiunto il suo assetto definitivo. Ne rimangono alcuni ambienti, una parte del circuito murario con porta, una cisterna ed una grande sala con volta a botte. A quest'ultima è riferibile un frammento di affresco parietale a motivi geometrici policromi e rosoni rinvenuto nel 1966 negli scavi della grande sala ed attualmente collocato negli spazi espositivi. Alla fine del 1324 la rocca capitolò; il vescovo di Arezzo ordinò lo smantellamento del castello. L'assedio e la conquista della rocca di Caprese sono raffigurati a bassorilievo in una delle formelle del Cenotafio di Guido Tarlati presso la Cattedrale di Arezzo.

Nel 1384 la comunità di Caprese si sottomise ai Priori di Firenze, e venne istituita una podesteria. Tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento venne ampliato il circuito murario, nel quale si aprì una nuova porta, e venne eretto il Palazzo del Podestà.

Della seconda metà del Quattrocento è invece Palazzo Clusini, che rappresenta un ampliamento degli ambienti riservati al podestà ed alla comunità. Di esso attualmente è originale il pian terreno e parte del primo piano. Con i restauri, gli ambienti del piano terra sono risultati decorati con affreschi a losanghe bianche e rosse contenenti fiori tetrapetali.

Nei secoli successivi la rocca di Caprese perse d'importanza. Nel 1667 una torre delle mura crollò, nel 1782 un forte terremoto danneggiò murature e torri. Fino all'Ottocento, il primo piano del Palazzo del Podestà è stato ininterrottamente la residenza dei sindaci di Caprese. Il pian terreno, invece, era sede dell'ufficio postale, mentre Palazzo Clusini era la residenza del medico, l'ultimo dei quali, il dott. Clusini, ha dato il nome all'edificio. …

Michelangelo Buonarroti

Il Palazzo del Podestà è rimasto ininterrottamente sede podestarile, ed in seguito residenza dei sindaci, fino alla seconda metà dell'Ottocento quando divenne il primo nucleo del museo.

Attualmente, gli ambienti residenziali del primo piano sono arredati con mobilio rinascimentale non originario della casa. Le sale contengono anche una serie di riproduzioni fotografiche degli affreschi fatti eseguire tra il 1613 ed il 1620 nella Casa Buonarroti di Firenze dal pronipote di Michelangelo, Michelangiolo il Giovane. Gli affreschi rappresentano 23 scene della vita del sommo artista. Nelle sale è esposto anche il trittico quattrocentesco Madonna tra santi di Giuliano Amidei, appartenente all'abbazia di San Martino a Tifi.

Nel pian terreno del Palazzo del Podestà due bacheche contengono copie fotostatiche di alcuni documenti inerenti Michelangelo, tra cui l'atto di nascita, ed alcuni volumi di pregio dell'Archivio Storico Comunale. Qui è custodita una copia in bronzo del busto di Daniele da Volterra rappresentante Michelangelo e custodito al Bargello di Firenze, insieme a numerosi calchi in gesso ottocenteschi delle sculture del sommo artista, più alcuni di recente fattura.

Tale collezione di calchi continua anche presso la grande sala della Corte Alta, dove sono custodite le copie delle grandi statue.

A Michelangelo bambino è stata dedicata nel 1910 un'edicola esterna, opera dell'artista Arnaldo Zocchi.

Giovanni Santini

Il museo ha ospitato un piccolo spazio espositivo dedicato all'astronomo Giovanni Santini, vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, e nato a Caprese, nella frazione Le Bozie. Attualmente, tale sezione è stata smantellata dalla sua posizione originaria in vista di un nuovo allestimento.

La piccola scultura italiana del XIX secolo

Dal 2006, il museo si è arricchito di una collezione di piccola scultura italiana, donata, unicamente con il fondo presente nella Biblioteca Michelangiolesca, dal prof. Enrico Guidoni. La collezione comprende opere di medio e piccolo formato in diversi materiali (bronzo, marmo, gesso, cera, terracotta) ed alcuni disegni di scultori italiani dell'Ottocento e dei primi del Novecento.

La collezione è esposta nella sala principale e in due salette secondarie della Corte Alta.

Nella Sala I sono custodite opere di artisti napoletani, tra i quali possiamo ricordare Vincenzo Gemito e Francesco De Matteis.

La Sala II contiene opere di molti artisti dell'Ottocento, tra i quali Adriano Cecioni, Bartolomeo Pinelli, Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi, Ercole Rosa, e molti altri.

Le vetrine centrali della Sala Principale contengono opere di dimensioni maggiori di molti autori, tra cui si segnala Medardo Rosso, Paolo Troubetzkoy, Antonio Canova, Umberto Boccioni.

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Domande frequenti

Dove si trova Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti?

Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti si trova nel comune di Caprese Michelangelo, in provincia di Arezzo (Toscana), all'indirizzo Via Capoluogo 1. Coordinate: 43.64421, 11.98583.

A quando risale Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti?

La datazione indicata da Wikidata è: 1964.

Cosa vedere vicino a Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti?

Nei dintorni si trovano: Museo dell'acqua e del mulino (a 100 m), Piccolo Museo del Diario di Pieve Santo Stefano (a 5,3 km), Santuario della Verna (a 8,3 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

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Crediti delle 9 foto
  1. Caprese - Palazzo del Podestà — Vincenzo Desiderio, Public domain
  2. Caprese Michelangelo - Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti - 2024-09-01 16-11-24 001 — Albarubescens, CC BY-SA 4.0
  3. Caprese Michelangelo - Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti - archivio - 2024-09-01 16-14-41 001 — Albarubescens, CC BY-SA 4.0
  4. Caprese Michelangelo - Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti - finestra sul mondo - 2024-09-01 16-15-53 001 — Albarubescens, CC BY-SA 4.0
  5. Caprese Michelangelo - Museo casa natale di Michelangelo Buonarroti - Pietà - 2024-09-02 16-55-11 001 — Albarubescens, CC BY-SA 4.0
  6. Museo Michelangliolesco - Sala I — Vincenzo Desiderio, Public domain
  7. Cristo Risorto — Vincenzo Desiderio, Public domain
  8. Giuliano Amidei, Madonna tra Santi — Giuliano Amidei, Public domain
  9. TommasiSaulo — Vincenzo Desiderio, Public domain

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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