Museo archeologico e d'arte della Maremma
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Foto: Vinattieri Matteo, CC BY 2.5 · Wikimedia Commons

Museo, 1860

Museo archeologico e d'arte della Maremma

Museo italiano a Grosseto

Grosseto (GR), Toscana

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Epoca
Età contemporanea, 1860
Fondatore
Giovanni Chelli
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
42°45′42″ N, 11°06′49″ E
Indirizzo
piazza Baccarini, 3

Storia e descrizione

Il museo archeologico e d'arte della Maremma (MAAM) è un museo situato nel centro storico della città di Grosseto.

Il museo è ospitato nell'ex palazzo del Tribunale in piazza Baccarini, e conserva una ricca collezione archeologica che documenta un lungo periodo storico che va dal paleolitico al basso medioevo, con particolare attenzione all'epoca etrusca e romana. Il museo si propone come centro di raccolta e di documentazione della storia archeologica della Maremma, svolgendo un ruolo primario nello studio dell'antica città di Roselle.

Fondato nel 1860 dal canonico Giovanni Chelli come sezione della biblioteca Chelliana, è divenuto di proprietà comunale nel marzo 1865, mentre solamente nel 1955 si è costituito come museo autonomo. Ha ricevuto la denominazione "Museo archeologico e d'arte della Maremma" nel 1975, quando venne inaugurato il nuovo allestimento nel palazzo di piazza Baccarini; da allora una sezione del museo è costituita dal Museo d'arte sacra della diocesi di Grosseto, fondato nel 1933.

Storia

Il primo museo della città di Grosseto fu inaugurato il 1º marzo 1860 su iniziativa del canonico Giovanni Chelli, sacerdote di ideali repubblicani e progressisti, e personaggio di rilievo nella storia del Risorgimento maremmano. Chelli stava da tempo raccogliendo un nutrito fondo librario e anche alcuni reperti archeologici e oggetti d'arte, con l'intenzione di creare a Grosseto un primo centro di cultura e partecipare attivamente alla lotta per l'alfabetizzazione. La raccolta archeologica, ospitata insieme alla biblioteca nei locali del palazzo vescovile, sprovvisto dell'inquilino per sede vacante, corrispondeva alle caratteristiche degli ottocenteschi antiquaria, con l'esposizione di oggetti di varia natura, molti dei quali accomunati dai soli criteri di preziosità e rarità. In Toscana, la legge in vigore in materia archeologica era ancora quella leopoldina del 1780, che permetteva ampie libertà ai privati nell'acquisto di reperti antichi; Giovanni Chelli si mosse nell'ambiente toscano per rintracciare e acquistare oggetti di pregio da destinare al museo, specialmente nei territori di Volterra e Chiusi, intrattenendo una fitta corrispondenza con ecclesiastici, politici e privati cittadini. Tramite la sua frequentazione delle terme di Chianciano, entrò in contatto con le principali personalità attive nell'antiquariato senese, come la famiglia Casuccini, Luciano Banchi direttore dell'Archivio di Stato di Siena e sindaco della città, e il chiusino Federigo Sozzi, al quale si deve l'acquisto di alcuni dei più importanti pezzi della raccolta. …

Sede

Il museo archeologico e d'arte della Maremma è ospitato dal 1975 nei tre piani del palazzo dell'ex tribunale, risalente alla seconda metà del XIX secolo e situato nella centrale piazza Baccarini. Costruito intorno al 1870 come sede degli uffici del Tribunale civile e correzionale e della regia Procura e Pretura, il palazzo disponeva di un unico accesso che dava su strada Vinzaglio, di fronte al camminamento coperto che metteva in comunicazione il prospiciente ex convento delle Clarisse con l'ospedale Misericordia. Nel 1892 vennero ultimati i lavori della piazza, realizzata di lato al palazzo dove sorgevano alcuni terreni adibiti a orti, che venne intitolata ad Alfredo Baccarini; per l'occasione venne aperto un nuovo ingresso sulla facciata, che si presentava così regolare e continua lungo il lato meridionale della piazza. Dopo la costruzione del moderno palazzo di giustizia (1964) fuori dal centro storico, l'edificio venne ritenuto idoneo per ospitare il museo civico archeologico, congiunto con il museo diocesano di arte sacra, e fu profondamente ristrutturato negli spazi interni per adempiere alla nuova funzione (1974-1975), con la costruzione dell'imponente scala interna in cemento a facciavista. In occasione del nuovo allestimento museale del 1999, l'edificio venne nuovamente restaurato, riorganizzato e messo a norma (1992-1999).

Nel corso della sua storia, il museo civico ha subito numerosi trasferimenti e traslochi: la prima sede è stata il palazzo vescovile (1860-1867), dove trovò sistemazione per volere di Giovanni Chelli in un periodo in cui la diocesi di Grosseto era sede vacante; sede "storica" del museo è stata però quella presso il palazzo Mensini in via Mazzini, dove il museo è rimasto dal 1923 al 1975, dividendo gli spazi con la biblioteca comunale Chelliana e il liceo classico "Carducci-Ricasoli".

Sale espositive

Il percorso espositivo del museo archeologico e d'arte della Maremma si dispone sui tre livelli dell'edificio ed è suddiviso in cinque sezioni, per un totale di quaranta sale espositive.

La prima sezione (sala 1) è dedicata alla "collezione del canonico Giovanni Chelli", fondatore del museo, e raccoglie un centinaio di pezzi eterogenei e per lo più estranei ai territori della Maremma grossetana.

Sala 1

Nella prima sala sono esposti gli oggetti che Giovanni Chelli ricevette tramite il conte Michelangelo Luciani (1790–1878) di Santa Fiora, il quale aveva realizzato un piccolo antiquarium – andato in gran parte perduto – nel giardino della propria abitazione; l'incontro tra Luciani e Chelli, avvenuto nel 1859, potrebbe avere dato l'impulso necessario ai propositi del sacerdote nell'ideare la prima raccolta archeologica. Tra gli oggetti più interessanti del fondo Luciani, si segnala una statuetta di Mitra Tauroctono del III secolo a.C., di provenienza incerta. Alcuni pezzi provengono dalle aree di Volterra (molte ceramiche) e Chiusi, come le urne rinvenute da Alessandro François in tre ipogei nei terreni della famiglia Casuccini in località Il Colle e La Pellegrina. Tra i vari reperti la cui provenienza è sconosciuta, il più rilevante è una ciotola in bucchero del VI secolo a.C. recante un'incisione con l'alfabeto etrusco, che già aveva attirato l'attenzione di George Dennis durante la sua visita al museo nel 1875, come lui stesso ricorda.

La seconda sezione (sale 2-12) è dedicata interamente a "Roselle e al suo territorio" e procede in ordine cronologico documentando la storia dell'antica città dalla frequentazioni preistoriche fino alle ultime testimonianze medievali.

Sala 2 …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo archeologico e d'arte della Maremma».

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  1. 1860Fondazione e apertura

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Museo archeologico e d'arte della Maremmapiazza Baccarini, 3
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Domande frequenti

Dove si trova Museo archeologico e d'arte della Maremma?

Museo archeologico e d'arte della Maremma si trova nel comune di Grosseto, in provincia di Grosseto (Toscana), all'indirizzo piazza Baccarini, 3. Coordinate: 42.76153, 11.11370.

A quando risale Museo archeologico e d'arte della Maremma?

La datazione indicata da Wikidata è: 1860.

Cosa vedere vicino a Museo archeologico e d'arte della Maremma?

Nei dintorni si trovano: Ex palazzo del Tribunale (a 0 m), Museo d'arte sacra della diocesi di Grosseto (a 0 m), Museo collezione Gianfranco Luzzetti (a 0 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Museo Archeologico della Maremma (Grosseto) — Vinattieri Matteo, CC BY 2.5
  2. Museo Archeologico e d'Arte della Maremma, Grosseto, Tuscany, Italy (29443321437) — Carole Raddato from FRANKFURT, Germany, CC BY-SA 2.0
  3. Maam, sezione d'arte sacra — Sailko, CC BY 3.0
  4. Maam, sala dei reperti romani di roselle — Sailko, CC BY 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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