Monte Testaccio
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Sito archeologico

Monte Testaccio

Collina artificiale a Roma

Roma (RM), Lazio

Indicazioni

In breve

Altitudine
36 m s.l.m.
Coordinate
41°52′33″ N, 12°28′32″ E

Storia e descrizione

Il monte Testaccio, popolarmente detto in romanesco anche monte de' cocci, è una collina artificiale di circa 36 m di altezza, situata a Roma, nell'omonimo XX rione, tra le mura aureliane e la sponda sinistra del Tevere.

Prende il suo nome dal latino mons testaceus, cioè «monte [fatto] di cocci» (da: testae, ossia «tegole», «anfore» o appunto «cocci»); si compone infatti di numerosi strati di cocci di oltre 53 milioni di anfore in terracotta – per lo più olearie – ordinatamente disposti lì in epoca romana lungo un arco di tempo di circa due secoli. Le anfore provenivano dal vicino porto fluviale sul Tevere.

Per tale ragione, il monte costituisce un sito archeologico unico nel suo genere.

Descrizione

Il monte è alto circa 36 m sul piano stradale (54 s.l.m.) ha forma vagamente di triangolo scaleno per una superficie totale di circa 20 000 m² e presenta due distinte cime: la prima che sovrasta un pianoro orientato lungo l'asse nord/sud; la seconda, più alta, che campeggia sul crinale disposto verso nord est. Un pendio a ovest, più scosceso, presenta evidenti segni di asportazione di materiale. Vi sono andati formandosi vari sentieri e vi è anche una rampa – anticamente percorsa da carri – la quale si biforca all'angolo nord est e oggi prende il nome di: «salita Monte de' Cocci».

Calcoli approssimativi, che hanno anche tenuto conto della progressiva erosione e dell'asportazione nel passato di parte del materiale a fini costruttivi, hanno permesso di stimare in più di 53 milioni il numero di anfore i cui cocci nel tempo si sono accumulati fino a formare il colle artificiale, il quale si ritiene possa essere giunto anticamente a svettare fino a un'ottantina di metri.

Storia

Il luogo fu adibito a discarica del prospiciente porto fluviale dell'Emporium a partire dal periodo augusteo fino alla metà del III secolo, quando tale impiego si ridusse progressivamente fino ad arrestarsi completamente.

L'origine del monte si deve al fatto che le anfore provenienti dal porto, una volta svuotate del contenuto venduto sul mercato capitolino, non potessero essere riutilizzate per altri generi alimentari in quanto non smaltate all'interno e che solo una piccola parte di esse venisse riciclata come materiale da costruzione: tutte le altre venivano perciò fracassate e i loro cocci ordinatamente accatastati in quello che, nell'arco di oltre due secoli, divenne un enorme cumulo innalzato poco lontano dai moli. L'ordine con cui i materiali risultano disposti, la presenza nel terreno di calce sparsa a intervalli regolari per attenuare il cattivo odore derivante dalla decomposizione dei residui alimentari e l'esistenza di un piano inclinato ben progettato che consentiva di giungere fino in cima a bordo di carri, lasciano supporre che la discarica fosse tutt'altro che improvvisata e affidata in gestione a curatores.

Per secoli i romani sfruttarono le proprietà isolanti dell'argilla per ricavare, alle pendici del colle, grotte al cui interno la temperatura si attesta tutto l'anno intorno ai 10 °C. I locali scavati tra i cocci vennero adibiti a cantine, dispense o stalle; a partire dal medioevo essi ospitarono osterie e, dall'epoca moderna e contemporanea, ristoranti e locali notturni.

In epoca medioevale sul monte si celebrava il carnevale, con giochi anche cruenti: vi si allestivano tauromachie e la più popolare "ruzzica de li porci": carretti di maiali vivi venivano spinti giù dalla collina e, quando essi si sfracellavano a valle, il popolo dava la caccia ai frastornati animali. Nel XV secolo, trasferito il carnevale in via Lata per volontà di papa Paolo II, il monte divenne punto di arrivo per la Via Crucis del Venerdì Santo, simboleggiando quindi il Golgota, come testimonia una croce ancor oggi infissa sulla cima. …

Rilevanza storica e archeologica

Per secoli il monte Testaccio fu ignorato dall'iconografia urbana, probabilmente poiché il suo impiego originario non era ritenuto meritevole di particolare menzione; il nome Testacium appare per la prima volta in un'iscrizione databile al VII secolo circa e conservata nel portico della chiesa romana di Santa Maria in Cosmedin. L'originario nome romano del sito è invece ignoto, sebbene alcuni studi identifichino il luogo con l'antico Vicus Mundiciei citato sulla Base Capitolina come parte della Regio XIII Aventinus, a sua volta corrispondente alla zona ove sorge il monte; il toponimo a sua volta potrebbe derivare da munditia, cioè «pulizia»: nel caso specifico, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

Da quando il luogo perse la sua funzione primigenia, l'origine del cumulo di cocci fu progressivamente dimenticata e su di essa sorsero varie improbabili leggende: una sosteneva ad esempio che i cocci fossero il risultato di errori di lavorazione delle vicine botteghe di vasai; un'altra che fossero resti di urne cinerarie traslate dai colombari della vicina via Ostiense; un'altra ancora che il monte si fosse formato con le macerie del grande incendio di Roma del 64 d.C.

Si dovette attendere il XVIII secolo perché al sito fosse riconosciuto un qualche valore storico: l'abitudine allora diffusa di prelevare materiale dal colle stava infatti minacciando l'agibilità dei locali ricavati alle sue pendici, tanto da muovere le autorità ad emettere, nel 1742, un editto a tutela «[...] di un'antichità così celebre». Al decreto si affiancò due anni dopo il divieto di pascolarvi armenti, con analoga motivazione. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Monte Testaccio».

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Come arrivare

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Monte Testaccio
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Domande frequenti

Dove si trova Monte Testaccio?

Monte Testaccio si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.87595, 12.47569.

Cosa vedere vicino a Monte Testaccio?

Nei dintorni si trovano: Foro Vinario (a 300 m), Piramide Cestia (a 400 m), Museo della Via Ostiense (a 500 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Testaccio monte dei cocci 051204-12-13 — No machine-readable author provided. Lalupa assumed (based on copyright claims)., Public domain
  2. Monte Testaccio Particolare — Flazaza, CC BY-SA 4.0
  3. Monte Testaccio — Tyler Bell, CC BY 2.0
  4. Testaccio - dal monte dei cocci 1120506-7 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
  5. Testaccio monte dei cocci 051204-08 — Lalupa, Public domain
  6. Testaccio monte dei cocci a via Galvani 051204-02 — No machine-readable author provided. Lalupa assumed (based on copyright claims)., Public domain
  7. Testaccio 1625 — Giovanni Maggi, Public domain
  8. 1873 Rom Bebauungsplan — Bogen, Thürlemann, Public domain
  9. Btv1b8553014n-p024 — Jacob Wilhelm Mechau / Albert Christoph Dies, Public domain

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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