Istituto ricerche esplosivistiche
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Foto: Danilo Coppe, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Museo

Istituto ricerche esplosivistiche

Museo in Italia

Parma (PR), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Coordinate
44°48′42″ N, 10°17′26″ E
Indirizzo
via Zanardelli 17/a

Storia e descrizione

L'Istituto Ricerche Esplosivistiche, abbreviato in IRE, è un'organizzazione no profit italiana che opera nei settori delle attività culturali e dell'ambiente, in particolare per promuovere e realizzare attività sociali e culturali per la diffusione, la promozione, lo studio e ogni altra attività connessa ai problemi scientifici, tecnici, economici e legislativi riguardanti l'esplosivistica e ogni altro settore ad essa attinente.

Nell'ambito delle proprie competenze gli esperti dell'Istituto svolgono attività di consulenza su ogni aspetto della sicurezza, intesa sia come security che come safety, correlati al D.Lgs. 81/08, D.Lgs. 334/99 (legge Seveso), al TULPS, e a tutte le problematiche inerenti ai materiali esplodenti e agli agenti chimici fisici e biologici pericolosi.

Storia

L'IRE nasce negli anni '80 come collezione privata, con l'inizio dell'attività professionale del fondatore e attuale presidente Danilo Coppe nel Bacino Marmifero Apuano, seguito dall'impiego nelle cave per inerti da cemento e successivamente nella collaborazione con Lennart Abersten, specialista svedese che per primo deviò la lava di un vulcano (Eruzione dell'Etna del 1983) utilizzando in modo mirato l'esplosivo.

Dal 1989 Coppe svolge attività in proprio e pertanto la collezione si sviluppa per buona parte di quanto attualmente visibile al museo dell'Istituto, ampliato anche grazie a numerose donazioni da parte di privati e delle Istituzioni con cui ha collaborato.

Lo scopo principale del museo è quello di istruire il pubblico sul vero potenziale degli esplosivi, così che il pensiero comune non ne consideri esclusivamente il principale utilizzo militare, ma anche l'uso in campo civile e scientifico, dalla sicurezza quotidiana all'analisi geofisica della Terra.

Nel tempo si è sviluppato il settore didattico, per istruire gli interessati, a diversi livelli professionali.

Attività

L'IRE promuove innanzitutto la ricerca scientifica interdisciplinare ed organizza incontri, convegni e dibattiti, seminari e manifestazioni, elaborando e promuovendo programmi di studi e ricerche per il raggiungimento e la diffusione dei propri obiettivi.

Promuove la redazione e l'edizione di libri e testi di ogni genere, nonché pubblicazioni periodiche, pubblicitarie, notiziari di vario genere, indagini, ricerche e studi bibliografici.

Svolge corsi di formazione ed aggiornamento professionale e culturale, organizzando gruppi di lavoro di livello scientifico su problemi politici e sociali, economici, educativi e culturali in genere.

Collabora a programmi e progetti per istituzioni ed enti, pubblici o privati, locali, nazionali ed internazionali, nonché con organismi, associazioni e movimenti coi quali ritenga utile instaurare rapporti per il conseguimento dei suoi obiettivi.

Opera inoltre nell'ambito delle attività di volontariato, contribuendo con mezzi propri a risolvere situazioni di emergenza relative all'esplosivistica quali la gestione di emergenze legate al ritrovamento di residuati bellici e/o di materie esplosive pericolose non identificate, all'educazione e alle attività informative extrascolastiche per la messa in guardia sul rischio di residuati bellici e fuochi d'artificio; alcuni di questi progetti sono stati realizzati in collaborazione con la Protezione Civile. La partecipazione a determinati corsi è disponibile su richiesta anche alle scuole, per approfondimenti mirati all'orientamento degli istituti tecnici o all'educazione alla sicurezza e alla prevenzione dei danni da fuochi artificiali.

I principali settori operativi dell'Istituto Ricerche Esplosivistiche sono cinque:

la realizzazione, a ciclo continuato, di corsi di formazione riconosciuti nei settori direttamente e indirettamente connessi all'esplosivistica civile ed alla sicurezza (safety e security) in ambiente lavorativo, tenuti dai membri del Direttivo IRE;

la realizzazione di perizie giudiziarie legate a eventi esplosivi o incidenti sul lavoro;

la consulenza finalizzata alla gestione e all'inertizzazione di sostanze esplodenti e altamente pericolose impiegate nell'industria e nella ricerca;

la gestione del Museo di Esplosivistica Civile, Forense, della Sicurezza e dell'Emergenza, una raccolta che ha valenza storica, didattica e forense;

l'attività di consulenza in campo antiterroristico.

Percorso espositivo

Oltre ad essere la sala conferenze, il primo ambiente espositivo espone cimeli legati all'esplosivistica civile e forense quali attrezzature dell'antico e moderno minatore e reperti di indagini svolte da IRE in collaborazione con i RIS e la Polizia Scientifica.

Esempi di materiali esposti: dotazioni degli antichi minatori fra cui elmetti di ogni genere ed epoca (lampade a olio o petrolio, coltellini e pinze “stringi capsule”, una serie di “trombe” di segnalazione per avvisare dell’imminente esplosione controllata, un antico kit di perforazione della roccia, costituito dalla “barramina”, mazze, “nettamine”, ecc.), detonatori, scatole di detonatori, esploditori di tutte le epoche e provenienze, scatole di latta di polvere da caccia di tutte le epoche, prova-circuiti per il tiro elettrico delle mine, dispositivi di sicurezza navale (fuochi a mano, bengala, razzi paracadute, lancia sagole), dispositivi di sicurezza automobilistica (airbag e pretensionatori), diamanti industriali fabbricati con l'esplosivo.

Il secondo ambiente è dedicato all'esplosivistica militare e ai principali dispositivi esplosivi industriali (EOD) con loro rappresentazioni didattiche e sezioni, il tutto inertizzato a norma di legge. Questo ambiente è stato dedicato all'ingegnere Giorgio Citran, cultore di materia che ha lavorato per decenni nell'industria dell'esplosivo civile e militare.

Esempi di materiali esposti: tutti i tipi di bomba a mano, bombe da fucile, mine antiuomo, mine anticarro, razzi, lanciarazzi, spolette e proiettili di artiglieria.

Il terzo ambiente riguarda la pirotecnica e il materiale grafico relativo agli esplosivi con oggetti raffigurativi di tutti gli esistenti fuochi d'artificio e opere d'arte che hanno come tema esplosivi o esplosioni, nonché oggetti di uso quotidiano che rimandano alle esplosioni. Questo ambiente è stato dedicato all'ingegnere minerario Pietro Ballestrazzi, che attraverso l'ANIM ("Associazione Nazionale Ingegneri Minerari") ha sostenuto assiduamente l'esplosivistica civile.

Esempi di materiali esposti: sfere e cilindri pirotecnici, console per l'attivazione e comando dei fuochi di artificio, giocattoli pirotecnici. …

Curiosità

Il museo dell'Istituto Ricerche Esplosivistiche è gemellato con altri due musei, dei quali espone i fatti più interessanti: il primo è il Museo del Dinamitificio Nobel di Avigliana, in provincia di Torino, edificio ricavato dalla ex fabbrica fondata e diretta da Alfred Nobel. I camminamenti fra un reparto e l’altro erano stati studiati, in caso di esplosione accidentale, per non far esplodere “per simpatia” gli altri reparti, che sono privi di spigoli vivi così che le onde di sovrappressione confluissero nelle direzioni volute. Il secondo museo gemellato con l'IRE è il Museo della Polvere da Sparo e del Contrabbando di Chitignano, provincia di Arezzo, che è un museo naturalistico che consiste in un percorso nel cuore del Casentino in cui si possono osservare i sentieri dell’antico contrabbando di tabacco e polvere da sparo, costellati da postazioni improvvisate per la fabbricazione di polvere da sparo mediante la macinazione dei componenti sfruttando occasionali corsi d’acqua.

Il museo è permeato di richiami al lavoro di Alfred Nobel, conosciuto per aver flemmatizzato nel 1867 la nitroglicerina, inventata dal piemontese Ascanio Sobrero, trasformandola nella dinamite, che in poco tempo divenne l'esplosivo più diffuso nel mondo.

Sono presenti le più importanti opere librarie originali di Ascanio Sobrero, compreso il suo libro Chimica applicata, diviso in 4 volumi scritti in 3 periodi diversi, da cui si può vedere lo scrupolo dell'autore nell'illustrare i colori delle reazioni chimiche: non essendo ancora possibile la stampa a colori, Sobrero applicava frammenti di carta colorata a mano su ogni singola copia pubblicata.

Nel Museo è conservato un campione del fungo Fomes Fomentarius, detto anche Fungo innesco, presente nella bisaccia della mummia Oetzi. Il fungo seccato e macinato rendeva possibile l'accensione rapida del fuoco; in tempi successivi gli fu aggiunto il salnitro (nitrato di potassio) per una maggiore efficienza, e può essere quindi considerato il primo precursore della polvere nera.

Nel Museo è presente un esemplare di Coleottero bombardiere (Brachinus Crepitans), che ha la particolarità di secernere una sostanza che a contatto con l'aria esplode per disorientare i predatori. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Istituto ricerche esplosivistiche».

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  1. 2005Apertura

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Istituto ricerche esplosivistichevia Zanardelli 17/a
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Domande frequenti

Dove si trova Istituto ricerche esplosivistiche?

Istituto ricerche esplosivistiche si trova nel comune di Parma, in provincia di Parma (Emilia-Romagna), all'indirizzo via Zanardelli 17/a. Coordinate: 44.81169, 10.29058.

Cosa vedere vicino a Istituto ricerche esplosivistiche?

Nei dintorni si trovano: Villa Levi-Tedeschi (a 500 m), Porta Santa Croce (a 2 km), Palazzetto Eucherio Sanvitale (a 2,5 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Ambiente militare — Danilo Coppe, CC BY-SA 4.0
  2. Lezione di Esplosivistica — Danilo Coppe, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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