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Foto: Accurimbono, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Sito archeologico a Castelleone di Suasa (AN)
Castelleone di Suasa (AN), Marche
La Domus dei Coiedii è una domus (abitazione privata) di epoca romana che fa parte del parco archeologico della città romana di Suasa, a Castelleone di Suasa (AN).
La sua scoperta risale agli scavi archeologici effettuati dal dipartimento di archeologia dell'Università di Bologna, tra il 1987 e gli anni novanta. Gli scavi e gli studi hanno permesso di ricostruire l'evoluzione edilizia dell'antica domus.
Una prima domus è stata edificata nel I secolo a.C., tracce di questa fase rimangono in parte della planimetria attuale che ricalca la prima fase e attraverso saggi di scavo che hanno portato alla luce fondazioni, muri e pavimentazioni del I secolo a.C. circa 50 cm sotto l'attuale piano di calpestio.
La domus si affacciava per 10 metri sulla strada principale della città, il cardine massimo, e si estendeva in profondità nell'isolato per circa 30 m. Aveva la tipica struttura "standard" delle domus con due stanze laterali all'ingresso bipartito (in vestibulum e fauces) dal quale si accedeva all'atrio di tipo tuscanico con tetto aperto a compluvium sorretto da travi di legno fissate nelle pareti e la vasca dell'impluvium che raccoglie l'acqua piovana, della quale è rimasta la sottofondazione in ciottoli di fiume, i pozzetti per la decantazione dell'acqua e la canaletta di scarico.
Attorno all'atrio si dispongono le diverse stanze che affacciandosi sull'atrio ricevevano l'illuminazione naturale; si possono riconoscere due cubicula (camere da letto) pavimentate a mosaico con tesserine di calcare bianco e rosa, il lararium (la stanza dei Lari, con funzione religiosa e d'archivio domestico) pavimentata con un mosaico bianco a cornice nera e soglia stilizzata a mosaico con stelle a quattro punte ed affrescata con pitture in terzo stile pompeiano, infine le alae (ambienti laterali) con una pavimentazione in cocciopesto rosso con inserti di pietre colorate a cui si sovrapporrà, nella seconda fase, una pavimentazione a mosaico bianco.
Proseguendo sull'asse della casa dall'atrio si accede al tablinum: qui si incontra il primo mosaico figurato della domus: il "mosaico del satiro ebbro". Dal tablino si poteva accedere alla parte retrostante della casa: l'hortus piccolo spazio verde domestico.
La casa così strutturata è stata frequentata dall'edificazione avvenuta nel I secolo a.C. fino all'ampliamento e ristrutturazione avvenuti agli inizi del II secolo d.C. Già in questo periodo la proprietà della casa era della famiglia dei Coiedii.
La gens Coiedia è attestata da tre iscrizioni: la prima già ritrovata in un punto non meglio precisato dell'area urbana di Suasa nell'Ottocento e nota a Theodor Mommsen che l'ha trascritta in C.I.L. XI, 6163 narra il cursus honorum di Lucio Coiedio Candido, vissuto nel I secolo d.C. sotto l'imperatore Claudio, senatore romano, tribuno militare della Legio VIII Augusta e questore dell'erario di Saturno. Questa era un'iscrizione celebrativa pubblica che la municipalità suasana aveva dedicato a questo illustre personaggio ed era affissa in un luogo pubblico, probabilmente il foro della città.
Un frammento della copia privata di questa iscrizione che fu conservata dalla famiglia dei Coiedii nella propria abitazione è stata ritrovata nel 1992 all'interno della domus, nella piscina natatoria, ed ha reso possibile il collegamento tra la lussuosa abitazione e la storia di questo personaggio e la sua famiglia.
Una terza iscrizione ritrovata nel 1971 a Banasa, (Marocco) nota coma Tabula Banasitana (C.I.L. AE 1971, 534) ci dà testimonianza dell'esistenza di un certo Coiedius Maximus, governatore della Mauretania. L'importanza della iscrizione risiede nel fatto che datandosi al 168/169 d.C. testimonia il perdurare della fortuna della famiglia dei Coiedii che proprio all'inizio del II secolo d.C. attua un ampliamento della propria dimora suasana.
Nei primi decenni del II secolo, anni 120/140 circa, la famiglia dei Coiedii decide di ampliare la propria dimora a spese delle domus vicine. Queste vengono acquisite ed abbattute a terra e si attua una ristrutturazione e ampliamento della domus le cui dimensioni arrivano a 35 × 105 m, circa 3500 m2.
Mentre l'impianto della dimora originaria, pur con i dovuti interventi di ripavimentazione, rimane invariato, ricalcando gli ambienti del I secolo, le stanze che insistono sulle altre domus sono costruite secondo un nuovo progetto unitario che tiene conto delle nuove dimensioni della domus e non delle vecchie domus ormai abbattute.
È in questa fase che viene realizzato il nucleo di mosaici e i cicli pittorici ad affresco che abbelliscono la casa.
L'hortus viene sostituito con un nuovo e più ampio atrio tetrastilo (con il compluvium sorretto da quattro colonne) che rimane decentrato lateralmente rispetto al nuovo asse della domus. Sull'atrio tetrastilo si affacciano due sale di rappresentanza pavimentate con dei mosaici (il "mosaico dell'acanto" e il "mosaico a cassettoni").
Al centro di simmetria della pianta della domus è collocato l'oecus tricliniare, la sala dei banchetti, che viene ad essere l'ambiente più importante. La pavimentazione vede un'ampia cornice musiva entro cui è collocato un opus sectile rettangolare, cioè un pavimento in pietre intagliate e intarsiate. Questa pavimentazione veniva riservata agli ambienti, pubblici o privati, più prestigiosi in quanto era considerata la tecnica di pavimentazione più preziosa che si conoscesse. Per realizzare questo opus sectile sono stati utilizzati 16 diversi tipi di pietre (porfido, marmo cipollino, portasanta, porfido verde antico, marmo rosso antico, pavonazzetto, giallo antico, bigio antico, brecce coralline) che furono intagliate sul posto e successivamente messe in opera. La decorazione è geometrica e presenta una cerca simmetria mai perfetta, che viene interrotta o dall'uso di pietre differenti o da piccole variazioni geometriche. Ai piedi della parete Est sul tappeto musivo bianco sono stati introdotti dei simboli gladiatori stilizzati (una lancia, una verga, un pugnale, una palma, la protezione dell'avambraccio e uno scudo o ruota). …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Domus dei Coiedii».
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Domus dei Coiedii si trova nel comune di Castelleone di Suasa, in provincia di Ancona (Marche), all'indirizzo Contrada Pian Volpello. Coordinate: 43.62508, 12.98491.
Nei dintorni si trovano: Suasa (a 100 m), Anfiteatro romano di Suasa (a 200 m), Museo civico archeologico della città romana di Suasa (a 1,9 km).
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
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Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze