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Foto: Beta16, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Antico anfiteatro romano di Ancona
L'anfiteatro romano di Ancona, situato tra i colli Guasco e dei Cappuccini, costituisce, dopo l'arco di Traiano, l'opera architettonica di epoca romana più importante della città.
Lo scavo è pressoché completato nel settore meridionale, dove è visibile un lungo tratto del muro di cinta (ambitus), l'ingresso principale (porta pompae) e alcuni ingressi per gli spettatori. Nel settore settentrionale, al contrario, lo scavo è rimasto interrotto ed ha riportato alla luce soltanto una parte della cavea.
Nel 2025 il parco archeologico dell'anfiteatro romano di Ancona è entrato a far parte della rete dei musei nazionali italiani, sotto la gestione della Direzione regionale dei Musei delle Marche; ciò ha comportato la programmazione di regolare apertura al pubblico e la ripresa degli scavi.
La caratteristica più notevole dell'anfiteatro di Ancona è l'abile sfruttamento della morfologia del terreno. La tipologia tradizionale di questo genere di edifici risulta rispettata nel complesso, ma è adattata alle particolarità orografiche del sito: un piano inclinato situato sulla sella tra due colli: il Colle Guasco e Monte Cappuccini. La posizione geografica particolare permetteva, dalle gradinate più alte della cavea, vedere il mare da due lati opposti: verso ovest il golfo e il porto, verso est le rupi e il mare aperto.
Le dimensioni dell'ellisse, non perfettamente regolare per adattarsi alle condizioni del terreno, erano di m 93 × 74, mentre l'arena era di m 52 × 35; l'orientamento dell'asse maggiore è da nord-est a sud-ovest. Attorno all'ellisse si trovavano contrafforti radiali di rinforzo, utilizzati forse anche per ampliare la cavea sovrapponendovi gradinate. L'esterno ospitava nicchie tutto intorno e la muratura era realizzata con la tecnica dell'opus mixtum, con paramento, dunque, in opus reticulatum e in opus latericium.
Vi erano due ingressi all'arena, situati ai due estremi dell'asse maggiore dell'ellisse: la porta pompae, destinata all'ingresso della processione gladiatoria, e la porta libitinensis, consacrata alla dea che presiedeva il passaggio all'aldilà, Libitina; da essa infatti uscivano i gladiatori moribondi e morti durante i combattimenti. Esistevano inoltre diversi ingressi utilizzati dagli spettatori, che conducevano ai vari settori della cavea; a volte questi ingressi non erano dotati di scale, ma arrivavano direttamente nel settore, sfruttando la pendenza naturale del terreno.
La cavea, con le sue 20 gradinate disposte su 3 ordini, poggiava a nord-est sulla roccia marnosa, tagliata per accogliere la struttura, e a sud-ovest su volte cementizie costruite in elevato. Si stima che la struttura potesse accogliere tra gli 8.000 e i 10.000 spettatori. L'edificio si trova a poche decine di metri dalle rupi orientali del promontorio su cui sorge Ancona, a circa 50 metri sul livello del mare.
La cavea era coperta da un velarium, come prova l'esistenza dei fori per i pali di sostegno.
Ad ovest della porta pompae era addossato un altro edificio romano, forse una scuola gladiatoria, con pavimentazioni in mosaico ed una natatio, ossia una piccola piscina. …
Forse il settore meridionale della parte più interna dell'anfiteatro, a conci quadrati, apparteneva ad un teatro del periodo greco della città. In questo caso, il colle Guasco sarebbe stato simile ad altre aree sacre antiche in cui si vedeva la compresenza di tempio e di teatro, come nel Santuario di Ercole Vincitore di Tivoli (II secolo a.C.) o a Delfi (IV secolo a.C.). I Romani, in epoca successiva, avrebbero trasformato il teatro in anfiteatro.
Si suppone che il nucleo della costruzione sia del periodo di Ottaviano Augusto, verso la fine del I secolo a.C.; durante il periodo di Traiano (I secolo d.C. - II secolo d.C.) sarebbe stato poi ampliato, per adeguarlo all'espansione urbana che la città visse in quell'epoca.
L'abbandono dell'edificio avvenne presumibilmente nel VI secolo d.C. come si può dedurre da tombe di uel periodo ritrovate nella cavea e lungo il muro perimetrale. Nonostante l'abbandono, nel sec. XVI gran parte del monumento doveva essere ancora visibile, tanto che tutta la zona era chiamata "Arena".
Nel settore meridionale, fin dal Medioevo, vennero costruiti direttamente sull'ellisse esterna edifici di abitazione, poi rimaneggiati fra il XVII e il XVIII secolo; si tratta dei fabbricati tuttora esistenti e restaurati; la forma dell'edificio antico rimase comunque ancora ben percepibile. Nel settore settentrionale, al contrario, le strutture dell'anfiteatro vennero completamente occultate tra i secoli XV e il XVII dalla costruzione del convento e della chiesa di San Bartolomeo, successivamente adibiti a carcere cittadino. …
Nell'area archeologica dell'anfiteatro si tengono visite guidate, che prevedono anche la percorrenza del marciaronda delle carceri, a picco sul mare, allo scopo di far percepire ai visitatori la posizione geografica particolare dell'edificio, affacciato da un lato verso le rupi e il mare aperto e dall'altro lato verso il golfo e il porto.
Dagli anni 2000, nella zona archeologica dell'anfiteatro è stato allestito un teatro all'aperto, che opera durante la stagione estiva. Inizialmente ha ospitato rassegne di poesia e spettacoli lirici; successivamente è stato inserito tra i luoghi ove si tiene la rassegna di teatro classico delle Marche ("Teatri Antichi Uniti" - TAU), organizzata dall'Associazione Marchigiana Attività Teatrali (AMAT); essa prevede l'allestimento in aree archeologiche di spettacoli teatrali di autori classici o ad essi ispirati.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Anfiteatro romano di Ancona».
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Anfiteatro romano di Ancona si trova nel comune di Ancona, in provincia di Ancona (Marche), all'indirizzo Via Birarelli, 1, - Ancona. Coordinate: 43.62464, 13.51237.
Nei dintorni si trovano: Convento di Santa Palazia (a 100 m), Palazzo della Curia Vescovile (a 100 m), Palazzo Ferretti (a 200 m).
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
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Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze