Sito archeologico, Ancona (AN)

43°37′31″ N, 13°30′37″ E

Ancora nessuna foto su Wikimedia Commons

Carica una foto su Commons

Sito archeologico, 386 a.C.

Ankón

Antica colonia greca in Italia

Ancona (AN), Marche

Indicazioni

In breve

Epoca
Età antica, 386 a.C.
Coordinate
43°37′31″ N, 13°30′37″ E

Storia e descrizione

Ankón (trascrizione dal greco antico Ἀγκών) è il nome di Ancona durante la sua fase di città greca, che si svolse nel IV, nel III e nel II secolo a.C.

Fondata nel 387 a.C. ad opera di greci siracusani, e dunque di stirpe dorica, fu una delle poleis più settentrionali della colonizzazione greca in Occidente ed una delle più isolate rispetto alle altre colonie greche

I siracusani fondarono la colonia potenziando un emporio greco-piceno preesistente, che si pensa fosse già chiamato Ankón (Ἀγκών); il toponimo sarebbe quindi la prima testimonianza degli intensi rapporti tra la Grecia ed Ancona. Con la fondazione siracusana l'emporio divenne una città di lingua, cultura ed aspetto greci, e tale rimase per tre secoli, anche quando entrò nell'orbita dello Stato romano e ne diventò parte integrante.

Ankón, attraverso il suo porto, mantenne rapporti intensi con i principali centri del Mediterraneo orientale, come provano le testimonianze archeologiche, numerose e significative specialmente per l'età ellenistica.

Prima dei Siracusani

La citazione dello Pseudo Scilace sopra riportata è tratta dal più antico portolano del Mediterraneo conservatosi, ed è la prima testimonianza scritta su Ancona. Essa attesta l'esistenza nel territorio degli Umbri (che qui significa "Italici") di una polis chiamata con il nome greco di Ἀγκών (Ankṓn, ossia "gomito"), dove era praticato il culto dell'eroe greco Diomede.

Questo è ciò che testimonia l'unica fonte scritta riferibile al periodo precedente la fondazione siracusana; dato che tale informazione è raffrontabile con testimonianze archeologiche, essa acquista più valore. La frequentazione greca prima della fondazione siracusana è infatti suffragata da importanti ritrovamenti archeologici avvenuti sul Montagnolo, colle che si trova in posizione dominante sul golfo di Ancona e le cui pendici orientali sono attualmente occupate dai rioni periferici di Posatora e del Pinocchio; la cima è invece fuori dal centro abitato.

Entrando nel dettaglio, sul Montagnolo, nell'estate del 1982, in seguito a ritrovamenti archeologici sporadici, la Soprintendenza decise di eseguire alcuni saggi di scavo, che portarono al ritrovamento di due frammenti di ceramica micenea, insieme a testimonianze di un abitato dell'Età del Bronzo, del periodo medio e finale, ossia dal 1600 al 1000 a.C., soprattutto vasi in terracotta con decorazione tipica della Cultura appenninica.

Uno dei frammenti micenei è dipinto con il simbolo universale della spirale, tipico della cultura minoica e poi di quella micenea. Il suo significato, affine a quello del labirinto e della triscele, è legato al percorso del Sole, al fuoco, all'aria che turbina, all'energia e all'evoluzione.

Il ritrovamento di reperti micenei è inusuale nelle regioni adriatiche, ed è tipico solo di un numero limitato di altri siti, come mostra la carta a fianco; la loro localizzazione è utilizzata per ricostruire i percorsi delle antiche rotte adriatiche micenee. …

La fondazione siracusana

Come è testimoniato dal passo di Strabone sopra citato, la definitiva grecizzazione del luogo risale al IV secolo a.C. Nel 387 a.C., infatti, un gruppo di greci provenienti da Siracusa, esuli dalla tirannide di Dionisio I, sbarcarono ad Ancona e vi fondarono una propria colonia. La fondazione di Ancona rientrava nel piano di Dionisio I di espandere l'influenza siracusana nell'Adriatico, e fu accompagnata dalla nascita di altre colonie greche nella sponda orientale di questo mare.

Come in tanti altri casi di fondazione (κτίσμα, ktísma) di colonia, anche per Ancona i greci scelsero un luogo già da tempo da essi utilizzato ed attrezzato come scalo marittimo (emporion), descritto nella sezione Un emporio greco-piceno. Dionisio I, con la fondazione di Ankón e di altre colonie adriatiche, pose sotto il completo controllo siracusano le rotte verso l'alto Adriatico, descritte nella sezione Posizione strategica del porto naturale.

I fondatori di Ancona erano greci siracusani, e dunque discendenti dalla stirpe greca dei Dori: infatti Siracusa venne fondata dai Corinzi e Corinto è una città greca dorica. Dai dori siracusani Ancona prese l'appellativo di "città dorica", che ancora oggi la contraddistingue.

La colonia di Ancona non faceva parte della Magna Grecia (espressione corrispondente al greco antico Μεγάλη Ἑλλάς, Megálē Hellás), in quanto con questa espressione i Greci indicavano esclusivamente le zone grecizzate dell'Italia meridionale, escluse quelle siciliane (i cui abitanti erano detti "Sicelioti"), e i Romani anche quest'ultime.

Il mitico ecista di Ankón era considerato Diomede stesso, ipostasi di Dionisio I.

Un'esposizione (non completa) dei resti archeologici provenienti dalla necropoli e dalla zona archeologica del porto sono ammirabili nel museo di storia urbana, sito in Piazza del Plebiscito e nel Museo archeologico nazionale (sezione "Ancona greco-ellenistica"). …

Storia successiva alla fondazione

Alcuni studi antecedenti gli anni novanta del Novecento ipotizzavano una vita breve della colonia greca di Ankón: basandosi sui dati archeologici, allora scarsi, si sosteneva che, con il tramonto della politica siracusana in Adriatico, seguita allo scoppio della guerra civile di Siracusa (357 a.C.), fossero andate in rapido declino anche tutte le colonie siracusane su questo mare, compresa Ankón. Durante il periodo in cui a Siracusa fu al governo Agatocle (317 - 289 a.C.) ci fu una ripresa della politica siracusana in Adriatico, ma fu un fenomeno effimero. Secondo gli studi pubblicati prima degli anni novanta, dopo il IV secolo a.C. tutte le colonie adriatiche avrebbero subìto influssi sempre maggiori da parte dei popoli circostanti, sino a perdere il loro carattere di città greche.

Ad Ancona, la messe di ritrovamenti archeologici avvenuti a partire dal 1991 ha smentito l'ipotesi del rapido declino della colonia, provando che la grecità della città era ancora vivissima nel II e nel I secolo a.C., quando l'influenza romana nel territorio circostante, le attuali Marche, era ormai preponderante. Ancona era allora un'isola linguistica e culturale greca, in cui convivevano anche elementi italici.

Questo fenomeno, dall'inizio del III secolo a.C., non è più mediato da Siracusa, ma è attribuito alle fitte relazioni con altre città greche, mantenute vive grazie alle attività di navigazione. …

Templi

Secondo la tradizione storiografica, che è basata sulle citazioni riportate sopra, i dori siracusani eressero ad Ancona un tempio dedicato ad Afrodite, identificato con quello rappresentato nella scena 58 della Colonna Traiana.

In particolare, il carme 36 di Catullo, da cui è riportato il brano sopra, ci presenta, quasi come in un inno cletico, i luoghi che fin dall'età arcaica furono sedi del culto di Venere (corrispondente alla dea greca Afrodite), diffusosi lungo le antiche rotte di navigazione dall'oriente verso l'occidente. Sono così citate dal poeta le città di Cnido, in Asia Minore, di Idalio, Golgi ed Amatunte, nell'isola di Cipro, ed infine di Urio, Ancona e Durazzo, sulle coste adriatiche. Ancona rientra dunque tra le città mediterranee più note nell'antichità per il culto di Afrodite. È interessante notare che, nel testo latino del carme di Catullo, Ancona è un accusativo con desinenza greca: nel latino classico, e specialmente in poesia, il nome della città è sentito come un termine greco e ciò ne influenza la declinazione.

Il passo di Giovenale, invece, ci informa sulla localizzazione del tempio, dominante sul mare: in questo senso si deve intendere l'espressione "che la dorica Ancona innalza".

La tradizione storiografica ha avuto conferma dal ritrovamento, sotto al Duomo, delle fondazioni dell'antico edificio, la cui pianta corrisponde a quella del transetto della chiesa attuale. Il tempio di Afrodite si trovava dunque esattamente nel vertice del gomito di roccia su cui sorge Ancona, sulla sommità di una collina che si affaccia sul porto da un lato e sul mare aperto dall'altro, dominando dall'alto anche tutta la città.

Le fondazioni del tempio sono costituite da blocchi di arenaria sovrapposti; quelle perimetrali compongono un rettangolo di metri 19 × 32, hanno una larghezza di metri 2,50 e sono conservate per un'altezza massima di circa 2 metri. Parallele ed interne a questo rettangolo, e con pianta a forma di Π (pi greco), sono rimaste tracce della fondazione della cella. …

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Ankón».

Linea del tempo

  1. 386 a.C.Costruzione

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

Foto

Come arrivare

AnconaTreno, la più vicina
2,2 km in linea d’aria
Ankón
Ancona300 m
Aeroporto "Raffaello Sanzio" di Ancona-Falconara11,9 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Conosci questo luogo?

Mancano gli orari e le foto. I dati arrivano da progetti aperti: se li aggiungi lì, compaiono qui al prossimo aggiornamento.

Altri siti archeologici nelle Marche

Tutti: siti archeologici nelle Marche

Cosa vedere a Ancona: 55 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Ankón?

Ankón si trova nel comune di Ancona, in provincia di Ancona (Marche). Coordinate: 43.62539, 13.51015.

A quando risale Ankón?

La datazione indicata da Wikidata è: 386 a.C..

Cosa vedere vicino a Ankón?

Nei dintorni si trovano: Tempio di Afrodite (a 0 m), Museo diocesano di Ancona "Mons. Cesare Recanatini" (a 0 m), Palazzo della Curia Vescovile (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. Ankon - panorama del centro — ho eseguito io la modifica, Public domain
  2. Ancona - mura di via della Cisterna — sono io l'autore, Public domain
  3. Ancona - mura di via Vanvitelli 1 — sono io l'autore, Public domain
  4. Ancona - mura ed arco della Cisterna — sono io l'autore, Public domain
  5. Ancona - panorama dal Pinocchio verso il Duomo — Gep ( talk · contribs ), Public domain
  6. Ancona - scoglio di San Clemente — sono io l'autore, Public domain

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap