Foto: Perpaulo40, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero
Abbazia di San Lorenzo
Edificio religioso nel comune italiano di San Lorenzo in Campo
San Lorenzo in Campo (PU), Marche
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°36′20″ N, 12°56′41″ E
- Indirizzo
- via San Demetrio, San Lorenzo in Campo (PU), Italia
Storia e descrizione
L'abbazia benedettina di San Lorenzo in Campo è situata nell'omonimo comune nelle Marche. Il monastero e l'abbazia sono stati costruiti tra il VII e il IX secolo. La chiesa costituisce un raro esempio di architetture romanica e gotica in Italia e fu elevata a basilica minore da papa Pio XII il 28 agosto 1943.
Storia
Tra il 600 e l'800 i monaci benedettini ravennati di Sant'Apollinare in Classe si stabilirono nella media valle del Cesano, in un luogo ricco di selve, adatto per svolgere la loro opera. Lavorando e pregando, edificarono un monastero con i materiali recuperati dai resti delle costruzioni della vicina città romana di Suasa, andata in completo abbandono tra il V e VI secolo. L'eremo fu denominato di San Lorenzo in Silvis, per la devozione che la popolazione residente aveva per san Lorenzo e per la presenza delle selve che lo circondavano. Fu in seguito rinominato di San Lorenzo in Campo, poiché i monaci recuperarono per l'agricoltura i terreni disboscando gran parte del territorio di proprietà del monastero, che fu menzionato per la prima volta nel diploma di Ottone III il 7 marzo del 1001.
L'aspetto attuale dell'edificio è assai complesso e mostra che nel tempo ha subito più volte diverse trasformazioni ed aggiunte edilizie, con costruzioni e sovra costruzioni, che coprono un arco temporale di più di dieci secoli. La parte centrale della chiesa è la più antica, costruita in stile romanico con una struttura portante costituita da quattro colonne di granito grigio egizio, provenienti forse dalla vicina città romana di Suasa. Nel corso dell'XI secolo, a seguito dell'aumento del prestigio, del potere, della ricchezza del monastero e del numero dei fedeli che la frequentavano, l'abbazia fu allargata. Fu spostata in avanti la facciata allungando le navate. Le campate, pertanto, furono portate da tre a cinque. Gli edili dell'epoca, non avendo a disposizione altre colonne di granito, costruirono le nuove in muratura. Verso il 1300 la chiesa ebbe bisogno di rinforzi e di sostegni; con i lavori di consolidamento la si volle trasformare nel nuovo stile gotico, con un procedimento del tutto insolito. Il vecchio edificio non fu subito abbattuto, ma utilizzato come cantiere coperto e una volta realizzati i pilastri a fascio e condotti fino all'altezza d'impostazione degli archi e delle volte, per motivi rimasti ancora sconosciuti, i lavori s'interruppero, lasciando i pilastri privi di qualunque funzione strutturale. La chiesa ha così le caratteristiche di due stili e di due periodi ben distinti: il romanico ed il gotico. …
I restauri e i lavori conservativi
Nei secoli XV e XVI, se non anche prima, altri lavori furono eseguiti nella chiesa. Già ai tempi dell'abate Ugo, precisamente nel 1428, si ha un accenno, per quanto vago, al bisogno che aveva la chiesa di restauri al soffitto. Nella seconda metà dello stesso secolo XV, il cardinale Pietro Riario fece eseguire dei rilevanti lavori di manutenzione e diede un nuovo carattere alla chiesa, facendo anche costruire un solenne portale laterale, su cui si leggono le parole: "PET. CARD. RIAR. COM". Il portale in questione, definito come gotico italiano e databile al 1471, presenta un interessante fregio superiore ricco di simboli scolpiti. Si notano, infatti, una griglia (forse la graticola di San Lorenzo), le chiavi pontificie, rose e monti a sei cime, forse lo stemma di Ottaviano Gabrielli di Montevecchio, tutti elementi decorativi la cui disposizione e interpretazione non sono ancora perfettamente chiare.
Altri restauri furono eseguiti nel 1520 nel presbiterio dall'abate commendatario Marco Vigerio della Rovere, vescovo di Senigallia e nel 1570 dal cardinale Giulio della Rovere.
Nel 1727 un forte terremoto danneggiò notevolmente la chiesa ed il cardinale abate commendatario Alessandro Albani la fece riparare e restaurare, iniziando un'opera costosa e di vaste proporzioni, secondo le regole dello stile barocco. Pensando di abbellirne l'estetica, le pareti, che un tempo erano a mattoni a faccia a vista, furono ricoperte con l'intonaco, fu abbattuta la parte superiore della cripta ed interrata la parte sottostante, fu distrutta inoltre l'abside centrale. Dopo aver abbattuto il piano del presbiterio e alzato quello delle navate, la pavimentazione fu sopraelevata e portata tutta allo stesso livello, riducendo di molto l'altezza interna della chiesa. Lo stesso cardinale fece costruire l'attuale campanile, che fu dotato di grosse campane. Una lapide del 1776 ricorda l'anno della sua costruzione e dei lavori di restauro eseguiti. Il 10 agosto 1934 furono sostituite le vecchie campane con quattro nuove, che furono realizzate dalla ditta cav. Brighenti di Bologna: la prima campana, detta Laurentia (nota sol), presenta le figure di san Lorenzo e san Benedetto, la seconda, Francisca (nota la), le immagini di san Francesco e santa Teresa del Bambin Gesù, la terza, Rita (nota sì), le immagini di santa Rita e del Crocefisso, la quarta campana, Maria Demetria (nota re), le figure di san Demetrio, la Madonna e l'Ostensorio. …
I lavori di restauro (1937-1943)
Per interessamento di mons. Francesco Medici, arciprete della parrocchia di San Biagio, di San Lorenzo in Campo dal 1920 al 1967, l'abbazia fu riportata al suo antico splendore con i lavori di restauro che durarono sette anni, dal 1937 al 7 agosto 1943, giorno in cui fu riaperta e riconsacrata con una solenne funzione liturgica. Per restituire alla chiesa il suo disegno primitivo, furono demoliti sei altari, che erano dedicati a san Luigi e alla Madonna del fulmine (sul presbiterio), a santa Monica ed alla Madonna addolorata (sulla navata di destra), a san Giuseppe e alla Madonna del Rosario (nella navata di sinistra). Fu inoltre tolto l'intonaco che ricopriva le antiche mura, colonne e capitelli e nuovamente sopraelevato il presbiterio per permettere la completa ricostruzione della cripta a sette navate, coperta da una volta a crociera, ma dell'antico ambiente sono rimasti solo alcuni tronchi di colonna a sezione ottagonale.
Il 13 agosto 1944, durante un bombardamento aereo, la basilica fu colpita da due proiettili, che dopo aver penetrato le volte del presbiterio esplosero sul pavimento danneggiando i soffitti di legno, i muri, l'altare maggiore, il trono in legno dell'abate, i banconi, il coro, provocando crepe nella cripta e spezzando le finestre. La basilica fu in breve tempo riparata e fu posta una lapide nel presbiterio a ricordo dell'evento bellico.
L'abbazia, rimasta chiusa e resa inagibile a seguito degli eventi sismici del settembre 1997, fu riaperta dal vescovo Vittorio Tomassetti, con una solenne manifestazione il 31 ottobre 2004.
Dipinti, sculture, elementi architettonici e altri oggetti artistici
Dietro l'altare maggiore risalta un quadro su tela ritraente la Madonna in gloria con il Bambino ed i santi Lorenzo e Benedetto, sullo sfondo un panorama che ritrae la rocca ed il centro storico di San Lorenzo in Campo, come apparivano nel XVI secolo. Il dipinto, fu erroneamente attribuito a Raffaellino dal Colle, poi a Federico Zuccari di Urbino o ad un suo allievo; ma dopo una approfondita e sicura ricerca di critica storica la tela è stata attribuita a Terenzio Terenzi, detto il Rondolino, poiché si riscontrano in essa i tratti distintivi del pittore. L'opera ha un notevole interesse storico, oltre che artistico, poiché le due figure di san Benedetto in abiti pontificali e di san Lorenzo richiamano l'origine benedettina dell'abbazia e l'origine del nome dato al paese, dovuta alla devozione per il martire romano. A commissionare il dipinto fu sicuramente il cardinale Giulio della Rovere, fratello del duca Guidobaldo II, abate commendatario di San Lorenzo in Campo dal 1585 al 1621, il quale aveva al suo servizio il Terenzi. Il dipinto è stato realizzato probabilmente nel 1604..
Sulle due pareti dietro l'altare maggiore si conservano altre due tele, una per lato, una che raffigura i santi Francesco e Demetrio, utilizzata nel 1604 da Giuliano Della Rovere per ricoprire la cavità nella parete in una cappella della chiesa, nella quale era posta l'urna di san Demetrio. Il dipinto, è stato attribuito a Terenzio Terenzi "il Rondolino".. È molto probabile, che al pittore, autore anche della pala dell'altare maggiore, fosse stato affidato l'incarico di realizzare tutte e tre le tele, ma la morte improvvisa, gli impedì di ultimare il terzo quadro, che fu completato da un altro pittore pesarese Giovanni Battista Venanzi (1627-1707), allievo di Simone Cantarini e Guido Reni. Il dipinto raffigura in alto, la traslazione della Sacra Casa di Loreto con la Madonna in trono ed in basso le figure dei santi Pietro e Paolo. La comunità laurentina prese in devozione la venuta della Santa Casa il 12 dicembre 1638.
Le due cappelle laterali all'interno della chiesa sono state commissionate una dal conte Ottaviano Gabrielli di Montevecchio e l'altra da Giuliano Della Rovere, divenuto poi papa con il nome di Giulio II. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia di San Lorenzo».
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Domande frequenti
Dove si trova Abbazia di San Lorenzo?
Abbazia di San Lorenzo si trova nel comune di San Lorenzo in Campo, in provincia di Pesaro e Urbino (Marche), all'indirizzo via San Demetrio, San Lorenzo in Campo (PU), Italia. Coordinate: 43.60553, 12.94479.
Cosa vedere vicino a Abbazia di San Lorenzo?
Nei dintorni si trovano: Museo archeologico del territorio di Suasa (a 100 m), Teatro Mario Tiberini (a 100 m), Museo civico archeologico della città romana di Suasa (a 2,6 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 4 foto
- Abbazia di S. Lorenzo — Perpaulo40, CC BY-SA 4.0
- Abbazia benedettina - San Lorenzo in Campo 1 — Diego Baglieri, CC BY-SA 4.0
- San Lorenzo in Campo - Abbazia di San Lorenzo - 2025-09-20 21-59-45 001 — Maddy16869, CC BY-SA 4.0
- Abbazia di San Lorenzo (10341) — Accurimbono, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze