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Foto: Marica Massaro, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 41°59′19″ N, 13°26′00″ E
Storia e descrizione
I cunicoli di Claudio sono un'opera idraulica di epoca romana, costituita da un lungo canale sotterraneo, sei cunicoli e trentadue pozzi, che l'imperatore Claudio fece costruire tra il 41 e il 52 d.C. con lo scopo di regimare le acque del lago Fucino, attraverso il prosciugamento di una buona parte di esso. L'obiettivo era quello di salvaguardare la popolazione della Marsica dalle esondazioni o dalle malsane secche e rendere i terreni emersi coltivabili. Dal versante di Avezzano le acque lacustri defluirono, attraverso l'emissario ipogeo del monte Salviano, nel fiume Liri dallo sbocco di Capistrello. Il canale sotterraneo rappresenta la più lunga galleria realizzata dai tempi antichi fino all'inaugurazione del traforo ferroviario del Frejus avvenuta nel 1871.
Con la caduta dell'Impero romano, in assenza di manutenzione, la galleria si ostruì facendo ritornare lo specchio d'acqua ai livelli originari. Diversi secoli dopo, a cominciare dal 1854, Alessandro Torlonia realizzò il nuovo e più ampio canale, lungo oltre 6 chilometri, ricalcando in buona parte il tunnel claudiano.
Storia
Prima dei lavori claudiani fu Gaio Giulio Cesare, sollecitato dagli abitanti del luogo, i Marsi, ad occuparsi del progetto di bonifica della piana del Fucino, in Abruzzo. Il fine iniziale fu quello di risolvere il problema dell'instabile regime del lago che inondava molto spesso i paesi ripuari a causa delle frequenti ostruzioni dell'unico inghiottitoio naturale situato in località Petogna alle porte di Luco dei Marsi, mentre in estate soprattutto a causa del ritirarsi delle acque spesso le terre circostanti i centri abitati divenivano paludose causando gravi problemi di natura igienico-sanitaria per la popolazione. Secondo Svetonio lo scopo principale si affiancava all'ambizioso proposito di tracciare una strada che collegasse il Tevere con il mare Adriatico attraverso gli Appennini. Cesare non ebbe modo di approntare l'opera in quanto venne ucciso prima di mettere in atto il suo progetto.
Una prima ipotesi progettuale prevedeva lo scavo di un canale che avrebbe fatto defluire le acque del lago attraverso il piccolo colle Cesolino riversandole nel fiume Salto, sul settore settentrionale dei piani Palentini. Questo progetto, facilmente realizzabile, fu presto scartato poiché l'ingente quantità d'acqua, confluendo prima nel fiume Velino, poi nel Nera ed infine nel Tevere, avrebbe rappresentato una minaccia di inondazioni per Roma. Un secondo ma più arduo progetto prevedeva invece di far confluire le acque lacustri nel fiume Liri attraverso una lunga galleria scavata nel monte Salviano. …
Architettura
La lunghezza totale dell'emissario sotterraneo è di oltre sei chilometri. Presenta una sezione variabile da 5 a 10 m² ed una portata media pari a 9,09 m3/s con dislivello di 8,44 metri e una pendenza media pari a metri 1,50 per chilometro nel tratto compreso tra l'Incile del Fucino e lo sbocco di Capistrello. L'imbocco della galleria ipogea si trova in località Borgo Incile a sud di Avezzano, all'altezza dell'intersezione con il canale collettore che raccoglie le acque scaricate in altri canali della piana dal Giovenco e dai piccoli immissari situati tutt'intorno nell'area montana. Il collettore percorre longitudinalmente la piana fino al "Bacinetto", un invaso voluto da Torlonia da utilizzare come riserva d'acqua e in caso di manutenzioni straordinarie. Si tratta di un'area depressa della piana la cui quota altimetrica risulta inferiore, localizzata tra la centrale idrovora di Borgo Ottomila (Celano) e i territori di Ortucchio, San Benedetto dei Marsi e Venere dei Marsi.
La sezione dell'emissario torloniano permette in alcuni punti di osservare quella originaria di epoca romana, sia nell'area dell'imbocco all'incile sia nello sbocco che è situato sul versante opposto della montagna, sotto l'abitato di Capistrello, in località Pisciacotta. In alcuni tratti infatti le strutture ipogee conservano le opere murarie di epoca romana realizzate in opus reticulatum. Per semplificare il lavoro di perforazione e di estrazione del materiale e per consentire l'aerazione degli ambienti furono scavati, anche manualmente, ben 32 pozzi verticali e 6 cunicoli inclinati. Di questi ultimi sono visibili gli imbocchi localizzati sul versante orientale del monte Salviano.
L'infrastruttura originaria risale all'epoca romana.
L'incile ottocentesco è costituito principalmente dalla testata che mette in comunicazione, attraverso la vasca di accumulo delle acque e il cosiddetto "ponte delle paratoie", il canale collettore centrale con l'emissario ipogeo. L'opera funzionante, consente di regolare il deflusso delle acque nel tunnel del monte Salviano. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Cunicoli di Claudio».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Cunicoli di Claudio?
Cunicoli di Claudio si trova nel comune di Capistrello, in provincia di L'Aquila (Abruzzo). Coordinate: 41.98853, 13.43339.
Cosa vedere vicino a Cunicoli di Claudio?
Nei dintorni si trovano: Grotta Afra (a 900 m), Grotta di Ciccio Felice (a 1,2 km), Lucus Angitiae (a 3 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 7 foto
- I cunicoli di Claudio — Marica Massaro, CC BY-SA 4.0
- Cunicoli di Claudio monte Salviano — Marica Massaro, CC BY-SA 4.0
- Cunicoli di Claudio Raffaele Fabretti — Raffaele Fabretti, Public domain
- Cunicoli di Claudio visite guidate — Marica Massaro, CC BY-SA 4.0
- Stalattiti cunicoli di Claudio — Marica Massaro, CC BY-SA 4.0
- 2023-05-29 12.01.18 copy — Rjdeadly, CC BY-SA 4.0
- Sezione longitudinale galleria Torlonia — Alessandro Brisse, Leone De Rotrou, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze