Foto Marica Massaro, CC BY-SA 4.0

L'Aquila · Abruzzo

Cosa vedere a Capistrello

A Capistrello l'atlante segnala 3 luoghi storici: 1 castello, 1 fortezza o torre e 1 sito archeologico.

Per la maggior parte dei luoghi non abbiamo ancora orari verificati: controlla sempre il sito ufficiale prima di partire.

Da non perdere: Cunicoli di Claudio, Opera idraulica e sito archeologico.

  • 3luoghi storici
  • 4793abitanti
  • 734 maltitudine

Il borgo

Capistrello è una città della Marsica, subregione dell'Abruzzo.

Comune di oltre 5000 abitanti che separa la Valle Roveto dai piani Palentini e la città di Avezzano, da cui dista appena 8 chilometri. Capistrello è situato tra i Piani Palentini, in cui scorrono le acque del fiume Imele e del torrente Rafìa e in cui sono tuttora visibili alcuni resti dell'acquedotto di epoca romana, dedicato alla dea Angizia, ed il versante abruzzese dei monti Simbruini e i monti Càntari lungo l'alta valle del Liri. Qui scorrono per circa 120 km le acque del fiume Liri. Fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.

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I 3 luoghi

Castelli 1

Siti archeologici 1

Come arrivare

In aereo: Aeroporto di Pescara (Aeroporto internazionale d'Abruzzo), Via Tiburtina, Km 229,100 Pescara (Dista circa 117 chilometri)

Aeroporto di Roma Ciampino, Via Appia Nuova, 1651 Ciampino-Roma (Dista circa 113 chilometri)

In auto: Capistrello è collegata a nord con Avezzano e a sud con Sora attraverso la Strada Statale 690 nota come "Superstrada del Liri". Altra importante arteria stradale è la Strada Statale 82 della Valle del Liri che attraversa per intero il centro urbano.

In treno: La rete nazionale di Trenitalia gestisce nel territorio le linee ferroviarie Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara e la linea Avezzano-Roccasecca che collega la Marsica con Sora e Cassino con cui Capistrello è servita attraverso la stazione ferroviaria del capoluogo e le fermate di Cupone e Pescocanale.

In autobus: Linee di pullman gestite dalle autolinee TUA (Società unica abruzzese di trasporto - ex Arpa)

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Da vedere secondo Wikivoyage

Sbocco dell'Emissario di Claudio. L'opera di grande valenza storica, naturalistica ed archeologica. I cunicoli fecero defluire le acque del lago Fucino nel fiume Liri per prosciugare e bonificare la conca fucense e favorire le produzioni agricole. I lavori durati ben 11 anni impegnarono circa 25000 schiavi, iniziati nel 41 d.C., terminarono verso al metà del 52 d.C. Caduto l'impero romano seguì un periodo di decadenza con scarsissima manutenzione e il lago a seguito dell'ostruzione dell'emissario ben presto tornò ai suoi originari livelli. Soltanto nel 1878 il Fucino fu dichiarato prosciugato per legge a seguito delle opere portate a termine dal principe Alessandro Torlonia che riprese con successo il progetto originario ampliando il canale principale. I lavori effettuati dal Torlonia non hanno alterato l'aspetto dello sbocco dell'Emissario che appare ancora in tutta la sua imponenza con i caratteristici muri realizzati in opus reticulatum. Al suo fianco appare un secondo ponte, ristrutturato nell'ottocento, che permetteva all'antica via Traianea di collegare le colonie romane di Alba Fucens e di Sora.

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