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Foto: Sailko, CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
Museo
Cenacolo di Ognissanti
Ambiente museale nel convento di Ognissanti a Firenze
- Nel Centro storico di Firenze, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Museo
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°46′22″ N, 11°14′45″ E
- Indirizzo
- Borgo Ognissanti, 42, 50123 Firenze
Storia e descrizione
Il Cenacolo di Ognissanti è un piccolo ambiente museale di Firenze, situato in Borgo Ognissanti, nel refettorio posto fra i due chiostri del convento di Ognissanti. Vi si trova il grande affresco dell'Ultima Cena (400x810 cm) di Domenico Ghirlandaio, databile al 1480.
Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali lo gestisce tramite il Polo museale della Toscana, nel dicembre 2024 divenuto Direzione regionale Musei nazionali Toscana.
Storia dell'affresco
L'opera venne commissionata al pittore già celebre, in procinto di recarsi a Roma per affrescare la Cappella Sistina con altri pittori fiorentini. Quello stesso anno l'artista sempre in Ognissanti lavora all'affresco del San Girolamo nello studio per la famiglia Vespucci.
Durante i lavori di restauro è stata scoperta la sinopia dell'affresco, che è oggi esposta sulla parete sinistra. Rispetto alla versione definitiva si notano alcune modifiche nella mimica degli apostoli, soprattutto nella metà sinistra, per conferire maggiore espressività.
Domenico Ghirlandaio ha dipinto altri due affreschi di cenacoli a Firenze:
il Cenacolo della Badia di Passignano, l'opera più antica realizzata in collaborazione con i suoi fratelli (1476);
il Cenacolo di San Marco, molto simile a quello di Ognissanti seppur di dimensioni più ridotte (1486).
Un terzo era il cenacolo di San Donato in Polverosa, intermedio tra quello di Passignano e questo di Ognissanti, ma andato irrimediabilmente perduto.
L'opera di Ognissanti fu molto celebrata, ma ha avuto sorti alterne nella considerazione della critica. Vasari ad esempio la citò appena ("un Cenacolo, a fresco..."), mentre secondo alcuni studiosi moderni soffre troppo l'adesione a un gusto piacevole, che rinnega la penetrazione psicologica e gli accenti drammatici.
Descrizione e stile
L'affresco si trova sulla parete opposta all'entrata del refettorio, composta da due lunette separate da un peduccio che regge la volta, con al di sotto un'ampia fascia liscia di parete.
Il Ghirlandaio in quest'opera abbandonò la tradizionale scatola prospettica della stanza chiusa (usata ad esempio da Andrea del Castagno in Sant'Apollonia), per impostare una finta apertura della parete in una loggia, che asseconda le forme architettoniche della stanza stessa. A questo effetto illusionistico contribuisce sostanzialmente anche lo studio della luce, che coincide con quello reale della stanza. Le due finestre dipinte sullo sfondo corrispondono infatti alle due finestre reali dell'ambiente, con la fonte luminosa principale proveniente da sinistra. L'effetto era per i frati quello della presenza del Signore degli Apostoli perfettamente integrati tra loro, come un gruppo che consumava il pasto elevato di fronte a loro. I colori in generale sono vivamente accesi con delicati accordi.
La tavola presenta una forma a "U", allargando i lati, sebbene gli apostoli siano ancora di fatto allineati sul lato maggiore. Essi sono ordinati a coppie e reagiscono con vari atteggiamenti all'annuncio di Gesù secondo cui uno fra loro lo tradirà: ecco che Pietro solleva il coltello e lo indica come per difendere il maestro, Giacomo appare turbato e altri discutono via via più pacatamente dell'annuncio. Un apostolo giovane, vestito di verde (san Tommaso?), poggia il braccio sul tavolo come per levarsi a discutere con Giuda, verso il quale invia un penetrante sguardo. I due apostoli all'estrema destra infine si indicano il petto, come a chiedersi se il messaggio di Gesù a proposito del tradimento sia rivolto a loro.
Sono molto limitati gli aspetti drammatici, prediligendo una rappresentazione misurata e serena. Giuda, come da tradizione, è separato dal gruppo dei dodici, trovandosi seduto sul lato opposto della tavola di spalle, a destra di Gesù e Giovanni addormentato addosso a lui. La testa di Gesù è frutto di rifacimento ad opera di Carlo Dolci. …
Altre opere
Il portale della sala e i due lavabi in pietra serena sono originali e risalgono pure al 1480. Le nicchie contengono due affreschi seicenteschi di Giuseppe Romei, legati al tema dell'acqua: Sara al pozzo di Giacobbe e Mosè che fa scaturire l'acqua dalla roccia.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Cenacolo di Ognissanti».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Cenacolo di Ognissanti?
Cenacolo di Ognissanti si trova nel comune di Firenze, in provincia di Firenze (Toscana), all'indirizzo Borgo Ognissanti, 42, 50123 Firenze. Coordinate: 43.77265, 11.24580.
Quali sono gli orari di Cenacolo di Ognissanti?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Lunedì, sabato: 9:00–13:00; Da martedì a venerdì, domenica: Chiuso; 1 gennaio: Chiuso; 25 dicembre: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Cenacolo di Ognissanti?
Nei dintorni si trovano: Chiesa di Ognissanti (a 0 m), Palazzo Lenzi (a 0 m), Casa-galleria Vichi (a 0 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Domenico ghirlandaio, cenacolo di ognissanti, 1480, 01 — Sailko, CC BY 3.0
- Cenacolo di ognissanti, insegna della purezza della vergine, XVII sec — sailko, CC BY-SA 3.0
- Cenacolo di ognissanti, lavabo 1480 ca, mosè fa scaturire le acque da una rupe, XVII sec. — sailko, CC BY-SA 3.0
- Cenacolo di ognissanti, lavabo 1480 ca, rachele con giacobbe al pozzo, XVII sec. — sailko, CC BY-SA 3.0
- Cenacolo di ognissanti, lavabo — sailko, CC BY-SA 3.0
- Cenacolo di ognissanti, reliquiario fiorentino in bronzo, XIII sec. 01 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Refettorio di ognissanti 01 — Sailko, CC BY 3.0
- Refettorio di ognissanti, motto semper patiens con tre gigli e cartigli, xviii secolo — Sailko, CC BY 3.0
- Ambito di alessandro gherardini, masè fa scaturire l'acqua dalla rupe 01 — Sailko, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze