- UNESCO
- Gratis 1ª domenica
Foto: Archaeoashby, CC0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Cava Muracci
Sito archeologico in Cisterna di Latina
Cisterna di Latina (LT), Lazio
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 41°35′54″ N, 12°51′24″ E
Storia e descrizione
Cava Muracci è un sito archeologico situato nel comune di Cisterna di Latina (Latina), nel quadrante nord-est della Pianura Pontina, a pochi chilometri dal litorale laziale e circa 40 km a sud di Roma. È noto principalmente per la scoperta di tane di iena (Crocuta crocuta) databili al Pleistocene superiore, tra 35-45.000 anni fa.
Il contesto e le prime scoperte
L'area ad est di Cisterna di Latina, in direzione dei Monti Lepini, è caratterizzata da un esteso banco di travertino poco pregiato formatosi nel Quaternario descritto e studiato sin dagli inizi del 1800. Numerose cave sono state aperte ed abbandonate in quest'area sin da epoca romana. Ed è proprio alla presenza di ruderi romani ("Muracci" nel dialetto locale) che la cava deve il suo nome. La scoperta della rilevanza archeologica di Cava Muracci risale al 1956, quando i lavori di estrazione della pietra portarono alla luce una grotta di circa 40m2 con ingresso verticale, caratteristica comune in questo genere di cavità del travertino, al cui interno si rinvennero resti umani, faunistici, frammenti ceramici ed un nucleo in ossidiana. Il contesto ed il materiale rinvenuto vennero descritti da Aldo Segre, geologo e paleontologo molto attivo nell'area, mentre i resti umani vennero studiati da colui che segnalò per primo il sito, l'anatomopatologo Antonio Ascenzi. Questi convennero che il deposito doveva essere in giacitura secondaria, probabilmente proveniente da più sepolture poste al di sopra della grotta, ed in base alla tipologia ceramica datarono il tutto al "Bronzo tardo". In occasione di questa scoperta vennero indagate anche altre cavità (definite "tasche" quando di piccole dimensioni) presenti sul fronte della cava, rinvenendo numerosa fauna fossile ed industria litica che, per confronto tipologico, il Segre attribuì al Perigordiano, Gravettiano e Aurignaziano. Nel complesso, mancando evidenze dirette di una presenza umana, il riempimento di queste tasche venne interpretato come un accumulo naturale di rifiuti. Sfortunatamente, la grotta venne distrutta poco dopo per permettere l'estrazione del travertino. …
Le indagini tra il 2012 e il 2018
Nel 2012, a seguito dell'ennesimo sbancamento, una nuova cavità con ossa fossili venne segnalata all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, la quale in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone Latina Rieti avviò le prime indagini sistematiche all'interno di Cava Muracci. Tra il 2012 e il 2018 sette cavità di interesse archeologico e paleontologico vennero individuate lungo il fronte di cava (Fig. 1). Queste, geo-morfologicamente identificabili come tasche nel travertino con accesso con forte pendenza, si differenziavano di molto tra di loro sia per le dimensioni che per la quantità e conservazione dei reperti in esse rinvenuti. In totale, il sito ha restituito oltre duemila resti faunistici e svariate centinaia di coproliti e strumenti in pietra.
Tra le sette zone di indagine una in particolare, definita Area 3 (Fig. 1), risaltava per le dimensioni e l'alto numero di resti ossei visibili in superficie. Purtroppo i lavori di cava avevano causato la parziale distruzione della struttura, che originariamente doveva costituire una grotta sotterranea, ad accesso obliquo o verticale, costituita da un'unica camera. Malgrado il danneggiamento, il contesto presentava una paleosuperficie di circa 20m2 e un deposito stratigrafico ben conservato (Fig. 2), fondamentali per l'interpretazione del sito, in cui 3 livelli archeologici sono stati identificati:
SU 7: Moderno piano di calpestio della cava, costituito da terra sciolta e brecciolino calcareo.
SU 8: Soffitto in travertino della grotta "Area 3".
SU 11: È un compatto livello di argilla rossastra e clasti contenente sia industria litica che abbondante macrofauna e coproliti perfettamente fossilizzati. Databile tra 35-45.000 anni fa.
SU 12: Livello argilloso bruno rossiccio con rarissima industria litica e macrofauna ma abbondanti piccoli vertebrati.
SU 13: Strato di tephra vulcanico sterile risalente a 70±2 ka BP.
SU 14: Paleosuolo rosso estremamente compatto e probabilmente rimaneggiato dall'acqua, come sembrano indicare estese patine di manganese. Questo livello ha restituito rarissima fauna e industria litica.
SU 15: Fondo naturale in travertino di "Area 3": …
Studi e Interpretazioni
Un'ampia serie di studi multidisciplinari è stata realizzata sui depositi di Cava Muracci ed i reperti da essi provenienti, con particolare attenzione al contesto denominato "Area 3". I risultati ottenuti hanno fornito preziose informazioni per la comprensione del sito e della Pianura Pontina. Lo studio paleontologico ha permesso di riconoscere la presenza di dodici specie animali differenti, tra cui iena delle caverna, lupo, leopardo, tasso, bue primigenio, cavallo selvatico, rinoceronte dal naso stretto (Fig. 7), cinghiale, cervo, daino, capriolo lepre, donnola e diverse specie di piccoli vertebrati. L’identificazione di individui giovani e adulti di iena delle caverne (Fig. 5), il rinvenimento di una grande quantità di palchi di cervo caduchi (Fig. 8a), nonché la presenza sulle ossa di tracce di frattura e rosicchiamento tipiche dello sfruttamento da parte di grandi carnivori (Fig. 8b), oltre a resti parzialmente digeriti e rigurgitati (Fig. 8c), ha permesso di interpretare il sito quali una tana di iena. Lo studio morfologico dei coproliti, che ha permesso di riconoscerne l’origine nel medesimo carnivoro, ha ulteriormente confermato questa interpretazione.
È soprattutto nel potenziale paleoecologico che risiede però l’importanza dei coproliti rinvenuti, poiché questi conservano al loro interno il polline assimilato giornalmente dalla iena attraverso l’alimentazione. L’analisi pollinica degli stessi (Fig. 11) ha quindi fornito un dato sulla vegetazione presente nell'area circostante il sito. Queste indicazioni, congiuntamente alle informazioni ambientali provenienti dagli studi faunistici e geologici, hanno permesso di proporre una dettagliata ricostruzione ambientale della Pianura Pontina nel tardo Pleistocene. La regione presentava una geomorfologia diversa da quella visibile oggi. Durante il tardo Pleistocene il progressivo raffreddamento delle temperature comportò un'espansione dei ghiacciai globali e di conseguenza un abbassamento del livello del mare che, in virtù della lieve pendenza del litorale laziale, aumentò considerevolmente l’ampiezza della Pianura Pontina. In questo quadro geografico, un ambiente a mosaico con almeno tre habitat a clima temperato coesistenti: i) Un ambiente umido e paludoso lungo la costa ed i corsi d’acqua maggiori, ricco di vegetazione ed abitato da cinghiali, piccoli mammiferi, anfibi e rettili; ii) La parte centrale della pianura era caratterizzata da estese steppe e praterie, con piccole aree arborate. …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Cava Muracci».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri siti archeologici nel Lazio
- Gratis 1ª domenica
- Gratis 1ª domenica
- UNESCO
Domande frequenti
Dove si trova Cava Muracci?
Cava Muracci si trova nel comune di Cisterna di Latina, in provincia di Latina (Lazio). Coordinate: 41.59846, 12.85678.
Cosa vedere vicino a Cava Muracci?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Caetani (a 2,4 km), Caprifico di Torrecchia (a 3 km), Tres Tabernae (a 4,3 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Cava Muracci — Archaeoashby, CC0
- Coprolite con contaminazione (Cava Muracci) — Archaeoashby, CC0
- Industria litica da Cava Muracci (Cisterna di Latina) — Archaeoashby, CC0
- Mandibole di iena da Cava Muracci — Archaeoashby, CC0
- Molare Stephanorhinus hemitoechus Cava Muracci — Archaeoashby, CC0
- Resti ossei con segni di rosicchiamento (Cava Muracci - Cisterna di Latina) — Archaeoashby, CC0
- Cisterna areas — Archaeoashby, CC BY-SA 4.0
- Coproliti di iena — Archaeoashby, CC0
- Mandibola in strato — Archaeoashby, CC0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze