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Foto: Kroelleboelle, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Norba latina
Antica città del Lazio e sito archeologico italiano
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 41°35′32″ N, 12°57′44″ E
Storia e descrizione
Norba, indicata anche come Norba latina per distinguerla dalla coeva Norba apula situata in Puglia (Apulia), fu un'antica città romana sui Monti Lepini, collocata in posizione dominante sulla pianura pontina a sud di Roma presso l'attuale borgo di Norma, in provincia di Latina. Secondo l'etimologia proposta dal linguista Giacomo Devoto, il toponimo Norba avrebbe il significato di "(città) forte".
Storia
Dionigi di Alicarnasso parla di Norba come una città latina ('Storia di Roma arcaica' lib. VII, XIII) che tra il 501 e il 496 a.C. partecipò con la Lega Latina alla guerra contro Roma nella battaglia del lago Regillo; il conflitto avvenne per riporre sul trono di Roma Tarquinio il Superbo, che trovò nel genero Ottavio Mamilio di Tusculum, città-guida della lega latina, un valido alleato:
Il conflitto fu una disfatta per le città latine confederate e nel 492 a.C. i romani inviarono nuovi coloni a Norba, che ora costituiva
Grazie alla sua posizione geografica e alle maestose mura difensive Norba divenne un avamposto pressoché inespugnabile per i popoli ostili a Roma come Privernati, Setini e Fondani; nel corso della seconda guerra punica la città accolse come ostaggi numerosi militari cartaginesi.
Durante la guerra civile tra Gaio Mario e Silla (88-82 a.C.) Norba si schierò apertamente con il primo. Gli abitanti di Norba, assediati dalle truppe sillane, piuttosto che cadere nelle mani del nemico preferirono incendiare le loro case e uccidersi. Così racconta la fine di Norba lo storico Appiano di Alessandria:
Sebbene in seguito ricostruita, Norba perse rapidamente di importanza e Plinio il Vecchio la cita nel suo elenco delle città del Latium vetus ai suoi tempi (I secolo d.C.) scomparse. Dopo la distruzione sillana, parte della popolazione di Norba si trasferì nella sottostante città di Ninfa, che divenne piuttosto importante, per poi decadere a sua volta a causa della malaria. Altri esuli fondarono invece in Spagna Norba Caesarina (l'attuale Cáceres). …
Indagini archeologiche
L'archeologa Stefania Quilici Gigli, che da anni dirige le attività di scavo del parco archeologico, ci ha fornito uno studio attento e puntuale per cercare di ricostruire, sulla base di studi di topografia, la storia di Norba.
Già dalla fine del IX secolo a.C. la zona circostante alla città di Norba conobbe un cospicuo popolamento, di cui sono testimonianza la necropoli di Caracupa, alcune tombe nell'area attigua all'Abbazia di Valvisciolo e le mura megalitiche sul Monte Carbolino.
Non sappiamo con certezza se in questo popolamento del territorio circostante rientrava anche un primo nucleo norbano; la città, infatti, così come oggi ci appare, con le sue strutture, le domus e i templi, risale al IV-III secolo a.C., quando già Norba era una rigogliosa colonia romana.
Per quanto riguarda le mura, Lugli colloca quelle in terza-quarta maniera al IV secolo:
A Norba si riscontra inoltre la presenza di mura costruite nella cosiddetta prima e seconda maniera. Secondo Lorenzo Quilici e Stefania Quilici Gigli queste mura correvano in origine lungo tutto il percorso della città per poi essere sostituite, o inglobate, dalle mura in III-IV maniera. Muovendosi in questa direzione i due studiosi hanno inquadrato le mura nella tecnica più raffinata alla metà del III secolo a.C., mentre le fortificazioni in I maniera risalirebbero alla metà del IV secolo.
La città antica
L'area archeologica conserva notevoli resti della cinta muraria in opera poligonale, con quattro porte risalenti al IV secolo a.C. La città costituisce uno degli esempi meglio conservati in Italia di urbanistica a pianta regolare risalente a un'epoca piuttosto antica. Il terreno accidentato ha portato alla creazione di terrazzamenti digradanti che conferiscono alla città un aspetto scenografico. Recenti scavi hanno messo in luce significativi resti di vari edifici, suddivisi in isolati irregolari da strade parallele e ortogonali, tra cui spiccano due acropoli con diversi templi.
L'acropoli maggiore conteneva il tempio di Diana, di cui permane un basamento e la cui attribuzione alla Dea ci è fornita da alcune reperti recanti una dedica. La struttura templare era divisa in pronao e cella e contornata su tre lati da un porticato a pilastri. L'acropoli maggiore conteneva anche gli uffici governativi e di rappresentanza come il Senato e la guarnigione militare.
Subito a valle dell'acropoli maggiore trova luogo uno stabilimento termale in opus caementicium, col calidarium, frigidarium e tepidarium. La struttura presenta oggi un buono stato di conservazione ed è indubbiamente, assieme alle mura e alla Porta Maggiore, la parte meglio conservata della città antica.
L'acropoli minore, la parte più antica, conteneva due templi, entrambi a base rettangolare. La loro dedica è tutt'oggi incerta, ma fu rilevato come, nel corso dell'alto medioevo, furono riutilizzati come chiese cristiane.
A valle dell'acropoli minore trovano posto due domus, probabilmente legate agli alti ranghi della comunità; la domus detta 'dei semi combusti' e la 'casa del caduceo'. La prima prende il nome dai resti di semi carbonizzati a testimonianza dell'incendio che distrusse, nell'81, la città; la seconda presenta invece, una particolare pavimentazione in cotto e calcare colorato. Quest'ultima casa prende nome dal caduceo talora riprodotto in tali pavimenti. Lo stesso simbolo del caduceo sembrerebbe presente anche in alcune monete emesse sotto il consolato di Norbanus (1 Archiviato il 14 luglio 2014 in Internet Archive.) …
Tra storia e leggenda
Si racconta che tra i lunghi cunicoli sotterranei ci sia nascosto un tesoro: una chioccia coi pulcini d'oro. Molti raccontano di essersi avventurati tra questi cunicoli, ma sono dovuti tornare precipitosamente indietro.
La storia della chioccia e dei suo pulcini d'oro ci riporta all'epoca delle invasioni barbariche poiché questa era proprio uno dei soggetti principali dell'oreficeria barbara. Nel Museo del duomo di Monza è conservato un piatto d'argento dorato nel quale è proprio raffigurata una chioccia con sette pulcini, risalente all'epoca di Teodolinda e quindi di manifattura longobarda.
Probabilmente a Norba in quei luoghi è stato seppellito un capo barbaro insieme ai suoi tesori, tra cui ci potrebbe essere stato un piatto con la chioccia e i suoi pulcini come quello conservato a Monza.
I longobardi furono comunque presenti anche nel Lazio meridionale, ad esempio in Val Comino.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Norba latina».
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Domande frequenti
Dove si trova Norba latina?
Norba latina si trova nel comune di Norma, in provincia di Latina (Lazio). Coordinate: 41.59225, 12.96233.
Cosa vedere vicino a Norba latina?
Nei dintorni si trovano: Museo del cioccolato (a 800 m), Palazzo Felici (a 1,1 km), Museo civico archeologico di Norma (a 1,4 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Norma, Eingang mit Zyklopensteinen — Kroelleboelle, CC BY-SA 3.0
- Dentro Norba - panoramio — pietro scerrato, CC BY 3.0
- Norba (2) 01 — Mac9, CC BY-SA 4.0
- Norba e Norma — XNick0510, CC0
- Norba, Roman road — Torquatus, CC BY 4.0
- Resti dell'antica città di Norba - panoramio — pietro scerrato, CC BY 3.0
- Strada dell'antica Norba - panoramio — pietro scerrato, CC BY 3.0
- View of Norba from the North, towards San Felice Circeo MET DP869305 — Carl Werner, CC0
- L'antica strada - panoramio — pietro scerrato, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze