Sito archeologico, Roma (RM)

41°55′29″ N, 12°28′22″ E

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Sito archeologico

Catacomba di San Valentino

Catacomba di Roma

Roma (RM), Lazio

Indicazioni

In breve

Coordinate
41°55′29″ N, 12°28′22″ E

Storia e descrizione

La catacomba di San Valentino è una catacomba di Roma, posta al secondo miglio della via Flaminia, oggi in viale Maresciallo Pilsudski, nel moderno quartiere Parioli.

Storia

Antonio Bosio, il grande archeologo e appassionato di antichità vissuto fra XVI e XVII secolo, fu il primo a entrare nella catacomba di san Valentino, nel livello superiore, oggi non più visibile. Il primo archeologo invece a scavare e a riportare alla luce i resti dell'antica catacomba fu Orazio Marucchi (1852-1931): nel 1878, alla ricerca del cimitero, egli entrò per caso in una cantina, ai piedi della collina dei Parioli, e si accorse che in realtà si trattava di un ambiente funerario ricoperto di pitture, benché molto rovinate a causa dell'adattamento dell'ambiente ad uso agricolo. Fu lo stesso Marucchi poi a scoprire i resti della basilica esterna dedicata al santo. Nuove campagne di scavi e di studi furono intraprese nel 1949 da Bruno Maria Apollonj Ghetti.

Questi scavi hanno permesso di appurare che il martire Valentino non fu sepolto nella catacomba, ma direttamente in una fossa terragna al suo esterno: è su questa tomba subdiale che papa Giulio I (336-352) fece costruire una prima struttura basilicale, trasformata ed ampliata dai papi Onorio I (625-638) e Teodoro I (642-649), ulteriormente restaurata nei secoli successivi fino agli ultimi lavori fatti eseguire da papa Niccolò II a metà dell'XI secolo. A questo secolo risale anche la testimonianza di un monastero accanto alla basilica. La basilica esisteva ancora nel XIII secolo, e alcune vestigia erano visibili al tempo del Bosio (nel 1594).

È stato anche appurato che nel corso del VI secolo, tra la basilica e la catacomba, sorse una necropoli all'aperto, costituita da mausolei, tombe e sarcofagi.

Oggi della catacomba, originariamente disposta su tre livelli, non resta quasi più niente, soprattutto a causa dell'alluvione e della frana che coinvolse la zona nel 1986 e che ha reso inaccessibili la maggior parte delle gallerie. Gli unici manufatti di un certo rilievo sono la basilica esterna e l'ambulacro scoperto dal Marucchi nel 1878 e posizionato all'ingresso della catacomba.

Il martire

Un vivace dibattito si è sviluppato tra gli studiosi e gli archeologi nel corso del XX secolo sulla figura di san Valentino: infatti alla data del 14 febbraio si ricordano due santi martiri con lo stesso nome, il prete Valentino di Roma ed il vescovo Valentino di Terni. Le posizioni degli studiosi si possono riassumere in tre.

La prima soluzione al problema dei due martiri omonimi è quella classica, sostenuta dalla maggioranza fino a qualche decennio fa: ossia che i due santi sono due persone distinte. Il Valentino di Roma era un presbitero che subì il martirio il 14 febbraio durante l'impero di Gallieno (253-268) e che fu sepolto da una cristiana di nome Sabinilla in un terreno di sua proprietà ai piedi dell'attuale collina dei Parioli. Queste indicazioni topografiche sono confermate dal Cronografo del 354, redatto da Furio Dionisio Filocalo, che rappresenta la più antica menzione del martire Valentino: qui infatti si dice che papa Giulio I costruì una basilica “quae appellatur Valentini” (che chiamano di Valentino). Inoltre la presenza di un Valentino a Roma è attestata anche dalla scoperta, nella basilica ai piedi dei Parioli, di frammenti del carme con cui papa Damaso aveva onorato la figura del martire.

Negli anni sessanta del secolo scorso, lo studioso francescano Agostino Amore, partendo proprio dalla menzione del Cronografo del Filocalo, sostenne l'ipotesi secondo la quale un martire Valentino di Roma non sia mai esistito. Secondo la sua indagine, Valentino è il nome di colui che finanziò la costruzione della basilica esterna sotto il pontificato di papa Giulio I verso la metà del IV secolo e che, proprio per questa sua donazione, si meritò l'appellativo di santo nel corso del VI secolo: a conferma della sua tesi, l'Amore riporta documenti di un sinodo romano del 595 dove ogni chiesa titolare di Roma è preceduta dalla parola “santo”, mentre in un analogo documento di un sinodo del 499 non appare mai l'espressione sanctus davanti al nome delle chiese romane titolari. In conclusione, per Valentino si riproporrebbe la stessa situazione riscontrabile per altri antichi titoli romani, come quelli di santa Cecilia, santa Prassede o santa Pudenziana. …

Descrizione

L'antica basilica di san Valentino è a tre navate. Sono state riportate alla luce due absidi, una più antica e l'altra più recente, dovute a due momenti diversi di edificazione della struttura. Vi sono poi elementi di una cripta sottostante, dovuta probabilmente a lavori fatti eseguire da papa Leone III (VIII-IX secolo), rivestita di marmi di cui alcuni frammenti ancora in loco.

Come detto, della catacomba l'unico ambiente di un certo rilievo e attualmente visitabile, è l'ambulacro scoperto dal Marucchi nel XIX secolo e trasformato in cantina. Questo ambiente fu visitato da Antonio Bosio e al suo tempo esso era ancora integro: perciò in base ai disegni che fece realizzare ci è possibile oggi leggere i resti di affreschi che vi si trovano. In base alla fattura e alla tipologia, essi sono databili tra VII secolo ed inizi dell'VIII. Si distingue in particolare una serie di affreschi legati ad episodi della vita della madre di Gesù tratti dai vangeli apocrifi; e l'affresco di un crocifisso, esempio rarissimo in una catacomba.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Catacomba di San Valentino».

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Domande frequenti

Dove si trova Catacomba di San Valentino?

Catacomba di San Valentino si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.92462, 12.47286.

Cosa vedere vicino a Catacomba di San Valentino?

Nei dintorni si trovano: Villino Titta Ruffo (a 100 m), Museo degli strumenti musicali dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia (a 500 m), MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo (a 600 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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