Foto: Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
In breve
Storia e descrizione
Il castello dell'Innominato, storicamente noto come rocca di Vercurago, è una fortificazione risalente al XIII secolo posizionata su un'altura al confine tra i comuni di Lecco e Vercurago. Secondo la tradizione popolare lo scrittore Alessandro Manzoni, nel suo romanzo I promessi sposi, si ispirò a questa rocca per ambientare la residenza dell'Innominato.
Il castello sorge sul Tremasasso, un'altura di roccia calcarea alle pendici del monte Magnodeno abitata sin dalla prima età del ferro dalla cultura di Golasecca. Probabilmente di origine alto medievale, nel XIII secolo il castello fu di proprietà della famiglia dei Benaglio, vassalli dei Della Torre di Milano per poi entrare a far parte dei possedimenti della Repubblica di Venezia dopo la pace di Lodi. Con l'arrivo degli spagnoli in Lombardia il castello fu incorporato assieme alla Malanotte e a Somasca nel Ducato di Milano, mentre Vercurago rimase alla Repubblica di Venezia. Il castello fu distrutto più volte e dopo essere stato raso al suolo nel 1799 durante la campagna italiana di Suvorov e venne parzialmente ricostruito dai padri somaschi sul finire del XIX secolo.
Storia
A sud della città di Lecco l'Adda riprende il suo corso come unico emissario del lago di Como, dopo un breve tratto il fiume si allarga, originando prima il lago di Garlate e subito dopo il lago di Olginate. In questo territorio il fiume è posto al centro di una vallata che ha sulla destra orografica il monte Barro e il Colle di Brianza, mentre sulla sinistra i monti del gruppo del Resegone: il Magnodeno e un lungo contrafforte di cui fanno parte il monte Tesoro e il monte Linzone. In particolare, il Magnodeno declina progressivamente dalle pendici del Resegone verso il lago di Garlate per poi terminare a Vercurago nel pizzo di Vicciarola. In questo punto si protende in direzione del lago il Tremasasso, un'altura che si eleva dal suolo per circa 200 metri e che dà luogo a una chiusa, uno stretto passaggio compreso tra la rupe e il lago.
In questo contesto topografico la cima del Tremasasso si trova in una posizione particolarmente strategica. Dalla cima dell'altura si ha infatti la visuale su tutte le vie d'acqua della vallata: l'Adda, i suoi bacini e l'estremo meridionale del lago di Como. Dalle sponde della chiusa invece è possibile esercitare il controllo del traffico fluviale e lacuale nei pressi dello stretto tra il lago di Garlate e il lago di Olginate. Inoltre dal punto di vista delle vie terrestri la chiusa funge da passaggio obbligato per i percorsi diretti in Valsassina, nodo cruciale per l'accesso all'Alto Lario e quindi al raggiungimento della Valtellina e dei passi alpini nel territorio dei Grigioni. …
Descrizione
Per giungere al castello dell'Innominato passando da "la Valletta" è necessario percorrere una scalinata di 150 gradini scavata nella roccia e realizzata dall'architetto don Antonio Piccinelli nel 1898 seguendo le tracce di una scala di origine medievale, è anche possibile aggirare il Sacro Monte di Somasca tramite una via più antica detta via di sass. Giunti nel prato all'ingresso del castello è presente un cippo di confine settecentesco anticamente utilizzato per la divisione tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano e che oggi funge da confine per i comuni di Vercurago e Lecco.
L'ingresso è costituito dalla cappella di Sant'Ambrogio, un edificio di origine medievale ricostruito dall'architetto Antonio Piccinelli nel 1895, e da un muro parzialmente originale che sviluppa lungo il perimetro sinistro del castello e in cui si notano gli sfregi delle cannonate del 1799 lasciate dai cannoni russi. Sul muro di fondo si trova la cappella di San Girolamo, undicesima delle cappelle del Sacro Monte di Somasca e realizzata all'interno di una torre ricostruita nel 1897 dal Piccinelli così come il muro perimetrale alto circa 1,10 m. All'interno del castello è presente un crocione in ferro risalente alla fine del XIX secolo dedicato dagli Alpini al cappellano di guerra Giovanni Battista Pigato. …
Influenza culturale
Secondo la tradizione popolare Alessandro Manzoni, nel suo romanzo storico I promessi sposi, prese ispirazione dalla rocca di Vercurago per ambientare la residenza dell'Innominato. Questa attribuzione, mai smentita dallo scrittore, risale almeno al 1830, anno in cui fu pubblicata una mappa della città di Lecco in cui si indicano, per prima volta in assoluto, i luoghi manzoniani tra cui «gli avanzi del castello dell'Innominato». La descrizione manzoniana del castello dell'Innominato fornisce secondo critico Ferdinando Ranalli «una confusa e arruffata immagine di quel castello», pertanto nonostante non ci sia diretta corrispondenza tra la descrizione e un castello reale, numerosi elementi di somiglianza permettono di ipotizzare che il Manzoni si sia ispirato proprio alla rocca di Vercurago per l'ambientazione dell'Innominato.
La vicenda de I promessi sposi si svolge principalmente a Lecco, città in cui il Manzoni passò «gran parte dell'infanzia [...] e le vacanze autunnali della prima giovinezza». Secondo alcuni critici quali Domenico Bulferetti e Claudio Varese, il Manzoni basò l'ambientazione del suo romanzo su alcune sue narrazioni scritte durante gli anni che trascorse nei collegi di Merate e Lugano gestiti dai padri somaschi. In questo periodo infatti al Manzoni fu spesso assegnata la scrittura di temi descrittivi di vedute e paesaggi da lui osservati durante le vacanze autunnali. Nella permanenza al collegio inoltre i padri lo istruirono sulla vita di san Girolamo Emiliani, illustrandone i luoghi e quindi anche Somasca, di cui si trova una descrizione nel XVI capitolo dei Brani inediti dei Promessi Sposi.
Il paesaggio intorno al castello è principalmente descritto all'inizio del XX capitolo del romanzo:
Così come «il castello dell'Innominato era a cavaliere a una valle angusta e uggiosa» anche la rocca di Vercurago si trova in posizione dominante rispetto alla valletta dove san Girolamo costruì i ripari per i suoi orfani. Guardando il Tremasasso dal lato opposto dell'Adda questo appare come «un poggio che sporge in fuori da un'aspra giogaia di monti», impressione avuta anche da altri autori precedenti al Manzoni. Per raggiungere la rocca da Chiuso era necessario percorre un «pendìo piuttosto erto, ma uguale e continuato» al fondo del quale si trovava il letto di un ruscello che scorreva in val Busa e segnava il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello dell'Innominato».
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Domande frequenti
Dove si trova Castello dell'Innominato?
Castello dell'Innominato si trova nel comune di Vercurago, in provincia di Lecco (Lombardia), all'indirizzo Via alla Basilica, 1. Coordinate: 45.81519, 9.42656.
Cosa vedere vicino a Castello dell'Innominato?
Nei dintorni si trovano: Ecomuseo Val San Martino (a 1,3 km), Villa De Ponti (a 1,3 km), Giardino botanico di Villa De Ponti (a 1,3 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Castello di Somasca — Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0
- Castello dell'Innominato DB — DiegoBonacina1997, CC BY-SA 4.0
- Castello dell'Innominato fronte — Facquis, CC BY-SA 4.0
- Castello dell'Innominato — Pietroemarco, CC BY-SA 4.0
- Facciata del castello dell'Innominato — Pietroemarco, CC BY-SA 4.0
- Il castello dell'Innominato - panoramio (1) — ildirettore, CC BY 3.0
- Interno del Castello dell'Innominato — Facquis, CC BY-SA 4.0
- La discesa dal castello dell'Innominato - panoramio — ildirettore, CC BY 3.0
- Parte interna del castello dell'Innominato — Pietroemarco, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze