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Museo, 1424
Cappella Brancacci
Cappella nella basilica di Santa Maria del Carmine a Firenze
- Nel Centro storico di Firenze, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Medioevo, 1424
- Committente
- Felice Brancacci
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°46′06″ N, 11°14′39″ E
- Indirizzo
- Via del Carmine - Firenze
Storia e descrizione
La cappella Brancacci, situata all'interno della chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze rappresenta uno degli esempi più elevati di pittura del Rinascimento (1424-1428). Essa è frutto della collaborazione di due dei più grandi artisti dell'epoca, Masaccio e Masolino da Panicale, ai quali deve aggiungersi la mano di Filippino Lippi, chiamato a completare l'opera circa cinquant'anni dopo.
Storia
I Brancacci possedevano la cappella alla testata del transetto di Santa Maria del Carmine fin dalla fine del Trecento, quando venne fondata da Pietro di Piuvichese Brancacci (1367). Antonio Brancacci iniziò una serie di lavori nella cappella nel 1387, ma fu solo con suo nipote Felice, un ricco mercante della seta, tra i protagonisti della scena politica fiorentina nella prima metà del Quattrocento, che commissionò probabilmente alla bottega di Masolino la decorazione ad affresco, con un ciclo sulle Storie di san Pietro, il protettore di famiglia. Non si è conservata una documentazione diretta circa la decorazione della cappella, ma le vicende sono oggi ricostruite tramite fonti indirette o più tarde. Per esempio Vasari, nelle Vite, ricorda come i due artisti avevano eseguito in un periodo immediatamente precedente un San Paolo (di Masaccio) e un San Pietro (di Masolino, entrambi perduti) in una cappella sull'altro lato del transetto, che gli valsero la prestigiosa commissione.
Questa risalirebbe al 1423, dopo il ritorno di Felice Brancacci da un'ambasceria a Il Cairo (15 febbraio) ed entro la fine del 1424 i lavori dovevano essere avviati. Masolino fu impegnato con lavori a Empoli fino al novembre del 1424, per cui si può pensare che abbia iniziato a lavorare alla cappella Brancacci immediatamente dopo. Il suo aiutante Masaccio prese la direzione dei lavori dopo la partenza di Masolino per l'Ungheria (1º settembre 1425), per essere poi sospesi nel 1427 o 1428 quando Masaccio partì a sua volta per Roma, dove morì nell'estate del 1428. Alcuni ipotizzano che Masaccio non vi lavorasse già più dal febbraio del 1426, quando i Carmelitani di Pisa gli affidarono un'altra importante opera (il Polittico), ma difficilmente i Carmelitani fiorentini avrebbero permesso la partenza di Masaccio, tenendosi un'opera incompiuta. È più probabile quindi che l'interruzione sia avvenuta su iniziativa del committente, con un frettoloso completamento dell'ultima scena avviata, la Resurrezione del figlio di Teofilo e san Pietro in cattedra testimoniata dall'esecuzione meno rifinita e dall'uso più cospicuo di assistenti (la scena venne poi probabilmente mutilata in seguito e ricompletata da Filippino Lippi). Lo stesso Felice Brancacci, nel suo testamento del 1432, cita la cappella come incompleta. …
Descrizione
La cappella è introdotta da un arcone sormontato da un timpano a volute aperto al centro. Subito sopra si trova un orologio affiancato da due angeli modellati in stucco, intorno al 1775, da Giovan Battista Capezzuoli, la prima opera dello scultore a Firenze dopo il suo rientro da Roma.
Dopo il 1436 la cappella venne ridedicata alla Madonna del Popolo e vi fu posta la tavola della Madonna col Bambino, risalente probabilmente al 1268 (anno della fondazione della chiesa) e tutt'oggi presente sull'altare. In passato attribuita a Coppo di Marcovaldo o al Maestro della Sant'Agata, mentre qualcuno parla più cautamente di un Maestro della Madonna del Carmine.
Affreschi di Masolino e Masaccio
Gli affreschi erano originariamente organizzati su tre registri, coperti da volta a crociera dove nelle vele si trovavano i quattro Evangelisti di Masolino, oggi sostituiti dalla cupola con gli affreschi dipinti da Vincenzo Meucci. Le lunette, pure perdute, raffiguravano, secondo la testimonianza di Vasari, la Vocazione di Pietro e Andrea e la Navicella, probabilmente eseguiti da Masolino.
Sulla parete di fondo si trovavano due scene: il Pianto di Pietro dopo il triplice rinnegamento o Pentimento di Pietro attribuito a Masaccio ed il Pasci i miei agnelli di Masolino (di questi ultimi due sono state ritrovate le sinopie).
Il tema della decorazione ad affresco è quello della historia salutis, cioè la storia della salvezza dell'uomo, dal peccato originale all'intervento di Pietro, quale diretto erede di Cristo e fondatore della Chiesa romana. Le fonti del complesso sono la Genesi, i Vangeli, gli Atti degli Apostoli e la Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze. Pietro è sempre riconoscibile, negli affreschi di ciascuna mano, per l'abito verde scuro con il mantello arancione e per la tipica capigliatura corta e bianca, corredata da barba.
Pietro apostolo, primo papa, era il protettore di Pietro Brancacci, il fondatore della cappella, e della famiglia Brancacci in generale. Pietro era anche l'apostolo fondatore della Chiesa Romana, dal cui potere discendeva quello del papa, per cui celebrandolo si celebrava il papato stesso, in linea con la politica filopontificia verso Martino V, condivisa dalla maggior parte dei fiorentini dell'epoca e dai Carmelitani, patroni della chiesa del Carmine. La presenza di scene della Genesi (Peccato originale e Cacciata dal paradiso terrestre) si collegano infatti al tema della salvezza dell'umanità operata dal Signore proprio attraverso Pietro. …
Stile
Lo scarto tra la parte dipinta da Masolino e Masaccio si è assottigliato dopo la pulitura, smorzando la polemica che contrapponeva il Masolino tradizionalista al Masaccio innovatore e evidenziando invece le influenze reciproche tra i due. Masolino è di solito inquadrato come continuatore della pittura del tardo gotico, o tuttalpiù come figura di transizione, mentre Masaccio applica più rigorosamente le nuove idee che furono alla base della rivoluzione rinascimentale: definizione spaziale precisa, individuazione psicologica degli individui raffigurati e riduzione all'osso degli elementi decorativi. In questo Masaccio fu un pioniere, che ebbe una straordinaria influenza sia sugli artisti contemporanei che su quelli delle generazioni a venire.
Masaccio usò molto rigorosamente la luce per "scolpire" le superfici macchiandole di colori e lumeggiature che creavano volumi estremamente plastici (cioè simili a sculture dipinte illusionisticamente), in uno stile "di getto" che metteva in secondo piano la predisposizione di un disegno esatto.
Nonostante le evidenti differenze i due artisti si accordarono su una serie di punti che dessero all'insieme un aspetto armonioso:
Organizzazione delle scene in un'unica ingabbiatura architettonica, composta da paraste corinzie dipinte, reggenti una cornicetta dentellata. Spesso i paesaggi proseguono tra una scena e l'altra.
Adozione di un'unica gamma cromatica limpida e brillante, pur con le differenze di stesura.
Unificazione spaziale tra le scene tramite l'uso di un unico punto di fuga negli episodi contigui (come ai lati della bifora) o opposti. La visuale risulta ottimizzata per un ipotetico spettatore fermo al centro della cappella. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Cappella Brancacci».
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Domande frequenti
Dove si trova Cappella Brancacci?
Cappella Brancacci si trova nel comune di Firenze, in provincia di Firenze (Toscana), all'indirizzo Via del Carmine - Firenze. Coordinate: 43.76845, 11.24403.
A quando risale Cappella Brancacci?
La datazione indicata da Wikidata è: 1424.
Cosa vedere vicino a Cappella Brancacci?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Rospigliosi Pallavicini (a 100 m), Palazzo Tempi-Mazzei (a 100 m), Palazzo Del Pugliese (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Brancacci color — User:Oursana, Public domain
- Brancacci Carmine 01 — Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 4.0
- Brancacci — User:Lampman, Public domain
- Cantiere di restauro, Cappella Brancacci, chiesa del Carmine 0 — Nicola Quirico, CC BY-SA 4.0
- Cappella Brancacci - Healing of the Cripple and Raising of Tabitha, Disputation with Simon Magus and Crucifixion of St. Peter — Oursana, CC0
- Cappella Brancacci - Raising of Tabitha - The Temptation of Adam and Eve — Oursana, CC0
- Cappella brancacci 00 — sailko, CC BY 2.5
- Cappella brancacci, altare — sailko, CC BY 2.5
- Cappella Brancacci, chiesa del Carmine, Firenze — Nicola Quirico, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze