Foto: Fondazione, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1942
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°49′42″ N, 10°54′10″ E
- Indirizzo
- Via Remesina Esterna 32, 41012 Carpi
Storia e descrizione
Il campo di Fossoli fu un grande campo di concentramento e di transito, allestito nella frazione Fossoli, a circa 5 km da Carpi, in provincia di Modena.
Il campo venne creato come campo di prigionia per i prigionieri di guerra alleati nel 1942. Dopo l'inizio della deportazione degli ebrei italiani, dal 5 dicembre 1943 il campo, conosciuto anche come Fossoli di Carpi, fu utilizzato prima dalla Repubblica Sociale Italiana e poi, dal 15 marzo 1944, dalle SS come campo di concentramento e transito (in tedesco: Polizei- und Durchgangslager), divenendo il principale punto di transito per la deportazione in Germania di ebrei e oppositori politici. In totale si calcola che vi siano stati trasferiti dai campi e dalle carceri del nord Italia e poi avviati nei lager tedeschi circa 2 800 ebrei e 2 600 deportati politici. Anche dopo il passaggio del campo sotto amministrazione tedesca le autorità della RSI continuarono a controllarne una parte, il cosiddetto "campo vecchio" o "campo italiano", adibito all'internamento di civili (cittadini di paesi nemici, familiari di renitenti alla leva e criminali comuni), di norma non destinati alla deportazione in Germania.
Seconda guerra mondiale
Il campo di Fossoli fu costruito nella primavera 1942 dal Regio esercito italiano come campo di prigionia per raccogliere i soldati britannici, sudafricani, neozelandesi catturati nelle operazioni di guerra in Africa settentrionale. Tre mesi dopo l'avvio della costruzione del "Campo vecchio", affacciato su via Grilli, iniziò l'allestimento di una nuova sezione, il "Campo nuovo", che si affacciava su via Remesina, occupando un'area a sud-est del vecchio. I primi prigionieri arrivarono nel luglio dello stesso anno, a struttura non ancora ultimata, perciò nel primo periodo vennero collocati in un campo attendato lungo via Remesina.
Una volta conclusi, i due campi accolsero complessivamente un massimo di 5 000 prigionieri. Il "Campo vecchio" occupava un'area di 88000 m² ed era costituito da 93 baracche, di cui 46 destinate ad ospitare ciascuna un massimo di 100 prigionieri, mentre le altre erano locali di servizio (locali per la direzione, i sorveglianti, cucine, bagni, ecc...). Il "Campo nuovo" era costituito da 30 baracche. Secondo le testimonianze, le condizioni di vita erano accettabili, ma peggiorarono durante l'inverno a causa del freddo, del fango e dei parassiti.
Con l'8 settembre 1943 e l'occupazione tedesca dell'Italia, i militari germanici presero il campo e lo svuotarono. I militari italiani di guardia vennero disarmati e inviati subito in campi di lavoro in Germania come internati militari. I prigionieri alleati che non riuscirono a fuggire vennero trasferiti anch'essi nel Reich in campi di prigionia. …
Uccisioni, morti e violenze a Fossoli
Leone di Consiglio, in principio di ribellione, venne ucciso in un convoglio di camion che si dirigeva a Fossoli e arrivò al campo già morto.
Giulia Consolo, di Alessandria d'Egitto, trasferitasi a Roma per il matrimonio, morì il 5 febbraio 1944 all'ospedale di Carpi.
Giulio Ravenna, ferrarese, era di un'ex-famiglia ebraica, divenuta cattolica; già di salute malferma prima di giungere al campo, si aggravò il 17 febbraio. Don Venturelli, parroco della frazione Fossoli, lo assistette sino alle 17 del giorno dopo, quando morì. Aveva 71 anni.
Carolina Iesi, ferrarese, di 85 anni, morì a Fossoli, per quanto dichiarato, di "senilità".
Giovanni Schembri, sessantunenne proveniente da Bagni di Lucca, nato a Tripoli, morì il 13 marzo.
Rosa Doczi, slovena, vissuta a Fiume, doveva essere deportata ad Auschwitz con il convoglio RSHA 9, ma morì quattro giorni prima, il 1º aprile. Il nipote venne deportato e lì morì.
Teodoro Sacerdote, torinese di 85 anni, morì il 7 giugno.
Magenta Nissim di Firenze morì il 12 giugno. Lei e Sacerdote andavano deportati il 26 giugno ed erano i più vecchi del campo.
Pacifico di Castro doveva essere assegnato ad una squadra di lavoro. Non capiva il tedesco e, secondo alcune fonti, era anche parzialmente sordo; l'ufficiale Rieckhoff gli sparò il 1º maggio.
Del cadavere di Giulia Consolo si occupò don Venturelli. Voleva seppellirlo nel cimitero ebraico carpigiano, ma doveva avere l'autorizzazione della Comunità Ebraica di Modena, e nessun membro era reperibile. Fu sepolta nei pressi della camera per le autopsie del cimitero cattolico di Carpi. …
Dopoguerra
Seppur nato dalle vicende belliche, nel dopoguerra solo il "Campo vecchio" venne demolito, mentre il "Campo nuovo" continuò ad essere utilizzato fu anche a scopi abitativi. Le trasformazioni adattarono le preesistenti strutture di prigionia alle nuove esigenze di vita quotidiana della comunità civile, nascondendo in parte i segni più evidenti del Dulag (Durchgangslager). Si ritiene che siano originali la muratura delle baracche e la posizione delle strutture superstiti.
Dopo la fine della guerra il campo divenne campo di prigionia per militari che avevano combattuto al servizio dei nazifascisti e collaborazionisti civili. In questa fase, come nelle precedenti, il parroco di Fossoli Francesco Venturelli svolse opera di assistenza ai prigionieri. Nel clima di forte contrapposizione di quei mesi, fu ucciso il 15 gennaio 1946.
A partire dal marzo 1946 le autorità alleate iniziarono a inviare nel campo vari tipi di profughi, tra cui anche sopravvissuti ai Lager in attesa del rimpatrio. Successivamente la gestione passò al Ministero dell'Interno italiano, che lo rese uno dei "centri di raccolta" per "stranieri indesiderabili". La situazione dentro al campo divenne ingovernabile, e fu in questo periodo che attorno al campo venne costruito un muro. Il campo venne infine svuotato nei primi mesi del 1947.
Nel 1946 il "Campo vecchio" intanto venne definitivamente demolito e l'area tornò ad essere destinata ad uso agricolo.
Il 19 maggio del 1947 il sito venne occupato da don Zeno Saltini che vi insediò l'Opera Piccoli Apostoli. Con un colpo di mano i ragazzi orfani abbatterono i reticolati e le torrette di guardia, restaurarono i capannoni, e si insediarono nel campo facendo nascere la comunità di Nomadelfia per bambini abbandonati e orfani di guerra, accuditi dalle "mamme per vocazione". Nel momento di massima espansione si raggiunse la cifra di oltre 800 giovani; con gli adulti si arrivò a 1 000 persone.
Nel 1952 il governo (in particolare il ministro degli interni Mario Scelba) pose fine all'esperimento in cui il cristianesimo si univa ad un forte impegno sociale, detto comunismo evangelico, e don Zeno, anche per la pesante situazione debitoria, fu costretto a lasciare Fossoli. La comunità si trasferì a Grosseto in una tenuta donata dalla contessa Pirelli. …
L'abbandono e il recupero
Negli anni successivi alla fine del Villaggio San Marco, il campo di Fossoli cadde rapidamente in uno stato di abbandono. Nel 1984, grazie ad una legge speciale, l'area dell'ex campo di Fossoli venne concessa a titolo gratuito al Comune di Carpi che, dopo l'apertura nel 1973 del Museo - monumento al deportato nel capoluogo comunale, ne aveva fatto richiesta all'Intendenza di finanza. Nel 1996 è stata costituita la Fondazione Fossoli, cui il Comune di Carpi ha affidato la gestione dell'ex campo e, dal gennaio 2001, anche del museo. Nel 2004 venne ricostruita la baracca 14 del settore ebraico, ripristinandola al suo aspetto originario.
Nel 2012, le eccezionali precipitazioni nevose e il terremoto in Emilia del 20 e 29 maggio hanno arrecato danni rilevanti alle baracche causando l'inagibilità del campo e la chiusura ai visitatori. In seguito a ciò la Fondazione ha lanciato, in collaborazione col Ministero della Cultura, un progetto per la messa in sicurezza del campo. Il 25 aprile 2017, in occasione della festa della Liberazione, al campo fa visita il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che tiene un discorso davanti alla popolazione convenuta.
Le baracche ad oggi visitabili sono quattro. Del campo originale rimangono solo i muri delle baracche e la posizione delle strutture superstiti.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Campo di Fossoli».
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Domande frequenti
Dove si trova Campo di Fossoli?
Campo di Fossoli si trova nel comune di Carpi, in provincia di Modena (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via Remesina Esterna 32, 41012 Carpi. Coordinate: 44.82833, 10.90278.
A quando risale Campo di Fossoli?
La datazione indicata da Wikidata è: 1942.
Cosa vedere vicino a Campo di Fossoli?
Nei dintorni si trovano: Monastero di Santa Chiara (a 5 km), Museo diocesano (Carpi) (a 5 km), Museo-monumento al deportato politico e razziale (a 5,2 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Fossoli — Fondazione, CC BY-SA 3.0
- Campo di Fossoli - Baracca ricostruita 2 — William.lugli, CC BY-SA 4.0
- Campo di Fossoli - Interno di una baracca — William.lugli, CC BY-SA 4.0
- Campo di Fossoli - Ulivo di Gerusalemme — William.lugli, CC BY-SA 4.0
- Campo di Fossoli 2 — RanZag, CC BY-SA 3.0
- Campo di transito di Fossoli total 2 — Daniel Ventura, CC BY-SA 3.0
- Campo attendato per prigionieri inglesi 1942 - PG73 — Fondazionefossoli, CC BY-SA 3.0
- Fossoli Camp - panoramio - ЭЯMДИИФ БIFFI — ЭЯMДИИФ БIFFI, CC BY-SA 3.0
- Fossoli Camp - panoramio — ЭЯMДИИФ БIFFI, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze