Sito archeologico, Maddaloni (CE)

41°02′38″ N, 14°21′45″ E

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Sito archeologico

Calatia

Antica città della Campania

Maddaloni (CE), Campania

Indicazioni

In breve

Coordinate
41°02′38″ N, 14°21′45″ E

Storia e descrizione

Calatia o Galazia (come era solitamente indicata nell'alto medioevo) era un'antica città etrusca, poi sannitica ed infine romana, che sorgeva lungo il tracciato della Via Appia, nel territorio dell'odierno comune di Maddaloni, grossomodo presso il confine con quello di San Nicola la Strada (ambedue in provincia di Caserta)

I documenti storici

La città ci è nota perché venne menzionata dai cronisti romani durante le guerre sannitiche.

Strabone difatti nomina due volte Calatia (libri V e VI), ponendola sempre sulla Via Appia assieme a Caudium, Capua (odierna Santa Maria Capua Vetere), Casilinum (la Capua moderna) e Benevento.

Allo stesso modo, Appiano Alessandrino III (II secolo d.C.) pone Capua tra i due centri di Calatia e Casilino.

Tito Livio, poi, nomina Calatia per la prima volta a proposito della seconda guerra sannitica (327-321, 316-304).

Storia

Calatia sorse probabilmente nell'Età del ferro, come lasciano supporre gli scavi archeologici, e doveva essere un semplice luogo fortificato protetto da palizzata e fossato con capanne molto semplici che dovevano sorgere su un tracciato di una via di comunicazione già praticata prima della costruzione della via Appia.

L'etimologia cal, infatti, lascia supporre proprio un luogo fortificato, mentre resti delle necropoli, che risalgono all'VIII secolo a.C., mostrano che vi doveva essere un potere centrale probabilmente tenuto da un capo del villaggio. Le tombe sono a fossa, ricoperte di ciottoli e il cadavere quasi sempre supino.

L'esistenza di una via di comunicazione è suggerita proprio dall'archeologia e dal rinvenimento di vasi e testimonianze etrusche. Il che lascia credere che il villaggio progredisse economicamente e avesse relazioni con l'Etruria ma anche con le colonie greche come quella di Cuma.

Nel V secolo a.C. i Sanniti conquistarono tutta la Campania Felix e si sostituirono agli Etruschi mentre la città continuò la sua ascesa.

Nel 321 a.C. i consoli Spurio Postumio Albino Caudino e Tiberio Veturio Calvino vi tennero gli accampamenti durante la seconda guerra sannitica, ma dovettero poi affrontare la sconfitta delle Forche Caudine. Tuttavia nel 309 a.C. il console Gaio Giunio Bubulco Bruto la conquistò.

La città crebbe di importanza tanto che Aulo Atilio Calatino diventò console dal 258 al 254 a.C. e dittatore nel 254 a.C.

Tuttavia dopo il disastro di Canne nel 215 a.C. si alleò insieme a Capua e Atella con Annibale, che vi pose un presidio.

Nel 211 a.C. alla caduta di Annibale Roma la riconquistò e la punì trasformandola in una "civitas sine suffragio" e la città venne dichiarata "ager publicus". I capi della rivolta vennero esiliati e giustiziati. Da questo momento cominciò il suo declino. Sappiamo che nel 210 a.C., poiché gli abitanti di Nuceria e Acerra, si lamentavano di non sapere dove andare a vivere, in quanto Acerra era stata in parte incendiata e Nuceria completamente distrutta, essi furono inviati dal proconsole Fulvio Flacco al Senato di Roma a fare le loro rimostranze. Ai primi, gli Acerrani, venne concesso di ricostruire gli edifici incendiati; ai Nucerini si permise loro di trasferirsi ad Atella, mentre agli Atellani fu imposto di spostarsi a Calatia. …

Numismatica

È un errore diffuso in varie ricostruzioni storiche presenti nei siti istituzionali del Comune di Maddaloni o in altri contesti (sembra tutte riconducibili ad un'unica fonte) far risalire la monetazione di Calatia al V secolo a.C. e che vi fosse produzione anche di monete in oro.

Tale ricostruzione non pare poggiare su alcuna fonte, quindi da ritenersi inattendibile rispetto a quelli che sono gli studi numismatici sulla monetazione calatina. Basta consultare uno qualsiasi tra i testi di numismatica antica che trattano appunto l'argomento della monetazione di Calatia (il Rutter, Sambon, etc. e più recentemente Renata Cantilena e Alberto Campana), per constatare che Calatia batté propria moneta nel periodo di Annibale, e quindi 216-211 a.C., non prima e mai più successivamente.

Inoltre è conosciuta solo monetazione in bronzo. Non vi è alcun riscontro storico o letterario che Calatia avesse battuto monete in oro. Tra l'altro Calatia non aveva neanche una zecca, ma le sue monete venivano coniate presumibilmente in una zecca comune a tutte le città insorte che, alla luce delle ultime acquisizioni, si tende ad escludere fosse localizzata a Capua.

I tipi di monete di Calatia conosciute, tutti databili tra il 216 e il 211 a.C. sono i seguenti:

Quatrunx: AE 19.38-23.27 g. Recto: testa di Giove / Verso: quadriga condotta dalla Vittoria, Giove che scaglia un fulmine

Biunx: AE 12.30-13.65 g. Recto: testa di Giove / Verso: quadriga con giove che scaglia un fulmine

Resti archeologici

Le dimensioni della città dovevano essere di circa 16 ettari, quindi non di grandi dimensioni, ed infatti gli stessi antichi la definirono parvis Calatia muris ("Calatia dalle piccole mura").

La città sorgeva sull'attuale strada che collega San Nicola la Strada a Maddaloni, che riprende il tracciato della Via Appia antica. Ci si accorge, ad un certo punto, che la strada curva bruscamente lì dove ci sono i frammenti di mura detti il torrione, ai confini col comune di San Nicola la Strada. La strada corre poi diritta per circa 500 metri e quindi ricurva di nuovo bruscamente all'altezza di una cappellina denominata "Villa Galazia", diventando un rettilineo che va diritto fino a Maddaloni.

Nel sito archeologico della città di Calatia si conservano pochi resti e per la maggior parte sotto il piano di calpestio: si tratta di alcune fondamenta di case e alcune pavimentazioni di cortili e abitazioni, per la maggior parte costituite di lastre di pietre e argilla battuta, nonché un tratto di mura lungo circa 34 metri che un tempo cingeva tutta la città.

I resti di mura sono ciò che rimane dell'antica cinta muraria posta a nord-ovest verso Capua su quello che doveva essere il decumanus maximus.

Le mura hanno una parte di età sannitica formata da grossi blocchi di pietra tufacea in opera quadrata e una parte di età sillana in opus quasi reticulatum all'esterno e opera incerta all'interno.

Due necropoli dell'VIII secolo a.C. erano situate lungo la via di comunicazione ovest-est, che divenne poi la Via Appia. Le necropoli inquadrano il centro antico della città, la prima è sita a sud ovest, mentre l'altra a nord est. Entrambe le necropoli denotano un'occupazione fino all’età tardoantica, anche se le sepolture datanti dell'età arcaica e classica sono rare. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Calatia».

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Domande frequenti

Dove si trova Calatia?

Calatia si trova nel comune di Maddaloni, in provincia di Caserta (Campania). Coordinate: 41.04389, 14.36250.

Cosa vedere vicino a Calatia?

Nei dintorni si trovano: Museo delle cere (a 1,9 km), Museo civico di Maddaloni (a 2,3 km), Complesso di Santa Maria de' Commendatis (a 2,4 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 7 foto
  1. Maddaloni, Museo Civico, gioielli in bronzo da Calatia — Michelangelo2004, CC BY-SA 4.0
  2. Maddaloni, Museo Civico, ricostruzione di una tomba femminile da Calatia — Michelangelo2004, CC BY-SA 4.0
  3. Un segmento delle antiche mura di Calatia nei pressi della Appia Antica — Vincenzo.romano, CC BY-SA 4.0
  4. Il cosiddetto "Torrione" sulla via Appia fra Maddaloni e San Nicola la Strada — Vincenzo.romano, CC BY-SA 4.0
  5. Maddaloni, Museo Civico, anfore vinarie romane — Michelangelo2004, CC BY-SA 4.0
  6. Maddaloni, Museo Civico, lekane campano (8° - 7° secolo a. C.) — Michelangelo2004, CC BY-SA 4.0
  7. Maddaloni, Museo Civico, sala archeologica — Michelangelo2004, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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