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Foto: Fiat 500e, CC BY 4.0 · Wikimedia Commons
Museo, 1056
Basilica di Santa Maria Assunta
Edificio religioso di San Gimignano
San Gimignano (SI), Toscana
- Nel Centro storico di San Gimignano, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Medioevo, 1056
- Stile
- Architettura romanica
- Tutela
- Parte di un patrimonio mondiale dell'umanità
- Coordinate
- 43°28′04″ N, 11°02′34″ E
- Indirizzo
- Piazza Duomo
Storia e descrizione
La basilica collegiata di Santa Maria Assunta, conosciuta anche come il duomo di San Gimignano è il principale luogo di culto cattolico di San Gimignano, sede dell'omonima parrocchia affidata al clero dell'arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino.
Situata in piazza del Duomo è alla sommità di un'ampia scalinata dalla quale domina il lato occidentale della piazza. Eretta forse nel 1056 e sicuramente consacrata nel 1148 venne prima ristrutturata nel 1239 e poi ingrandita nel 1460 su progetto di Giuliano da Maiano.
La spoglia facciata è il frutto della sistemazione duecentesca per poi essere più volte trasformata nel corso dei secoli con l'apertura delle due porte laterali e delle finestre circolari. L'interno a tre navate divise da colonne richiama lo stile delle pievi casentinesi; le navate furono coperte da volte nel XIV secolo, nel XV secolo Giuliano da Maiano progettò l'allungamento della crociera e del presbiterio e costruì le cappelle della Concezione e di Santa Fina. Tutte le pareti e le volte sono ricoperte di affreschi realizzati da vari artisti e principalmente da Lippo Memmi e da Bartolo di Fredi.
Storia
Nel 949 risulta esistente una plebe ecclesiae Sancti Johanni ma non è certo che corrisponda all'attuale ubicazione dell'edificio, visto che al di fuori delle mura di San Gimignano e più precisamente nei pressi delle fonti di Pietratonda, nel XIII secolo risulta un'indicazione toponomastica come Pieve Vecchia.
La plebe S.Johannis qui sito burgo S. Jeminiani faceva parte della diocesi di Volterra che ne controllava direttamente anche il territorio. Verso la metà dell'XI secolo il territorio della pieve venne occupato dai Conti Cadolingi, i quali il 1º dicembre 1059 ne restituirono metà al vescovo volterrano. Nel 1056 papa Vittore II elevò la pieve di San Giovanni a San Gimignano al titolo di Propositura; le prime notizie del capitolo di canonici risalgono però solo all'11 settembre 1118 quando alla chiesa vennero donate delle case poste nel castello della Pietra.
Nel corso della prima metà del XII secolo l'importanza del castello di San Gimignano crebbe costantemente e di conseguenza anche l'importanza della sua chiesa principale. La pieve venne trasferita all'interno del borgo e ricostruita e alla data 21 novembre 1148 venne consacrata e intitolata a San Geminiano alla presenza di papa Eugenio III e di 14 prelati, tale avvenimento è ricordato in una lapide murata in facciata. Nella seconda metà dello stesso secolo l'autorità e la potenza di San Gimignano crebbero ancora e la cittadina riuscì a conquistare l'autonomia comunale affrancandosi dal suo antico signore, il vescovo di Volterra. La nuova autonomia comunale venne subito riconosciuta dal papa Alessandro II che in data 29 dicembre 1171 e 23 aprile 1179 inviò due bolle al castrum S. Geminiani cum suis pertinentiis et plebe, et parochialisbus ecclesiis. Nello stesso periodo il proposto disponeva, all'interno del piviere, di un territorio del quale era signore assoluto; la disponibilità di un vero e proprio feudo del proposto all'interno del territorio del piviere venne concessa dal vescovo di Volterra Pietro già alla fine dell'XI secolo e tale privilegio venne confermato il 29 gennaio 1182 da papa Lucio III. …
Esterno
La facciata che domina la piazza è di epoca romanica, risalente alla sistemazione duecentesca. La facciata a salienti sorge al posto della primitiva abside appartenente all'edificio del 1148; è preceduta da una scalinata ed è aperta da un doppio portale con arco e lunetta monolitica a tutto sesto e con la ghiera decorata a cordone, interessante è la presenza, nell'archivolto, di conci di gabbro, caso estremamente raro da trovarsi. Tutto il paramento della facciata è in travertino e poco sotto il rosone centrale è aperto da una feritoia obliterata, generalmente riconosciuta come unico elemento rimasto dell'antica abside, anche se non mancano voci discordi. La facciata è il frutto del cambio di orientamento della chiesa, avvenuto nella seconda metà del XII secolo; è facilmente notabile come tale intervento sia posteriore alla fase primitiva dell'edificio come si può vedere nel raccordo con i fianchi della chiesa ma precedente al rialzamento in cotto della navata centrale e perciò non è possibile datare al 1239 la realizzazione della facciata.
Nel 1239 Matteo Brunisemd lavorò alla facciata ma il suo intervento si dovrebbe limitare alla realizzazione del grande occhio in pietra sagomata posto al centro che venne inserito in precedenti strutture. La cornice dell'occhio è decorata con un motivo a foglie arrotondate e nervate e presenta una singolare somiglianza con un edificio civile situato in via San Matteo nella stessa San Gimignano, il quale presenta una identica decorazione scolpita e una trifora secondo il modello della architettura lucchese del XIII secolo. A questa datazione potrebbero corrispondere anche i due alloggiamenti per i bacini ceramici posti ai lati dell'occhio, visto che in Val d'Elsa la moda di arricchire le facciate degli edifici sacri con piatti in ceramica di produzione araba scoppiò nel XIII secolo e sono ancora visibili nelle facciate del duomo di San Miniato, nella chiesa di Marcignana, nella pieve di Castelfiorentino ecc. ecc.
La facciata venne rialzata con l'uso del laterizio e vi vennero aperte anche altri due occhi posti ai lati dell'occhio centrale e quasi in linea con i portali di accesso. …
Interno
L'interno è a tre navate, scandite da colonne che ricordano le pievi del Casentino, con volte a vela affrescate e con intonaco dipinto alle pareti. La chiesa è decorata da importanti cicli pittorici che coprono tutte le pareti, uno ciclo risalente a più secoli ma molto raro nella sua completezza.
Le navate sono scandite da una serie di archi che formano le sette campate e sono sorrette da colonne in pietra sovrastate da capitelli romanici. Le colonne sono realizzate con rocchi di travertino, presentano basi di stile pisano (due tori separati da una scozia) e terminano con un collarino. I capitelli sono coronati o da pulvini modanati o da semplici abachi e, alcuni presentano una forma ungulata con una decorazione simile a quella riscontrabile sui capitelli della pieve di Céllole mentre altri presentano un'evoluzione del capitello ungulato e sono decorati con un motivo a fogliami con festoni e vortici, rosette sovrapposte e teste umane; presentano una fortissima somiglianza con quelli realizzati da Johannes Bundi, artista volterrano autore dei capitelli della Pieve di Santa Maria a Chianni tra la fine del XII secolo e i primi del XII. Se la datazione è corretta i capitelli sono stati realizzati in un secondo tempo rispetto ai fusti delle colonne, soprattutto se confrontati con quelli visibili nella pieve di Montignoso e quelli, dalle forme più arcaiche presenti nella pieve di Mensano e nella pieve di Casole d'Elsa.
In occasione dei restauri del 1951 vennero rinvenute le fondamenta della primitiva facciata e delle absidi minori (diametro 4 metri) e anche i basamenti modanati dei contrafforti della controfacciata. Grazie a queste scoperte è stato possibile ricostruire l'originale orientamento e l'impianto spaziale della chiesa. La chiesa originaria aveva tre absidi ed era divisa internamente in tre navate di sei campate da cinque coppie di colonne secondo un modello tipico della Val d'Elsa e riscontrabile anche nelle pievi di Céllole, Santa Maria a Chianni, Pietro e Paolo a Coiano, pieve di Mensano e altre nel territorio volterrano.
Durante i lavori si notò che: La differente posizione altimetrica dei basamenti suddetti, rispetto a quelli delle colonne, stanno ad indicare la precedente epoca di costruzione dei primi rispetto ai secondi …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Basilica di Santa Maria Assunta».
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Domande frequenti
Dove si trova Basilica di Santa Maria Assunta?
Basilica di Santa Maria Assunta si trova nel comune di San Gimignano, in provincia di Siena (Toscana), all'indirizzo Piazza Duomo. Coordinate: 43.46782, 11.04277.
A quando risale Basilica di Santa Maria Assunta?
La datazione indicata da Wikidata è: 1056.
Cosa vedere vicino a Basilica di Santa Maria Assunta?
Nei dintorni si trovano: Torre Grossa (a 0 m), Palazzo Comunale (a 0 m), Museo d'arte sacra di San Gimignano (a 0 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Duomo (San Gimignano) — Fiat 500e, CC BY 4.0
- Giovanni di Cecco, Battesimo di Cristo, San Gimignano - Basilica di Santa Maria Assunta, Loggia del Battistero, fonte battesimale - 2023-09-13 12-00-16 001 — Nicola Quirico, CC BY-SA 4.0
- San Gimignano - Basilica di Santa Maria Assunta - 2023-09-13 00-32-44 001 — Aniello Bizzoco, CC BY-SA 4.0
- San Gimignano - Basilica di Santa Maria Assunta - 2023-09-26 19-06-50 001 — Albarubescens, CC BY-SA 4.0
- San Gimignano - Basilica di Santa Maria Assunta - crocifisso — Monica Rondoni, CC BY-SA 4.0
- 2016 Duomo (San Gimignano) 01 — Jordiferrer, CC BY-SA 4.0
- A church IMG 4816 — Deror avi, CC BY-SA 3.0
- Duomo (San Gimignano)-Exterior — Yair-haklai, CC BY-SA 4.0
- Duomo di San Gimignano — Julian Lupyan, CC0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze