- UNESCO
- Gratis 1ª domenica
Foto: Daderot, CC0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Area sacra di Sant’Omobono
Area archeologica di Roma
- Nel Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le Mura, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 41°53′26″ N, 12°28′53″ E
Storia e descrizione
L'area di Sant'Omobono è una area archeologica di Roma, scoperta nel 1937 nei pressi della chiesa di Sant'Omobono, ai piedi del Campidoglio, la cui esplorazione ha restituito documenti di importanza eccezionale per la comprensione della storia di Roma arcaica e repubblicana. Vi sono compresi due templi: il tempio di Fortuna e il tempio di Mater Matuta.
Descrizione
Il Vicus Iugarius congiungeva anticamente il Foro con il porto fluviale sul Tevere, al confine tra Foro Olitorio e Foro Boario. Nel secondo quarto del VI secolo a.C. sorsero sull'area già occupata da capanne protostoriche, due templi arcaici gemelli, dei quali solo uno è stato possibile scavare, dato che il secondo si trova sotto la chiesa. Dalle fonti sono stati indicati come i templi della Fortuna e della Mater Matuta. Sorgevano su un pavimento battuto ed erano preceduti da un altare. Il podio presentava sagome a "cuscino", e la cella era grande e unica con quattro colonne in antis ciascuno. Le fonti collegano almeno il tempio della Fortuna a Servio Tullio, che intendeva celebrare con questo edificio la sua divinità protettrice, alla quale dedicò ben 26 templi a Roma, ciascuno con un'epiclesi diversa.
Significativa fu la scelta del luogo: accanto al porto a voler sottolineare la crescente importanza commerciale di Roma. Anche la Mater Matuta era una divinità legata alla navigazione (la "stella mattutina" che salvava dai naufragi e indicava la rotta, simile alla greca Inò), quindi popolare tra i marinari e mercanti stranieri che dovevano frequentare il porto. Gli scambi, che avvenivano tra romani, greci, etruschi, fenici e cartaginesi, erano quindi protetti dalle due divinità, in una sorta di santuario internazionale, come ne esistevano anche a Pirgi, a Locri o a Samo, con divinità sostanzialmente uguali ma con nomi differenti. Nei templi si praticava la prostituzione sacra, che serviva anche per una circolazione forzata della moneta.
Della fase originaria sono state trovate numerose terrecotte architettoniche di "prima fase" (570 a.C. circa), tutte di qualità altissima, tra le quali delle punte ricurve, posizionate sul tetto, e dei frammenti di due animali ferini accucciati sulle zampe posteriori, alzati sulle zampe anteriori e voltati di faccia, che dovevano rappresentare delle pantere (sono state trovate tracce di macchie); il tutto era colorato con le tinte disponibili: bruno, azzurro, rosso, bianco e nero. Inoltre sono stati ritrovati i frammenti di due statue in terracotta, una raffigurante Ercole (con la pelle leonina legata sul busto) e una figura femminile con elmo dotato di paraguance e cimiero alto, forse Minerva o la Fortuna armata. …
I reperti
Gli scavi in profondità, tuttavia limitati ad un settore ristretto dell'area, hanno permesso di ricostruire la storia del monumento e le sue diverse fasi:
Fase I
Gli scavi del 1936 hanno riportato alla luce diversi materiali ceramici datati alla media età del bronzo, circa XVI secolo a.C., che sono stati attribuiti alla facies appenninica.
Fase II
Esistenza di un culto con un'ara, ma senza edificio templare, e di una capanna databile all'VIII secolo a.C.
Nel livello archeologico corrispondente alla prima fase è stata ritrovata un'iscrizione etrusca arcaica risalente alla fine del VII e la metà del VI secolo a.C.; tra le più antiche testimonianze di una presenza etrusca certa nell'area di Roma.
Fase III
Costruzione del primo tempio arcaico, quello dedicato a Mater Matuta, attribuito al re Servio Tullio (579-534 a.C.).
Fase IV
Totale rifacimento del tempio, forse in seguito ad un incendio, con ampliamento del podio, sostituzione delle terrecotte architettoniche ed edificazione, sempre ad opera di Servio Tullio, del tempio dedicato alla dea Fortuna. Alla fine del VI secolo a.C. l'area viene distrutta e abbandonata; è estremamente significativa la coincidenza temporale tra la fine della monarchia (circa 510 a.C.), con la cacciata del re etrusco Tarquinio, e la distruzione dei templi di origine etrusca in ques'area, a riprova di un brusco e violento cambiamento politico ed istituzionale.
Fase V …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Area sacra di Sant’Omobono».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri siti archeologici nel Lazio
- Gratis 1ª domenica
- Gratis 1ª domenica
- UNESCO
Domande frequenti
Dove si trova Area sacra di Sant’Omobono?
Area sacra di Sant’Omobono si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.89062, 12.48126.
Cosa vedere vicino a Area sacra di Sant’Omobono?
Nei dintorni si trovano: Palazzo dell'Anagrafe (a 100 m), Museo della confraternita di sant'Eligio dei Ferrari (a 100 m), Tempio di Fides (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Sant'Omobono Area - Rome, Italy - DSC00578 — Daderot, CC0
- 2016 Sacred area of Sant'Omobono 01 — Jordiferrer, CC BY-SA 4.0
- Rom - Area sacra di Sant'Omobono - panoramio — Edgar El, CC BY 3.0
- Sacred Area of Sant'Omobono 聖奧莫博諾教堂 - panoramio - lienyuan lee — lienyuan lee, CC BY 3.0
- Sacred Area of Sant'Omobono 聖奧莫博諾教堂 - panoramio — lienyuan lee, CC BY 3.0
- Area di sant'omobono 00 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Area Sacra Omobono - panoramio — Michael aus Halle, CC BY-SA 3.0
- Ripa - area sacra di s Omobono - abside e dislivello 00917 — Lalupa, CC BY-SA 4.0
- Ripa - area sacra di s Omobono 00915-6 — Lalupa, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze