- UNESCO
- Gratis 1ª domenica
Foto: Mongolo1984, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero, XVI secolo
Abbazia di Sant'Andrea
Chiesa a Dovadola (FC)
Dovadola (FC), Emilia-Romagna
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Rinascimento, XVI secolo
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 44°07′09″ N, 11°52′58″ E
- Indirizzo
- via Guerra ‒ Dovadola (FC)
Storia e descrizione
L'abbazia di Sant'Andrea, nota anche come Badia di Sant'Andrea o Chiesa di Sant'Andrea in Badia è la chiesa parrocchiale di Dovadola. Il nome si riferisce al fatto che un tempo era la chiesa di un monastero non più esistente. La dedica è a Sant'Andrea, patrono di Dovadola. Al suo interno si trova il sepolcro della beata Benedetta Bianchi Porro.
Storia
La prima notizia riguardante il luogo di culto risale al 1116, quando il conte Guido di Dovadola e la moglie Imilia donano i diritti sulla Badia a Teodorico, abate di San Benedetto in Alpe. Il monastero, sorto fuori dal centro abitato di Dovadola, sorgeva sul fiume Montone ed era amministrato dai Cluniacensi, che lo avevano fondato verso il Mille ed era poi passato ai Cistercensi, che nella zona avevano anche un eremo a San Donnino.
Nel 1290-92 il complesso appartiene alla diocesi di Forlì a quanto risulta dalle Rationes Decimarum, dove si nomina un abate di nome Donado.
La chiesa dal XV secolo viene poi data in commenda più volte, in particolare Paolo V la concede ai principi Borghese di Roma, tanto che poi il monastero che si trovava sulla destra rispetto alla chiesa, si trasforma gradatamente in villa padronale con ampio parco intorno. Dai Borghese passa nel Settecento alla famiglia dei Tassinari, detti Tassinari della Badia, che poi confluiscono nei Blanc Tassinari.
La chiesa presenta forme particolari, che vengono elaborandosi nel tempo, con elementi romanici a cui si sovrappongono forme e decorazioni rinascimentali.
Nel XVIII secolo la badia viene trasformata in parrocchia.
Nel 1969 viene traslata all'interno della chiesa la salma di Benedetta Bianchi Porro, morta nel 1964 e precedentemente sepolta nel cimitero di Dovadola. Alla giovane viene dedicata una monumento funebre che diviene meta di pellegrinaggi.
Nel 1983-84 la chiesa viene sottoposta a un generale intervento di restauro, nel corso del quale vengono recuperati gli affreschi interni.
Descrizione
La facciata si presenta con una struttura a salienti dove quattro contrafforti aggettanti in pietra identificano tre zone intonacate di bianco dove si aprono due finestre circolari e due quadrangolari (simmetricamente nelle due parti laterali) e un portale, sormontato da un timpano e da una grande finestra semicircolare (nello spazio centrale). Il portale e le finestre più piccole sono contornate in pietra arenaria. Vicino al portale si trova un'epigrafe in pietra del 1690 che ricorda la commenda data alla famiglia Tassinari. Sopra il portale sono scolpiti due stemmi con leone rampante e l'iscrizione LAVR.BART.HC.FAC.C. del XV secolo e probabilmente riferita a Lorenzo Bartolini appartenente alla famiglia fiorentina dei Bartolini Salimbeni.
A destra della chiesa si estende l'ex complesso monastico divenuta dimora della famiglia Tassinari e dunque palazzo nobiliare, con annesso grande giardino. A sinistra, contigua con la chiesa si estende la canonica la cui struttura dà un senso di asimmetria alla facciata, risultandone una sorta di prosecuzione. Globalmente le forme, pur partendo da una base romanica, richiamano strutture rinascimentali per la bicromia usata per profilare gli elementi architettonici, per l'uso sapiente di forme classiche e per il sostanziale equilibrio degli ambienti (escludendo l'aggiunta sopra detta della canonica).
Innestato nella canonica e dunque sul lato sinistro della chiesa si trova il campanile romanico. Di forme solide e squadrate, è realizzato in pietra a vista. La cella campanaria presenta quattro aperture monofore sotto cui si notano le tracce di altrettante aperture poi murate.
L'interno si presenta con una struttura irregolare con navata centrale e due navatelle separate da un sistema di archi sorretti da pilastri a sezione quadrata in parte intonacati e con base in pietra a vista. La copertura è a volte a padiglione e a crociera. …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia di Sant'Andrea».
Linea del tempo
- XVI secoloCostruzione
Eventi e persone da Wikidata (CC0).
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri abbazie e monasteri in Emilia-Romagna
- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Abbazia di Sant'Andrea?
Abbazia di Sant'Andrea si trova nel comune di Dovadola, in provincia di Forlì-Cesena (Emilia-Romagna), all'indirizzo via Guerra ‒ Dovadola (FC). Coordinate: 44.11906, 11.88267.
A quando risale Abbazia di Sant'Andrea?
La datazione indicata da Wikidata è: XVI secolo.
Cosa vedere vicino a Abbazia di Sant'Andrea?
Nei dintorni si trovano: Rocca di Dovadola (a 600 m), Castello di Rocca San Casciano (a 7,4 km), Rocca di Castrocaro (a 7,6 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 6 foto
- Chiesa di Sant'Andrea (Dovadola), esterno 01 — Mongolo1984, CC BY-SA 4.0
- Abbazia di Sant'Andrea a Dovadola (campanile) — Gloriascaioli, CC BY-SA 4.0
- Abbazia di Sant'Andrea a Dovadola (facciata) — Gloriascaioli, CC BY-SA 4.0
- Campanile della chiesa di Sant'Andrea (Dovadola) 01 — Mongolo1984, CC BY-SA 4.0
- Chiesa di Sant'Andrea (Dovadola), esterno 02 — Mongolo1984, CC BY-SA 4.0
- Epigrafe, 1690, Chiesa di Sant'Andrea (Dovadola) — Mongolo1984, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze