Foto: Franco56, Public domain · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, VIII secolo
- Stile
- Architettura romanica
- Dedicato a
- Pietro
- Superficie
- 300 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°10′47″ N, 7°00′30″ E
- Indirizzo
- Borgata San Pietro, 4
Storia e descrizione
L'abbazia dei Santi Pietro e Andrea, meglio nota come abbazia di (o della) Novalesa, è un'antica abbazia benedettina fondata nell'VIII secolo e situata nel comune di Novalesa, in valle di Susa.
Dal 1972 il complesso abbaziale è di proprietà pubblica, essendo stato acquistato ormai fatiscente dall'allora Provincia di Torino, che lo ha riaffidato ai monaci benedettini. La convenzione con la Congregazione Benedettina Sublacense ha consentito di valorizzare l'importanza storica ed artistica del monumento e di diffondere la conoscenza dell'antichissima tradizione spirituale, culturale e sociale dell'abbazia benedettina.
Una delle cappelle del complesso ospita due importanti cicli di affreschi dell'XI secolo, dedicati, uno al titolare Sant'Eldrado e l'altro, fra i primi conosciuti in Occidente, a San Nicola di Bari.
Storia
La storia dell'abbazia di Novalesa ha inizio il 30 gennaio 726, per mezzo dell'atto di fondazione dovuto all'allora signore franco di Susa e Moriana, Abbone, a controllo del valico del Moncenisio.
In questo periodo i monasteri avevano infatti una precisa valenza strategica e i Franchi in particolare non solo li considerarono loro sfera di influenza, ma li utilizzarono come basi di partenza per le loro incursioni contro le popolazioni nemiche.
Secondo lo studioso Laurent Ripart, se altri importanti monasteri erano stati costruiti nelle Alpi lungo gli itinerari di attraversamento, per lo più in posizione agevole presso gli sbocchi vallivi, invece la Novalesa ebbe un carattere pionieristico, essendo il primo del genere a venire fondato internamente nelle Alpi, al limite dell'area di popolamento umano e con un territorio di riferimento esclusivamente alpino.
L'atto di fondazione dell'Abbazia, del 726 e probabilmente già trasferito nel X secolo in seguito all'abbandono temporaneo dell'abbazia, è il documento più antico dell'Archivio di Stato di Torino, ed è stato seguito dal Testamento di Abbone conservato in copia a Grenoble.
Molto importante è anche il Chronicon Novalicense, manoscritto dell'XI secolo che riporta insieme notizie vere e leggendarie con una finalità politica di consolidamento del prestigio dell'Abbazia dopo l'abbandono del X secolo e il ritorno nell'XI. Emerge dal testo una disputa mai enunciata ma evidente con la nascente fondazione arduinica dell'Abbazia di San Giusto nella vicina città di Susa, per il controllo del territorio della media Valle di Susa.
In seguito alla soppressione del 1851, la biblioteca e i manoscritti furono trasferiti. In particolare i documenti più antichi confluirono nell'archivio di Stato di Torino, andando a costituire un corpus molto importante.
Il primo abate del monastero, san Godone, fu nominato dallo stesso fondatore.
L'abbazia ottenne dai sovrani franchi Pipino il Breve e Carlo Magno numerosi privilegi, tra cui quello della libera elezione dell'abate e del pieno possesso dei beni di fronte ad ogni autorità laica ed ecclesiastica.
Il monastero estendeva i suoi domini anche nel basso Piemonte fino all'entroterra ligure di ponente. …
Descrizione
L'abbazia di Novalesa è divisa in edificio monastico e chiesa abbaziale.
L'abbazia vera e propria, che conserva ancora tracce dei precedenti edifici, si sviluppa alla destra della chiesa e vi si accede tramite un portale che immette in un primo cortile, con portico a tre campate con volta a crociera sormontato da un loggiato. Tutto l'edificio monastico si sviluppa attorno ad un cortile centrale che ospita, al suo interno, le due ali superstiti del chiostro cinquecentesco, una con cinque ed una con sette archi a tutto sesto sorretti da tozze colonne cilindriche in mattoni prive di capitello. All'incrocio fra le due ali del chiostro, si eleva il campanile, costruito tra il 1725 e il 1730, la cui sommità raggiunge l'altezza di 22,50 metri.
La chiesa abbaziale, dedicata ai santi apostoli Pietro ed Andrea, è stata costruita nel XVIII secolo al posto di una preesistente chiesa romanica dell'XI secolo, della quale rimangono alcuni affreschi tra cui la Lapidazione di Santo Stefano, mentre del periodo tardogotico rimangono alcuni affreschi con Santi benedettini e Profeti attribuiti ad Antoine de Lonhy. La chiesa attuale è in stile barocco ed è a navata unica con volta a botte lunettata e due cappelle per lato; la lunga navata è per metà adibita a presbiterio, con il moderno altare maggiore marmoreo sormontato da un crocifisso ligneo ed il coro dei monaci, e termina con un'abside semicircolare.
In seguito alla soppressione ottocentesca gli arredi sacri subirono vicende diverse: i reliquiari come la grande Cassa reliquiario di S. Eldrado e altri oggetti di oreficeria e arte sacra vennero trasferiti presso la parrocchiale ove sono attualmente visitabili tramite il Museo diocesano d'arte sacra. La cassa reliquiario risale al XII secolo e presenta similitudini con analoghe casse presenti nell'Abbazia territoriale di San Maurizio d'Agauno, nel Vallese, in Svizzera. Il grande coro ligneo venne venduto alla parrocchia di Bardonecchia e oggi è collocato con adattamenti presso la Parrocchiale di S. Ippolito. …
Letteratura
Nel romanzo di Umberto Eco, Il nome della rosa, l'abbazia di Novalesa è citata in quanto dotata di una ricchissima biblioteca.
Il romanzo di Claudio Bollentini, La Novalesa - Nihil sub sole novum, è una riscrittura del Chronicon Novaliciense. Il Chronicon è una fonte storica, di origine medievale: una "Cronaca" scritta nell'XI° secolo e che ricostruisce la storia dei primi secoli di vita della abbazia benedettina dei Santi Pietro e Andrea della Novalesa. Il libro segue la falsariga dell'originale, ma presto ne diventa un'ideale prosecuzione. Tante sono le storie, i miracoli, le visioni, le allegorie e le leggende che si susseguono e che un monaco di fantasia rielabora e colleziona. Tanti i personaggi che animano il racconto, veri e verosimili, alcuni addirittura ispirati a figure recenti della vita del monastero. La narrazione, infine, segue i ritmi di una giornata monastica tipo, scandita dagli uffici divini, dallo studio e dal lavoro.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia di Novalesa».
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Domande frequenti
Dove si trova Abbazia di Novalesa?
Abbazia di Novalesa si trova nel comune di Novalesa, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo Borgata San Pietro, 4. Coordinate: 45.17968, 7.00845.
A quando risale Abbazia di Novalesa?
La datazione indicata da Wikidata è: VIII secolo.
Cosa vedere vicino a Abbazia di Novalesa?
Nei dintorni si trovano: Museo diocesano d'arte sacra di Giaglione (a 4,2 km), Batteria La Court (a 4,9 km), Forte della Brunetta (a 5,4 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Abbazia Novalesa 003 — Franco56, Public domain
- Abbazia di Novalesa (Novalesa) 01 — Mongolo1984, CC BY-SA 4.0
- Abbazia di Novalesa — Cruccone, CC BY 3.0
- Abbazia Novalesa 004 — Franco56, Public domain
- Novalesa - Abbazia di Novalesa - 2023-09-18 20-33-12 001 — Asterix.ga, CC BY-SA 4.0
- Novalesa - Abbazia di Novalesa - 2025-09-29 15-14-42 001 — Federico_Milesi, CC BY-SA 4.0
- Novalesa - Abbazia di Novalesa - 2025-09-29 15-22-30 001 — Federico_Milesi, CC BY-SA 4.0
- Novalesa TO Abbazia — Bunet1981, CC BY-SA 3.0
- Affresco di Novalesa — Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze