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Abbazia / Monastero, XII secolo
Abbazia di Vezzolano
Edificio religioso a Albugnano
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, XII secolo
- Stile
- Architettura romanica
- Superficie
- 1000 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°04′49″ N, 7°57′26″ E
- Indirizzo
- Localita' Vezzolano 34, 14020 Albugnano
Storia e descrizione
L'abbazia di Santa Maria di Vezzolano è un edificio religioso in stile romanico e gotico, tra i più importanti monumenti medievali del Piemonte, situato nel comune di Albugnano in provincia di Asti. L'appellativo "abbazia" è da sempre usato impropriamente anche dagli enti statali preposti alla gestione, in quanto la chiesa non è mai stata tale. Il nome corretto è Canonica di Santa Maria di Vezzolano, come si evince dalla bibliografia allegata.
Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali la gestisce tramite il Polo museale del Piemonte, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei. L'abbazia è inserita nell'Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa Transromanica.
Il toponimo "Vezzolano"
Vi sono diverse ipotesi sull'origine del nome della località, tra le quali l'apparentamento con la gens Vetia o al centro di Vézelay in Francia, in cui già al tempo di Carlo Magno esisteva un'abbazia.Probabilmente è più attendibile l'origine medievale o regionale del toponimo da Vezzola o Vetiola nel significato di "recipiente d'acqua", dato che nelle vicinanze dell'edificio scorre un ruscello. Si può verosimilmente supporre, riprendendo la prima ipotesi, la derivazione dal gentilizio romano "Vettius" e quindi dal diminitivo "Vettiolus" oppure dagli altri gentilizi " Vetuleius" e "Vetulius". La derivazione di toponimi da gentilizi romani è molto frequente in zona (Albugnano, Albuzzano ecc.)
La fondazione
La tradizione fa risalire la fondazione della chiesa a Carlo Magno: secondo una versione ipotetica più diffusa, l'imperatore nell'anno 773 stava cacciando nella selva di Vezzolano, quando improvvisamente gli sarebbero apparsi tre scheletri usciti da una tomba, che gli provocarono un notevole spavento. Sempre secondo la versione, fu aiutato da un eremita ed invitato a pregare Maria Vergine, per cui volle edificare nel luogo dell'apparizione una chiesa abbaziale.
Sebbene una certa storiografia talvolta sostenga che la chiesa di Santa Maria fosse già esistente in epoca longobarda e che poi fosse stata distrutta dai Saraceni, la documentazione in tal senso è lacunosa o inesistente.
Il più antico documento noto risale al 1095; in esso vengono citati due ecclesiastici, Theodulus ed Egidius, che ricevono in dono da alcuni nobili una chiesa dedicata a Santa Maria, più altri beni connessi, con l'impegno di fondare una comunità religiosa. Di questo edificio preesistente all'attuale non rimane traccia.
La costruzione della chiesa così come oggi la vediamo prende avvio nella seconda metà del XII secolo, probabilmente grazie all'impegno di quello stesso Guidone (Vidone) ricordato sul pontile all'interno dell'edificio; all'inizio del XIII secolo la chiesa era ultimata, mentre il resto del complesso, chiostro e sala capitolare compresi, verrà completato nei secoli seguenti.
Stilisticamente, l'insieme si colloca tra il romanico e il gotico. La pietra arenaria e il mattone caratterizzano lo stile architettonico dell'abbazia, fondato sulla bicromia a fasce alternate, comune ad altre scuole architettoniche italiane, in particolare quella ligure e toscana.
L'"abbazia" venne abitata da religiosi fino agli inizi del XIX secolo quando, durante la dominazione napoleonica, l'istituzione ecclesiastica venne soppressa.
Il campanile e le absidi
Il campanile si trova in capo alla navata sinistra della chiesa; di impianto romanico, è stato ricostruito nella parte sommitale. L'absidiola che vi si appoggia è stata ricostruita nel XX secolo seguendo le tracce di quella originale, così come è avvenuto per l'absidiola in capo alla sala capitolare. L'abside maggiore è invece ancora quella risalente alla seconda metà del XII secolo.
L'interno
L'interno è di forme romanico-gotiche con influssi francesi e lombardi. Attualmente è composto da due navate, centrale e sinistra, quella destra è stata incamerata nel chiostro nella seconda metà del XIII secolo. Le volte sono ad archi acuti costolonati.
La navata centrale è divisa trasversalmente da un pontile (o jubé) finemente decorato, un modello architettonico oggi raro in Italia ma ancora abbastanza frequente nelle chiese d'oltralpe. La struttura, in arenaria, è di scuola borgognona; la lunga iscrizione chiarisce, tra l'altro, che l'opera è stata completata nel 1189. Il pontile poggia su cinque archi a sesto acuto ed è istoriato con due ordini sovrapposti di decorazioni scultoree policrome. In quella superiore, dedicata alla Madonna, si possono osservare tre episodi della Dormitio Virginis: Deposizione, Risveglio e (in centro) Trionfo in Cielo, oltre ai quattro simboli degli Evangelisti. Nella parte inferiore è rappresentata la serie dei patriarchi, da Abramo sino a Giuseppe, secondo la genealogia stilata da Matteo; curiosamente: 5 dei 40 patriarchi non si trovano sul pontile ma sono stati dipinti sulle colonne che lo affiancano (tre sulla colonna sinistra, due su quella destra), il che fa supporre che la struttura fosse originariamente più lunga di un paio di metri, forse perché prevista per una diversa collocazione, e poi decurtata nel momento della sua posa attuale.
Nella navata sinistra, proprio a ridosso del pontile, un capitello a bassorilievo raffigura Sansone in lotta col leone; l'eroe biblico è colto nel momento in cui divarica le fauci della fiera.
L'altare maggiore conserva un pregevole trittico in terracotta dipinta risalente alla metà del XV secolo; nell'abside retrostante, sui lati della finestra centrale si possono osservare due bassorilievi in pietra, di notevole fattura (datati alla seconda metà del XII secolo), raffiguranti l'arcangelo Gabriele e la Madonna.
La volta del catino absidale, realizzata in fasce alternate di laterizio e arenaria, crea un effetto ottico coinvolgente e quasi ipnotico, a pari di altre strutture coeve più note, come la cappella di San Galgano a Montesiepi.
In fondo alla navata centrale, sulla destra, si trova il collegamento con il piccolo chiostro, molto grazioso, con portici architettonicamente eterogenei.
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Domande frequenti
Dove si trova Abbazia di Vezzolano?
Abbazia di Vezzolano si trova nel comune di Albugnano, in provincia di Asti (Piemonte), all'indirizzo Localita' Vezzolano 34, 14020 Albugnano. Coordinate: 45.08025, 7.95728.
Si può visitare gratis Abbazia di Vezzolano?
Sì, la prima domenica del mese l'ingresso è gratuito grazie all'iniziativa Domenica al museo.
A quando risale Abbazia di Vezzolano?
La datazione indicata da Wikidata è: XII secolo.
Cosa vedere vicino a Abbazia di Vezzolano?
Nei dintorni si trovano: Castello di Cinzano (a 3,1 km), Castello Costa (a 5,8 km), Cocconato (a 6,6 km).
Fonti e licenze
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Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze