Foto: Federico_Milesi, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero, X secolo
Sacra di San Michele
Antica abbazia collocata all'imbocco della valle di Susa e simbolo del Piemonte
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, X secolo
- Stile
- Architettura romanica
- Dedicato a
- Michele
- Superficie
- 500 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°05′52″ N, 7°20′36″ E
- Indirizzo
- Via Alla Sacra 14, 10057 Sant'Ambrogio di Torino
Storia e descrizione
La Sacra di San Michele, o più propriamente abbazia di San Michele della Chiusa, localmente chiamata anche Sagra di San Michele, è un complesso architettonico arroccato sulla vetta del monte Pirchiriano, all'imbocco della val di Susa, nella Città metropolitana di Torino, in Piemonte, nel territorio del comune di Sant'Ambrogio di Torino, poco sopra la borgata San Pietro.
Collocata su un imponente basamento di 26 metri a 960 metri di altitudine s.l.m, affacciandosi dalla cima del monte Pirchiriano sul confine fra le Alpi Cozie e la Pianura Padana, è il monumento simbolo del Piemonte e una delle più eminenti architetture religiose di questo territorio alpino, appartenente alla diocesi di Susa, prima tappa in territorio italiano della via Francigena.
Dal XII al XV secolo visse il periodo del suo massimo splendore storico, divenendo uno dei principali centri della spiritualità benedettina in Italia. Nel XIX secolo vi fu insediata la congregazione dei padri rosminiani. Nel 2016 il museo del complesso monumentale abbaziale è stato visitato da oltre 100 000 persone.
Storia
Già in epoca romana fu qui presente un presidio militare, di vedetta presso la via Cozia verso le Gallie. A ricordo di questo passaggio, rimane una lapide, in memoria di una delle famiglie romane che vi abitarono nel I secolo, quella di Surio Clemente.
Il castrum romano fu poi utilizzato dai Longobardi, a guardia delle invasioni dei Franchi, nel contesto delle cosiddette chiuse longobarde, delle quali rimangono alcune vestigia nel sottostante paese di Chiusa di San Michele. Il culto micaelico, praticato dai Longobardi, fu ereditato dall'Imperatore Federico I Barbarossa, che lo trasmise al nipote Federico II, che lo estese a sua volta nel Regno e nell'Impero. Diffusosi ampiamente, si ipotizza che il culto di San Michele Arcangelo fosse già presente in Val di Susa, a partire dal VI secolo circa, periodo in cui fu presumibilmente eretta, proprio qui, una chiesetta-cappella dedicata all'Arcangelo.
L'Alto Medioevo infatti, vide la costruzione di numerosi edifici religiosi in Europa dedicati al Santo Arcangelo. La data di costruzione del complesso vero e proprio viene identificata tra il 983-987, anche se altri la identificano tra il 999 e 1002. Le fonti più certe parlano del tempo di san Giovanni Vincenzo, l'arcivescovo di Ravenna ritiratosi a una vita eremitica presso queste zone, quindi tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo. Secondo una leggenda, l’ex arcivescovo ebbe la visione dello stesso Arcangelo Michele, che gli ordinò di erigere un santuario. Gli stessi angeli avrebbero infine consacrato la cappella, che di notte fu vista dalla popolazione come "avvolta" da un grande fuoco.
Le fasi iniziali della costruzione sono scarsamente descritte. I documenti più antichi risalgono a un certo monaco Guglielmo, che visse proprio in quel cenobio e, intorno alla fine dell'XI secolo, scrisse il Chronicon Coenobii Sancti Michaelis de Clusa. Egli citò la data di fondazione addirittura nel 966; tuttavia, lo stesso monaco, in un altro passo della sua opera, affermò che la costruzione ebbe inizio sotto il pontificato di papa Silvestro II (999-1003). …
Epoca recente
Fondamentali furono qui gli interventi architettonici di recupero e i supplementi di elementi neoromanici voluti da Alfredo d'Andrade, eseguiti a cavallo tra il XIX e il XX secolo, come la scalinata e gli archi rampanti sulla parte meridionale. Da allora, la Sacra rimase un luogo quieto, di preghiera e meditazione, con l'eccezione di una parentesi nel maggio 1944, dove fu teatro di una minacciosa perquisizione da parte degli occupanti tedeschi nella seconda guerra mondiale.
Nel 1980, lo scrittore Umberto Eco si ispirò parzialmente a questa suggestiva abbazia benedettina, per ambientare il suo più celebre romanzo, Il nome della rosa. Inizialmente, fu anche proposto di girarvi le scene dell'omonimo film di Jean-Jacques Annaud del 1985, scelta poi scartata dai produttori cinematografici a causa degli elevati costi da sostenere.
Da ricordare, anche il romanzo di Marcello Simoni del 2011, Il mercante di libri maledetti, qui parzialmente ambientato. Altri restauri del complesso furono eseguiti nel corso degli anni 1980 e anni 1990; una particolare importanza rivestì la visita di papa Giovanni Paolo II il 14 luglio 1991, nel corso della sua visita alla diocesi di Susa per la beatificazione del vescovo Edoardo Giuseppe Rosaz. In anni recenti, l'incipiente afflusso di turisti ha reso obbligatorio il senso unico sulla provinciale 188 da Fraz. Mortera di Avigliana verso il Colle Braida per i soli non residenti e durante i giorni festivi.
Nel 2016 viene varato un progetto di ulteriore ristrutturazione e ampliamento di tutto il sito, con miglioramento dei relativi servizi turistici. Il 15 marzo 2017, presso il Circolo dei Lettori di Torino, è stata presentata al pubblico la candidatura dell'abbazia a patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, nel quadro del sito seriale Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale. La sera del 24 gennaio 2018, a causa di un probabile cortocircuito, una parte del tetto del monastero si è incendiata; l'intervento dei vigili del fuoco, durato alcune ore, è riuscito a contenere le fiamme e limitare i danni. Nessuna persona è stata coinvolta o ferita.
Dal 2021, nel mese di settembre, viene installata la Spada di Luce, un raggio luminoso che simboleggia la spada del santo arcangelo, inclinata di un angolo fisso di 47° verso est dove si affaccia il finestrone absidale.
Escursionismo
La Sacra di San Michele è raggiungibile a piedi tramite due percorsi principali: il primo la collega all'abitato di Chiusa di San Michele, l'altro la collega all'abitato di Sant'Ambrogio tramite un'ampia mulattiera con delle stazioni della Via Crucis: in entrambi i casi, il dislivello è di circa 600 m, con partenza delle mulattiere dalle chiese parrocchiali dei due rispettivi paesi.
Esiste, poi, una terza alternativa, sempre escursionistica, ma con dislivello inferiore: il Sentiero dei Principi con partenza dalla borgata Mortera di Avigliana (630 m). Questo itinerario passa in cima alla Punta dell'Ancoccia (896 m), suggestivo balcone sulla Sacra e la Bassa Valle, e poi ridiscende al Colle della Croce Nera (872 m).
Per gli appassionati di ascensioni alpinistiche, il complesso è anche raggiungibile tramite la via ferrata Carlo Giorda che parte da Sant'Ambrogio di Torino ai piedi del monte Pirchiriano.
Dalla Sacra di San Michele incomincia il cosiddetto sentiero dei Franchi, percorso escursionistico che la collega con l'Alta Valle di Susa. Sempre per la Sacra passava, in epoca medievale, un'importante via di pellegrinaggio: la via Francigena, nella sua variante alpina della val di Susa, il cosiddetto Cammino di San Michele, che univa Mont-Saint-Michel, in Francia, al santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, vicino a Foggia.
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Domande frequenti
Dove si trova Sacra di San Michele?
Sacra di San Michele si trova nel comune di Sant'Ambrogio di Torino, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo Via Alla Sacra 14, 10057 Sant'Ambrogio di Torino. Coordinate: 45.09779, 7.34328.
A quando risale Sacra di San Michele?
La datazione indicata da Wikidata è: X secolo.
Cosa vedere vicino a Sacra di San Michele?
Nei dintorni si trovano: Castello abbaziale di Sant'Ambrogio (a 900 m), Palazzo del Feudo di Sant'Ambrogio (a 1,1 km), Chiuse longobarde (a 2,1 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Sant'Ambrogio di Torino - Sacra di San Michele - 2025-09-29 15-35-04 003 — Federico_Milesi, CC BY-SA 4.0
- Antica Ghiacciaia, Sacra di San Michele 01 — Mongolo1984, CC BY-SA 4.0
- Archi rampanti ( dettaglio della Sacra di San Michele ) — Sofia Pan, CC BY-SA 4.0
- Area del monastero nuovo, Sacra di San Michele 01 — Mongolo1984, CC BY-SA 4.0
- Bassa Val di Susa dalla Sacra di San Michele — Fernando.tassone, CC BY-SA 3.0
- Alba a San Michele — Rolandph78, CC BY-SA 4.0
- Arcangelo S. Michele — Oriunma, CC BY-SA 4.0
- Arcangelo San Michele — Luce61, CC BY-SA 4.0
- Archi della Sacra — Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze