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Abbazia / Monastero, VII secolo
Abbazia delle Tre Fontane
Edificio religioso di Roma
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, VII secolo
- Coordinate
- 41°50′04″ N, 12°28′60″ E
Storia e descrizione
L'abbazia delle Tre Fontane è l'unica abbazia trappista di Roma.
Deve il nome alla tradizione che vuole che san Paolo sia stato decapitato in questo luogo e che la sua testa, recisa dal collo, sia rimbalzata tre volte e che, a ogni urto sul terreno, abbia miracolosamente fatto spillare una fonte d'acqua. È monumento nazionale italiano e dà il nome alla zona urbanistica Tre Fontane, in prossimità dell'EUR.
Storia
Il complesso abbaziale è posto in una valletta percorsa dall'antica via Laurentina, in una località detta, almeno dal VI secolo d.C., Aquae Salviae; il toponimo unisce, si pensa, la menzione delle sorgenti della zona al nome della famiglia che possedeva la tenuta in epoca tardo-latina.
A metà del VII secolo, in occasione del sinodo tenuto da Martino I nel 649, è attestata in Roma la presenza di un «venerabile abate Giorgio, del monastero di Cilicia che sorge alle Acque Salvie della nostra città». Il primo stanziamento nel sito fu dunque quello greco-armeno, al quale l'imperatore Eraclio avrebbe inviato in dono, come preziosa reliquia, la testa del martire persiano Anastasio. Appartiene a quest'epoca la fondazione della chiesa dedicata alla Madonna, che diverrà poi Chiesa di Santa Maria Scala Coeli.
Come attesta il Liber Pontificalis, alla fine dell'VIII secolo il monastero e la chiesa andarono a fuoco, e furono da questo stesso papa restaurati e nuovamente dotati, ed anche i papi successivi, tra il IX e il XII secolo mostrarono con donazioni il loro favore per il monastero. La rilevanza dell'istituzione nell'assetto feudale della Chiesa dell'epoca è ulteriormente segnalata dall'attribuzione al monastero di feudi nella Maremma toscana (Ansedonia, Orbetello, il monte Argentario, l'isola del Giglio), attraverso un'apocrifa donazione di Carlo Magno.
Alla fine dell'XI secolo, forse perché il monastero armeno era effettivamente decaduto o perché i cluniacensi stavano diventando il più potente ordine monastico del tempo e il papa aveva bisogno di alleati potenti nella sua lotta contro l'imperatore, o per tutti questi motivi insieme, sta di fatto che Gregorio VII affidò a quest'ordine, attorno al 1080, l'abbazia e i suoi possedimenti.
Pochi decenni dopo tuttavia, nel 1140, il monastero fu tolto da Innocenzo II ai cluniacensi (che avevano assecondato lo scisma di Anacleto II) ed assegnato ai cistercensi.
È a questo periodo che risale la costruzione della chiesa abbaziale e la struttura del monastero come oggi lo conosciamo: in un documento del 1161 vengono menzionate per la prima volta tutte e tre le chiese che ne fanno parte. …
Il monastero fortificato
Come tutti gli analoghi complessi dell'epoca, l'abbazia delle Tre Fontane presenta caratteri di monastero fortificato: lo si vede bene nel portale d'ingresso, che fa pensare a quello dei Santi Quattro Coronati.
Il portale è detto Arco di Carlo Magno perché gli affreschi al suo interno ricordavano la presunta donazione dei possedimenti di Maremma da cui nasceva la ricchezza dell'istituzione: secondo la leggenda, papa Leone III fece portare la reliquia di sant'Anastasio in soccorso di Carlo Magno impegnato a togliere Ansedonia ai Longobardi; le mura crollarono per un terremoto, Carlo Magno vinse la sua guerra, e il monastero fu dotato di ampi possedimenti in Maremma.
Le costruzioni dell'abbazia e il chiostro sono posti sulla sinistra della chiesa. Siccome i monaci vivono in clausura, l'interno è raramente visitabile.
Le tre chiese
La chiesa abbaziale è rimasta praticamente intatta nelle forme in cui fu costruita nel XII secolo.
Il primo dedicatario fu e rimase Sant'Anastasio, militare persiano dell'esercito di Cosroe vissuto nel VII secolo, che aveva subito il martirio nel 624, la cui testa fu la prima importante reliquia pervenuta nel sito, pochi anni dopo il martirio (scomparsa alla fine del XIV secolo e ritrovata a Santa Maria in Trastevere). Lo si ricorda il 22 gennaio, giorno della morte.
Nel 1370 l'abbazia fu arricchita da altre reliquie di san Vincenzo di Saragozza, al quale venne anche dedicata la chiesa.
La mano cistercense - la cui opera sommerse completamente i resti della primitiva costruzione - è riconoscibile nello stile solido, severo e spoglio della chiesa e degli altri edifici conventuali, e nel fatto che tutto sia costruito, all'uso lombardo, in laterizio, quasi senza ricorrere a materiali di spoglio, al contrario dell'uso romano del tempo. Cistercensi e lombarde furono probabilmente, magari provenienti dalla quasi contemporanea abbazia di Chiaravalle, le maestranze che edificarono, introducendo nell'uso edilizio romano le volte a sesto acuto fin allora quasi sconosciute in città.
Sui massicci pilastri laterali, collegati da volte a tutto sesto, poggiava in origine una volta a sesto acuto, rimasta oggi soltanto sulle cappelle laterali, mentre quella della chiesa, rovinata nel tempo, è stata sostituita da capriate di legno a vista.
Le uniche decorazioni consistono in grandi figure degli apostoli rappresentate sui pilastri della navata.
La principale delle tradizioni collegate all'abbazia è quella che indica la valle come luogo della decapitazione di san Paolo, il 29 giugno del 67: la testa, cadendo a terra, avrebbe fatto tre rimbalzi, da ognuno dei quali sarebbe scaturita una fonte. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia delle Tre Fontane».
Linea del tempo
- VII secoloCostruzione
- 1826Dissoluzione o distruzione
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Domande frequenti
Dove si trova Abbazia delle Tre Fontane?
Abbazia delle Tre Fontane si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.83444, 12.48333.
A quando risale Abbazia delle Tre Fontane?
La datazione indicata da Wikidata è: VII secolo.
Cosa vedere vicino a Abbazia delle Tre Fontane?
Nei dintorni si trovano: Museo della civiltà romana (a 600 m), Planetario e museo astronomico (a 600 m), Biblioteca e museo teatrale del Burcardo (a 700 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
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Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze