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Foto: Sconosciuto, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Museo, 1957
Museo nazionale Giuseppe Tucci
Museo italiano a Roma, dal 2016 confluito nel Museo delle civiltà
In breve
- Tipo
- Museo
- Epoca
- Età contemporanea, 1957
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 41°49′58″ N, 12°28′18″ E
- Indirizzo
- piazza Guglielmo Marconi, 14 - Roma
Storia e descrizione
Il Museo d’Arte Orientale "Giuseppe Tucci" è stato un museo statale italiano con sede a Roma, intitolato a Giuseppe Tucci.
Dal settembre 2016 il museo, assieme ad altri quattro istituti, è confluito nel nuovo Museo delle civiltà: le collezioni sono state trasferite nella nuova sede dell'EUR da quella storica di palazzo Brancaccio nel rione Esquilino.
Storia
Il Museo nazionale d’arte orientale fu fondato nel 1957, grazie ad un accordo tra il Ministero della pubblica istruzione e l'Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente, ed è stato aperto al pubblico il 16 giugno 1958.
Allora la sede del museo fu istituita in palazzo Brancaccio a Roma, per dotare «il nostro Paese di un Istituto di cui è privo, pur vantando l’Italia una lunga tradizione di ricerche e di studi orientalistici» (DPR n. 1401/1957).
Ha ospitato all'inizio gli oggetti di proprietà dell'Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente, tra cui quelli provenienti dalle esplorazioni di Giuseppe Tucci in Tibet e Nepal tra il 1928 e il 1954. In seguito ha ricevuto i reperti rinvenuti nel corso degli scavi condotti dall'Istituto Iran, Afghanistan e Pakistan, tra cui si citano la missione a Shahr-i Sokhteh (Iran), a Ghazni (Afghanistan) e nella valle dello Swāt (Pakistan).
Le collezioni, in seguito, furono incrementate attraverso una fiorente politica di acquisti da parte dello Stato italiano, sia attraverso trattative presso gli uffici esportazioni, sia attraverso acquisti sul mercato antiquario.
A queste operazioni, poi, si aggiunge anche una viva politica di scambi, che è stata proficua in modi molteplici e di cui si citano a titolo di esempio i casi della Thailandia e del Pakistan.
Non è poi da dimenticare, data la loro importanza, il cospicuo numero di donazioni che ha contribuito ad arricchire le collezioni del museo, tra le quali si citano, solo per fare qualche esempio tra le innumerevoli:
La collezione di Giovanni Andreino, incentrata sull'arte birmana;
La raccolta di Giacomo Mutti, composta da esemplari provenienti da contesti indiani diversificati;
La collezione di ceramiche coreane appartenenti alle dinastie Joseon e Goryeo (donata dalla Repubblica di Corea nel 1960);
La donazione di oggetti afferenti al mondo cinese (ceduta al museo nel 1970 da Antonia Gisondi e Manlio Flacchi);
La variegata collezione di ceramiche di provenienza iranica, datate tra l'Età del ferro e l'Età imperiale (donata nel 2017 da Pompeo Carotenuto);
Le opere di arte contemporanea coreana (databili tra la fine del XX sec. e gli inizi del XXI sec.), donate a opera degli stessi artisti; …
Collezioni
Gli oggetti conservati sono divisi in undici aree tematiche, che fanno riferimento agli areali geografici e culturali di provenienza: Vicino e Medio Oriente, Archeologia e Arte del Mondo Islamico, Antichità Sudarabiche, India, Gandhara (ovvero, le aree dell'antico Nord-ovest indiano), Tibet e Nepal, Sud-est asiatico, Cina, Corea, Giappone e Vietnam.
Aperti per lavori, esposizione temporanea al Museo delle Civiltà
Delle collezioni del Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci", ora custodite all'EUR nella struttura del Museo delle Civiltà, è attualmente esposta e visibile da parte del pubblico solo una selezione di 650 pezzi in attesa dell'allestimento definitivo all'interno della struttura.
L'allestimento temporaneo è stato realizzato prendendo come punto di riferimento l'area geografica di provenienza degli oggetti esposti, e infatti essa è suddivisa nelle seguenti aree tematiche: Vicino e Medio Oriente; Mondo Islamico; Antichità Sudarabiche; India; Gandhara; Tibet e Nepal; Sud-Est Asiatico; Cina; Corea; Giappone; Vietnam.
In questa sezione sono esposti oggetti che testimoniano la lunga storia del Medio Oriente, con molto spazio dedicato all’area iranica. I reperti provenienti da Shahr-i Sokhta (IV-II millennio a.C.), centro urbano dell'Iran sudorientale e i materiali afferenti alla produzione vascolare dipinta delle culture di Tepe Siyalk (Iran centrale) e di Tepe Giyan (Iran occidentale) sono preziose testimonianze dell'Età del Bronzo. L'Età del ferro (XV-VI secolo a.C.) è illustrata attraverso reperti pertinenti alla produzione vascolare e metallurgica delle civiltà regionali dell'Iran, unitamente all'apporto delle civiltà delle steppe euroasiatiche di cultura nomadica, le quali testimonianze mettono in luce le peculiari innovazioni tecnologiche, tipologiche e formali che hanno caratterizzato l'area in quel periodo storico. Nella sezione è dedicato amplio spazio anche all’arte imperiale di Achemenidi, Parti e Sasanidi (VI secolo a.C.-VII secolo d.C.), la quale riflette la nuova dimensione socio-politica e internazionale dell'Iran.
La sezione in oggetto ospita oggetti che spaziano in un arco temporale che va dall’VIII sec. al XIX sec., tra ceramiche, opere in metallo ed elementi architettonici decorativi in marmo e terracotta. Sono esposti inoltre oggetti provenienti dall’area irachena, dalla Spagna moresca, dall’India, dal Pakistan e dalla Turchia ottomana. Da citare poi l'importante collezione iraniana, all'interno della quale è presente un dipinto a olio e opere in papier mâché (periodo qajar). …
Il precedente allestimento a palazzo Brancaccio
Il precedente allestimento del Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci" a Palazzo Brancaccio era stato realizzato seguendo i seguenti temi: Vicino e Medio Oriente antico, Arte islamica, Gandhara, Tibet e Nepal, Cina e Giappone, Corea.
La sezione, esposta nelle sale I-III, comprendeva una raccolta di sigilli cilindrici della collezione Pugliatti, oggetti di provenienza siriana, tra cui alcuni materiali della missione di scavo a Ebla diretta da Paolo Matthiae, vasi neolitici anatolici della collezione Foglino, e ceramiche e oggetti metallici iranici dell'età del ferro della collezione Vannini-Caggiati, acquistata nel 1999.
La sezione era esposta nella sala IV e comprendeva elementi in mattone cotto e in marmo della decorazione del palazzo del sultano ghaznavide Mas'ud III (1099-1115) di Ghazni in Afghanistan, provenienti dagli scavi dell'IsMEO negli anni sessanta, ceramiche islamiche dall'Iran datate tra l'VIII e il XIX secolo e oggetti metallici dal Khorasan del X-XIII secolo. Esisteva anche una piccola raccolta numismatica con monete di varie aree geografiche del mondo islamico, dall'VIII al XX secolo.
La sezione relativa all'arte del Gandhāra era esposta nelle sale V e VIII. Comprendeva rilievi narrativi che decoravano gli stupa (scene della vita del Buddha) in sequenza orizzontale, separate da elementi architettonici e colonne, provenienti da Saidu Sharif, nella valle dello Swāt, in Pakistan, in un sito scavato dalla missione archeologica italiana dell'IsMEO.
Qui era esposta una ricca selezione delle collezioni di arte tibetana del museo, la quale rappresentano una delle più importanti collezioni del genere al mondo, sia per quantità sia per varietà. Le collezioni furono frutto in gran parte delle esplorazioni di Giuseppe Tucci, a cui il Museo stesso è stato infatti intitolato.
La sezione, esposta nella sala VI, comprendeva dipinti arrotolabili su stoffa e cretulae votive, oltre ad altri oggetti rituali, tutti provenienti dalla collezione di Giuseppe Tucci e integrati con una donazione statale del 2005. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo nazionale Giuseppe Tucci».
Linea del tempo
- 1957Fondazione
- 1958Apertura
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Domande frequenti
Dove si trova Museo nazionale Giuseppe Tucci?
Museo nazionale Giuseppe Tucci si trova nel comune di Roma, in provincia di Roma (Lazio), all'indirizzo piazza Guglielmo Marconi, 14 - Roma. Coordinate: 41.83274, 12.47154.
A quando risale Museo nazionale Giuseppe Tucci?
La datazione indicata da Wikidata è: 1957.
Cosa vedere vicino a Museo nazionale Giuseppe Tucci?
Nei dintorni si trovano: Museo nazionale Luigi Pigorini (a 0 m), Museo delle Civiltà (a 0 m), Museo nazionale dell'Alto Medioevo (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- Museo Nazionale Arte Orientale Palazzo Brancaccio — Sconosciuto, CC BY-SA 4.0
- Salle sur lart islamique (Musée nat. dart oriental, Rome) (5874598704) — dalbera from Paris, France, CC BY 2.0
- Salle sur lInde (Musée nat. dart oriental, Rome) (5874039319) — dalbera from Paris, France, CC BY 2.0
- Pal Braschi - elisabetta Brancaccio e i figli nel giardino del palazzo (Gai, 1884) P1090723 — Lalupa, CC BY-SA 4.0
- Palazzo brancaccio, salone 02 — sailko, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
