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Foto: Sailko, CC BY 3.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero, 1236
Abbazia dei Santi Salvatore e Lorenzo a Settimo
Chiesa nel comune italiano di Scandicci, in località Badia a Settimo
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, 1236
- Stile
- Architettura romanica
- Dedicato a
- Gesù
- Superficie
- 2000 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 43°46′49″ N, 11°08′42″ E
- Indirizzo
- Via San Lorenzo 15
Storia e descrizione
L'abbazia di San Salvatore e San Lorenzo, chiamata anche Badia a Settimo, è un luogo di culto cattolico che si trova nei dintorni di Firenze, nel comune di Scandicci.
”Badia” è una contrazione popolare della parola abbazia. A Firenze e dintorni sono esistite cinque abbazie, situate come ai punti cardinali della città: a nord la Badia Fiesolana, a ovest la Badia a Settimo, a sud l'abbazia di San Miniato, a est la Badia a Ripoli e al centro la Badia fiorentina.
Storia
Fin dal X secolo è attestato nel piviere di San Giuliano a Settimo un oratorio dedicato a San Salvatore, al quale nel 988 il conte Adimaro donò i diritti sulle chiese di San Martino alla Palma e di San Donato a Lucardo. Tale donazione venne confermata dieci anni dopo dall'imperatore Ottone III.
L'oratorio attirò l'attenzione dei conti Cadolingi che nel 1004 vi chiamarono i benedettini cluniacensi affinché vi fondassero un'abbazia. La scelta dei Cadolingi non era dettata solo da fervore religioso ma si inseriva in un ampio disegno per il controllo del territorio attraverso la fondazione di castelli e monasteri per poter mantener intatto il loro patrimonio fondiario e per poterlo anche difendere; tali monasteri venivano fondati sempre nei pressi di importanti vie stradali e fluviali.
Nel corso dell'XI secolo il patrimonio dell'abbazia aumentò considerevolmente grazie a donazioni che portarono il cenobio ad avere influenza su territori lontani; emblematica ad esempio è la donazione di beni nel Mugello fatta dal conte Guglielmo per poter creare un feudo cadolingio tra Toscana ed Emilia. Sempre nello stesso secolo il monastero adottò la riforma Vallombrosana sotto l'influenza dello stesso Giovanni Gualberto. Il 13 febbraio 1068 di fronte alla chiesa si tenne la famosa prova del fuoco fatta da Pietro Igneo per dimostrare la rettitudine dei Vallombrosani e la corruzione del vescovo Pietro Mezzabarba; tra il 1073 e il 1076 i priori vallombrosani si riunirono spesso qui.
L'esperienza vallombrosana fu di breve durata visto che già il 6 aprile 1090 i cluniacensi avevano ripreso il controllo del monastero, che probabilmente non avevano mai abbandonato completamente. Con i cluniacensi il patrimonio dell'abbazia continuò ad arricchirsi e nel 1131 assorbirono per intero il piviere di Settimo, nel 1193 presero il possesso della chiesa fiorentina di San Frediano e ricevettero numerose garanzie dalla Santa Sede. …
Descrizione
La chiesa è il centro del complesso abbaziale fortificato e consiste in una basilica a tre navate coperte a tetto e concluse originariamente da absidi semicircolari; è ancora esistente la vasta cripta e sul fianco sinistro si trova la torre campanaria.
Nella facciata a salienti sono individuabili varie fasi costruttive: gotica nel rosone e nel coronamento in cotto, rinascimentale nei portali e nel rialzamento dei fianchi, romanica nell'irregolare paramento fatto con bozze di calcare, pietraforte e serpentino inquadrati da lesene che fanno intuire la divisione spaziale dell'interno.
La tribuna presenta oggi una scarsella rinascimentale e il volume dell'absidiola semicircolare di sinistra.
Il campanile sorge lungo il lato settentrionale ed ha una base a pianta circolare mentre il rialzamento prosegue esagonale con gli spigoli impostati sulle lesene sottostanti. In una lesena posta a occidente si trova una lapide marmodatata 1210, data probabilmente della costruzione del campanile. La base della torre è frutto di una ricostruzione ma vi sono poste delle monofore coronate da una ghiera fatta con pietre romboidali, databili all'XI secolo.
L'interno si presenta oggi nella sua veste secentesca, a tre navate diviso dai pilastri in cinque campate ed è ancora oggi ricca di opere d'arte, nonostante un parziale depauperamento avvenuto nei secoli.
Nella navata destra, al secondo altare, è il Martirio di San Lorenzo, tavola di Domenico Buti firmata e datata 1574, derivata dall'affresco di medesimo soggetto del Bronzino in San Lorenzo a Firenze che appare nella tavola concentrato in un numero minore di elementi ma interpretato originalmente. Al terzo altare è invece la tela con il San Bernardo di Chiaravalle che converte il Duca di Aquitania di Giacinto Gimignani.
Tra il primo e il secondo altare nella navata sinistra è posto un sarcofago che contiene le spoglie delle contesse cadolinge Cilla e Gasdia morte entrambe nel 1096, tali sepolture rientrano nel ristretto novero di quello stile definito "romanico fiorentino" e sono confrontabili con la tomba del vescovo Ranieri del 1113 posta nel battistero di Firenze, con le specchiature della facciata della collegiata di Empoli realizzata nel 1093 e con la facciata della basilica di San Miniato al Monte. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia dei Santi Salvatore e Lorenzo a Settimo».
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Domande frequenti
Dove si trova Abbazia dei Santi Salvatore e Lorenzo a Settimo?
Abbazia dei Santi Salvatore e Lorenzo a Settimo si trova nel comune di Scandicci, in provincia di Firenze (Toscana), all'indirizzo Via San Lorenzo 15. Coordinate: 43.78040, 11.14494.
A quando risale Abbazia dei Santi Salvatore e Lorenzo a Settimo?
La datazione indicata da Wikidata è: 1236.
Cosa vedere vicino a Abbazia dei Santi Salvatore e Lorenzo a Settimo?
Nei dintorni si trovano: Museo geopaleontologico GAMPS (a 100 m), Castello di Monte Cascioli (a 2,2 km), Villa di Castelpulci (a 2,2 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Badia a settimo, esterno 01,2 — Sailko, CC BY 3.0
- Badia a settimo 3 — Vignaccia76, CC BY-SA 3.0
- Badia a settimo, campanile, dedica dell'xi secolo — Francesco Bini, CC BY-SA 4.0
- Badia a settimo, chiostro dei melaranci o del priore, veduta sul campanile a vela della cappella di san jacopo, con banderuola (moderna) — Francesco Bini, CC BY-SA 4.0
- Badia a settimo, chiostro dei melaranci o del priore, veduta sul campanile con bandueruola di un angelo — Francesco Bini, CC BY-SA 4.0
- Badia a settimo, esterno 01 — sailko, CC BY-SA 3.0
- Badia a settimo, esterno 02,2 — Sailko, CC BY 3.0
- Badia a settimo, esterno 03,1 — Sailko, CC BY 3.0
- Badia a settimo, esterno 04,1 — Sailko, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze