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Foto: Sebastiano Serlio, Public domain · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Villa di Poggioreale
Villa scomparsa di Napoli
In breve
- Stile
- Architettura neorinascimentale
- Architetti
- Giovanni Giocondo, Giuliano da Maiano
- Coordinate
- 40°52′12″ N, 14°17′33″ E
Storia e descrizione
La Villa di Poggioreale fu una villa ubicata a Poggioreale, fuori le mura di Napoli ed uno degli edifici più importanti del Rinascimento napoletano.
Era compresa in un'area tra le attuali via del Campo, via Santa Maria del Pianto e via Nuova Poggioreale.
Storia
Nell'area dove sorgeva la villa, vi era l'acquedotto della Bolla (o Volla) che, con il serbatoio chiamato Dogliuolo, dal latino Doliolum o Dolium (vasca), portava le acque del Sarno in città con condutture sotterranee. La valle della zona del Dogliuolo era una distesa di terre paludose, nonostante vari tentativi di bonifica di sovrani angioini e aragonesi. Pertanto, nel 1485, il re Ferrante I di Napoli provvedette con dispacci regi alla bonifica della zona: realizzò, infatti, dei canali di scolo come il Fosso reale e il Fosso del Graviolo che debellarono la malaria nella capitale.Nel medesimo periodo, nella zona limitrofa del Guasto, sorsero numerose ville di svago della nobiltà napoletana del Rinascimento. Nell'area di Poggioreale, intorno al 1487, il Duca di Calabria e futuro re Alfonso II, acquistando una masseria al "Dogliolo", decise di realizzare una residenza reale extra moenia, forse ad imitazione di quelle che andava realizzando il suo alleato Lorenzo il Magnifico.
Per la costruzione dell'edificio e dei suoi annessi, Alfonso utilizzò la sua autorità per espropriare terreni, spesso senza indennizzo, giungendo a togliere l'acqua ad alcuni mulini che appartenevano a Gian Battista Brancaccio, poiché passava per il suolo destinato all'edificazione. Il progetto della residenza venne affidato all'architetto fiorentino Giuliano da Maiano che giunto in città nel 1487 con il modello della villa, elaborato a Firenze, iniziò i lavori e continuò a dirigere il cantiere fino alla sua morte, avvenuta nel 1490, quando l'edificio era sostanzialmente completato ed in parte utilizzato. L'opera, fu poi continuata, forse da Francesco di Giorgio e allievi del Da Maiano, diventando il luogo privilegiato per i ricevimenti della corte. Il disegno della villa ebbe notevole successo, tanto che la struttura venne citata anche nel Libro III del trattato di architettura cinquecentesco di Sebastiano Serlio.
Nel 1494, a causa dell'invasione francese condotta da Carlo VIII, il re Alfonso fuggì in Sicilia e dalla villa partenopea raccolse le suppellettili più preziose; di lì a poco l'immobile cadde in abbandono e, in seguito, per far fronte a problemi economici, il re Ferdinando II di Napoli cedette parti della villa (compresi i giardini che vennero poi adibiti a coltivazione). …
Descrizione
La villa fu il punto di arrivo della progressiva conversione alle forme rinascimentale della capitale aragonese, avvenuta sul finire del XV secolo.
Si può ancora farsi un'idea dell'aspetto della villa grazie alla riproduzione nel trattato di Sebastiano Serlio e grazie alla sua fortuna critica che la rese esemplare anche per l'architettura del XVI secolo.
L'edificio principale era caratterizzato da un impianto molto originale, con richiami all'antico adattati alle esigenze contemporanee. La tipologia di base era infatti la villa antica con peristilium, contaminata con esigenze difensive da un castello medievale e con quelle di residenza, svago e rappresentanza legate alle necessità di una corte di fine secolo.
Ne nacque un edificio di dimensioni relativamente contenute, caratterizzato da un corpo principale a base quadrangolare, con quattro ali sporgenti agli angoli, simili a torri angolari, ma di altezza uguale al resto del fabbricato.
L'edificio era porticato sia sul lato interno, intorno ad un cortile quadrato, pavimentato con mattonelle di ceramica invetriata, infossato per cinque gradini, che richiamava modelli antichi, quali i teatri e le vasche termali.
Il cortile, secondo un modello di Vitruvio, poteva essere coperto con un solaio ligneo per essere sfruttato per feste e rappresentazioni, oppure essere allagato come effetto scenico.
Il disegno che ne fa Serlio, che non vide mai l'edificio, non corrisponde perfettamente al costruito, soprattutto perché rappresenta quattro portici al centro dei prospetti esterni che non furono mai realizzati. Inoltre le finestre presenti nella villa erano in pietra e a croce guelfa, come è raffigurato in molte delle raffigurazioni più antiche, non si trattava dunque delle finestre rettangolari, senza montante e di ispirazione settentrionale, così come raffigurate da Serlio, che tra l'altro non prende in considerazione la copertura lignea che sembra trasformasse il cortile interno in un grande sala centrale. Infine l'edificio non costituiva un quadrato perfetto, ma un rettangolo come risulta dalla pur scarsa documentazione iconografica successiva. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa di Poggioreale».
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Domande frequenti
Dove si trova Villa di Poggioreale?
Villa di Poggioreale si trova nel comune di Napoli, in provincia di Napoli (Campania). Coordinate: 40.87004, 14.29238.
Cosa vedere vicino a Villa di Poggioreale?
Nei dintorni si trovano: Ponti Rossi (a 2,3 km), Real Albergo dei Poveri (a 2,4 km), Villa Walpole (a 2,6 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 3 foto
- Sebastiano serlio, trattato di architettura, spaccato e pianta della villa di poggioreale, napoli, 1540 — Sebastiano Serlio, Public domain
- Codazzi Villa-Poggio-Reale — Viviano Codazzi (or possibly Domenico Gargiulo ), Public domain
- Poggio Reale Victoria Albert Museum Piano Nobile — Unknown author Unknown author, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
