Tomba del Colle Casuccini
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Foto: Fabrizio Garrisi, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sito archeologico

Tomba del Colle Casuccini

Sito archeologico nel comune italiano di Chiusi (SI)

Chiusi (SI), Toscana

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
43°01′02″ N, 11°57′46″ E

Storia e descrizione

La tomba del Colle Casuccini (o anche solo "del Colle") è una tomba etrusca dipinta del secondo quarto del V secolo a.C., una delle circa venti tombe a camera dipinte conosciute a Chiusi, situata a est dell'abitato, vicino all'attuale cimitero. Scoperta nel 1833 in un terreno della famiglia Bonci Casuccini, è con la tomba della Scimmia la più nota del gruppo e una delle poche che conservano le pitture sul posto. I suoi fregi con banchetto, giochi atletici, corsa di bighe e danze ripetono i soggetti della pittura funeraria di Tarquinia e sono stati accostati ai rilievi dei cippi chiusini in pietra fetida.

Scoperta e storia

La tomba fu scoperta per caso il 10 maggio 1833, durante lavori agricoli in un terreno di proprietà di Pietro Bonci Casuccini, e risultò già violata. Le pitture furono presentate da Francesco Inghirami nel 1835 negli Annali dell'Instituto di corrispondenza archeologica e da allora furono copiate più volte: nei disegni e acquerelli di Ludwig Gruner del 1840, nelle incisioni pubblicate dall'Instituto nel 1851, negli acquerelli e nei facsimili eseguiti nel 1903 da Alessandro Morani per la Ny Carlsberg Glyptotek e nei lucidi, disegni colorati e tele in facsimile realizzati fra il 1910 e il 1916 da Augusto Guido Gatti per la galleria della pittura etrusca del museo archeologico di Firenze. Nel 1953 due frammenti delle pitture furono staccati e trasportati al museo archeologico di Chiusi. Stephan Steingräber cita la tomba, con quelle della Scimmia e del Leone, fra gli ipogei chiusini sottoposti a tecniche di restauro meno invasive di quelle dell'Ottocento e degli anni cinquanta del Novecento. Dopo un nuovo intervento conservativo, al quale è dedicato un volume del 2015, la tomba è stata riaperta al pubblico il 22 marzo 2015 all'interno della passeggiata archeologica di Chiusi.

Architettura

La tomba presenta affreschi simili a quelli della tomba della Scimmia ed ha una pianta articolata sul dromos di accesso, con tre ambienti che vi si aprono e due cellette per urne cinerarie. Steingräber la inserisce nel gruppo delle grandi tombe monumentali chiusine tardo-arcaiche e subarcaiche a pianta cruciforme, insieme alle tombe della Scimmia, del Leone, del Pozzo a Poggio Renzo, di Poggio al Moro, di Montollo e quelle di Poggio Gaiella: una pianta che non ha riscontro nell'architettura profana e che trova paralleli a Tarquinia, Tuscania, Blera e Vulci, non a Caere. La camera principale misura 3,50 per 4,25 metri con un'altezza di 2,14; la camera di fondo 2,10 per 2,85.

Due elementi la distinguono. La porta è a due battenti di travertino che ruotano su cardini, con maniglie di ferro: per Steingräber è la prima comparsa di questo tipo di porta in Etruria, dove porte di pietra, di solito a un solo battente, si ritrovano altrimenti solo più tardi, in alcune tombe chiusine a volta. Le porte interne hanno la forma dorica e, come nella tomba di Poggio al Moro, alcune sono porte finte, che simulano camere laterali inesistenti. Il vestibolo ha un soffitto a doppio spiovente con columen e travi a forte rilievo e lacunari dipinti; i soffitti a cassettone che coprono le camere laterali e di fondo di queste tombe chiusine sono, per Steingräber, senza precedenti in Etruria all'inizio del V secolo a.C. e anticipano di oltre un secolo la loro diffusione nel resto della regione. I letti funebri, nelle tombe monumentali chiusine, stanno nelle camere laterali e di fondo e solo raramente nel vestibolo, che aveva carattere di rappresentanza e forse di culto.

Le pitture

Le pareti dell'atrio sono decorate da un fregio continuo con giochi funebri (atleta con pesi, pirrichista, crotalista, pugile, lottatori, corsa con bighe) e una scena di banchetto. Il fregio è più basso di quelli di Tarquinia che gli fanno da modello; gira intorno a tutta la camera e ogni scena continua oltre l'angolo sulla parete accanto.

Il banchetto occupa la parete d'ingresso e le porzioni contigue delle pareti laterali. Su klinai con materassi, cuscini e coperte fiorite, davanti a tavolini, sono distesi a coppie giovani coronati, avvolti in mantelli rossi, neri o azzurri bordati di colore diverso e annodati alla vita; tengono fiori, ghirlande, una patera, uno skyphos, una kylix. Un suonatore di doppio aulos con la phorbeia legata intorno alla testa accompagna la scena. Tre servi nudi assistono i banchettanti: uno, sulla parete sinistra, regge un vaso in ciascuna mano e un colino; sulla parete destra un altro si china su un lebes posto su un tripode a zampe leonine, nel quale è immerso uno stamnos, e un terzo cammina gesticolando. Ranuccio Bianchi Bandinelli, che pubblicò le pitture chiusine nel 1925 e nel 1939, vi vedeva non un vero banchetto ma una riunione di carattere cerimoniale: i vasetti con cui il servo riempie la tazza del commensale sono così piccoli da suggerire una libagione rituale più che un convito. Jean-René Jannot ha riconosciuto nel bacino su tripode un tipo di lebes proprio degli usi conviviali chiusini, diverso per forma e uso dai lebetes di altri centri. …

Stile, botteghe e datazione

Le tombe dipinte di Chiusi della prima metà del V secolo a.C. sono legate per stile e per soggetti alla pittura tarquiniese tardo-arcaica. Per Steingräber la pittura chiusina, relativamente provinciale e un poco più tarda, si sviluppò in larga parte perché botteghe di Tarquinia si trasferirono a Chiusi; i suoi soggetti (banchetti, musica, danze, gare atletiche e corse di carri) derivano da tombe tarquiniesi come quelle dei Giocolieri, delle Olimpiadi, delle Bighe e Cardarelli, e ricorrono anche nei rilievi coevi dei cippi e delle urne di Chiusi. Nella tomba del Colle Casuccini, posteriore di poco alla Scimmia, le scene di banchetto, i danzatori e i musici, le gare atletiche, la danza armata e la corsa dei carri stanno chiaramente nella tradizione di Tarquinia, ma non ne raggiungono la qualità. Alessandro Naso ricorda che il rapporto è così stretto da aver fatto pensare alla chiamata di maestranze tarquiniesi. Nigel Spivey e Maurizio Harari vedono nelle tombe della Scimmia e del Colle Casuccini l'imitazione delle formule iconografiche e stilistiche di Tarquinia, riconducibili per esempio alle tombe delle Bighe e del Triclinio: si può ammettere che i costruttori fossero chiusini, ma il modello tarquiniese è evidente, e il trapianto in Val di Chiana di questa tradizione di tombe di prestigio, propria dell'Etruria meridionale, è per loro il segno della crescita economica delle aristocrazie settentrionali. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Tomba del Colle Casuccini».

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Porto3,6 km

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Domande frequenti

Dove si trova Tomba del Colle Casuccini?

Tomba del Colle Casuccini si trova nel comune di Chiusi, in provincia di Siena (Toscana). Coordinate: 43.01726, 11.96278.

Cosa vedere vicino a Tomba del Colle Casuccini?

Nei dintorni si trovano: Catacomba di Santa Mustiola (a 600 m), Tomba della Tassinara (a 700 m), Teatro Mascagni (a 1,1 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Pitture parietali dalla Tomba del Colle, 470 a.C. - Wall paintings with banquet scenes from the Tomba del Colle, 470 B.C — Fabrizio Garrisi, CC BY-SA 4.0
  2. Etruschi, pitture parietali dalla Tomba del Colle casuccini, a chiusi, 470 a.C. ca., banchetto 01 — Francesco Bini, CC BY-SA 4.0
  3. Wc AAA 9108 Wall paintings with banquet scenes from the Tomba del Colle, 470 B.C — Fabrizio Garrisi, CC BY-SA 4.0
  4. Wv Chiusi banner2 — Fabrizio Garrisi, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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