- UNESCO
Foto: Clemensfranz, CC BY 2.5 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Tindari
Città della Sicilia antica, oggi sito archeologico e frazione del comune italiano di Patti (ME)
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Altitudine
- 268 m s.l.m.
- Coordinate
- 38°08′44″ N, 15°02′23″ E
Storia e descrizione
Tìndari è una frazione di Patti, comune italiano della città metropolitana di Messina, in Sicilia. Situata in posizione panoramica su un promontorio roccioso affacciato sul Mar Tirreno, con vista sul golfo di Patti e sulla Riserva naturale orientata Laghetti di Marinello e sulle Isole Eolie, rappresenta uno dei siti archeologici e devozionali più importanti della Sicilia.
Origine del nome
Il nome odierno deriva dal greco antico Τυνδαρίς Tyndarís (da cui la variante italiana Tindaride), successivamente anche Τυνδάριον Tyndárion, così come riportato rispettivamente da Strabone e da Tolomeo.
Il toponimo in siciliano è u Tìnnaru, mentre i suoi abitanti sono detti tinnaroti o tinnaritani. In italiano, oltre a tindaroti e tindaritani, esistono anche i recuperi dotti di tindaridi (con accento sdrucciolo) e tindaridei.
Sia il nome dell'insediamento che i suoi demonimi sono un riferimento al re spartano Tindaro (in greco antico Τυνδάρεος Tyndáreos) e alla sua progenie, tra cui i Dioscuri che, in quanto figli di Tindaro, erano detti tindaridi.
Storia
Negli anni 1950, sotto un insula romana, vennero rinvenuti i segni di un insediamento risalente all’età del bronzo.
Tindari venne fondata da Dionisio I di Siracusa nel 396 a.C. come colonia di mercenari siracusani che avevano partecipato alla guerra contro Cartagine, nel territorio della città sicula di Abacaenum (Tripi). Il promontorio, così come l'entroterra, era gia' stato colonizzato da esuli provenienti dal Peloponneso e, molto probabilmente, da esuli di Troia. Fu proprio questo primo nucleo a denominare il posto in omaggio a Tindaro Re di Sparta.
Durante la prima guerra punica, sotto il controllo di Gerone II di Siracusa, fu base navale cartaginese, e nelle sue acque si combatté nel 257 a.C. la battaglia di Tindari, nella quale la flotta romana, guidata dal console Aulo Atilio Calatino, mise in fuga quella cartaginese.
Con Siracusa passò in seguito nell'orbita romana e fu base navale di Sesto Pompeo. Presa da Augusto nel 36 a.C., durante la battaglia del Nauloco, localita' oggi individuata fra i monti Russo e Perrera, immediatamente ad ovest di Tindari, nel fiume Timeto del comune di Patti. Augusto premio' la citta' elevandola a Colonia Augusta Tyndaritanorum, una delle cinque della Sicilia, Cicerone la citò come nobilissima civitas.
Nell'anno 17 d.C. subì le conseguenze di una grande frana, mentre nel IV secolo fu soggetta a due distruttivi terremoti.
Sede vescovile, venne conquistata dai Bizantini nel 535 e cadde nell'836, nelle mani degli Arabi dai quali venne distrutta.
Vi rimase il santuario dedicato alla Madonna Nera di Tindari, progressivamente ingrandito, che ospita una Maria con il Bambino scolpita in legno, considerata apportatrice di grazie e miracolosa dai cattolici.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il Santuario di Tindari, divenuto Basilica pontificia minore l'8 settembre 2018, si trova all'estremità orientale del promontorio, a strapiombo sul mare, in corrispondenza dell'antica acropoli, dove una piccola chiesa era stata costruita sui resti della città abbandonata.
La devozione alla "Matri 'u Tinnaru" è indubbiamente tra le più antiche devozioni mariane in Sicilia, diffusa e festeggiata praticamente in tutta l'isola.
La statua della Madonna Nera, scolpita in legno di cedro, è di epoca imprecisata, forse giunta qui dall'Egitto in seguito al fenomeno dell'iconoclastia, nell'VIII-IX secolo. La Madonna, una Theotókos Odigitria seduta nella posizione della Basilissa, regge in braccio il Bambino Gesù, ha una corona in testa, e presenta la caratteristica inconfondibile del volto lungo - lo si nota soprattutto nelle grandi proporzioni del naso, ma anche dalla conformazione della parte inferiore del volto stranamente allungato verso il basso, mantenendo comunque proporzioni aggraziate e davvero molto armoniose anche dal punto di vista artistico. Il volto lungo è presente anche in altre raffigurazioni orientali e africane, ma raro tra le statue religiose in occidente. Alla base della statua si trova la scritta che riprende il Cantico dei cantici 1,5 e 1,6 Nigra sum sed formosa, traducibile come "sono bruna ma bella". …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Tindari».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri siti archeologici in Sicilia
- UNESCO
Domande frequenti
Dove si trova Tindari?
Tindari si trova nel comune di Patti, in provincia di Messina (Sicilia). Coordinate: 38.14556, 15.03972.
Cosa vedere vicino a Tindari?
Nei dintorni si trovano: Teatro greco di Tindari (a 300 m), Area archeologica di Tindari (a 400 m), Castello di Oliveri (a 3 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Patti Tindari Wallfahrtskirche — Clemensfranz, CC BY 2.5
- Árbol, Tindari, Sicilia, Italia, 2015 — Benjamín Núñez González, CC BY-SA 4.0
- Barco, Tindari, Mesina, Sicilia, Italia, 2015 — Benjamín Núñez González, CC BY-SA 4.0
- Casa aislada junto al Santuario, Tindari, Sicilia, Italia, 2015 — Benjamín Núñez González, CC BY-SA 4.0
- Gymnasium (Tindari) 08 10 2023 01 — Effems, CC BY-SA 4.0
- Oliveri from Tindari — Travelviaitaly, CC BY-SA 4.0
- Panorama (Tindari) 08 10 2023 04 — Effems, CC BY-SA 4.0
- Panorama (Tindari) 23 02 2025 01 — Effems, CC0
- Santuario della Madonna del Tindari, Falcone, Province of Messina, Sicily, Italy - panoramio — trolvag, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
