Foto: Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Public domain · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Tempio di Iside
Tempio di età romana sorto a Benevento
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 41°07′57″ N, 14°46′51″ E
Storia e descrizione
Il tempio di Iside era un luogo di culto esistito in età romana a Benevento: le iscrizioni riportate da due obelischi tardo-egizi presenti in città informano che un edificio grandioso era stato eretto in onore di Iside dall'imperatore Domiziano, fra l'88 e l'89 d.C..
A parte tali obelischi, la statua del dio Api (di incerta attribuzione), e alcuni altri elementi murati nelle architetture della città, i reperti del tempio furono scoperti in più luoghi ed occasioni a partire dalla fine del XIX secolo. Particolarmente importante fu la scoperta del 1903 dietro all'ex convento di Sant'Agostino, che restituì un abbondante numero di sculture di fattura in parte romana o ellenistica, ma soprattutto egizia o egittizzante.
I ritrovamenti beneventani collegati a culti egizi furono raccolti per la prima volta in un catalogo nel 1969, a opera dell'egittologo tedesco Hans Wolfgang Müller. Egli riconobbe in Benevento il più grande centro di rinvenimenti egizi fuori dall'Egitto, insieme a Roma, ed elaborò una prima ricostruzione di come si evolsero nel tempo il culto e il tempio di Iside all'interno della colonia beneventana. Tali ipotesi sono state poi rivedute ed arricchite da altri studiosi.
L'evoluzione del culto di Iside a Benevento
I due obelischi presenti a Benevento, eretti in concomitanza con l'inaugurazione del tempio di Domiziano, danno ad Iside l'appellativo di "Signora di Benevento": ciò testimonierebbe che, a quel tempo, il culto della dea era già presente e ben radicato in città.
Il culto di Iside arrivò in Campania tramite le vie del commercio, e precisamente attraverso il porto di Pozzuoli, ad opera di viaggiatori egizi o dell'area del Mar Egeo. Nel II secolo a.C. esistevano già il tempio di Iside di Pompei e il tempio di Pozzuoli dedicato a Serapide, una divinità paredra di Iside concepita in età tolemaica e diffusa tramite l'ambiente ellenistico. In questi templi, il culto delle divinità egizie era ampiamente rivisto in una chiave culturale ellenistica.
Potrebbe essere stato ancora per dinamiche commerciali che il culto di Iside giunse a Benevento, mantenendo caratteristiche simili: in tale città, infatti, si diramavano due antiche strade consolari: la via Appia e la via Minucia, entrambe dirette da Roma verso l'Oriente. Ad attestare quest'origine sarebbero la base di una statua di Iside su una nave, in marmo pario, interpretata come Iside Pelagia; e quella di un toro Apis nello stesso materiale. Entrambe le statue, realizzate secondo i canoni greco-ellenistici, sono state datate al I secolo a.C.; questo potrebbe essere anche un riferimento cronologico per l'arrivo dei culti isiaci a Benevento. …
Catalogo dei reperti
Il più cospicuo ritrovamento di materiale che può essere riferito al culto di Iside a Benevento avvenne nel 1903: nell'abbattere un tratto di cinta muraria longobarda dietro all'ex convento di Sant'Agostino, si scoprirono nelle fondamenta quasi tutte le sculture di grande dimensione che sono note oggi. Altri luoghi nella porzione nord-orientale del centro storico hanno restituito reperti, soprattutto l'area della chiesa di Santa Sofia. A parte questo, è stata riscontrata una certa concentrazione di materiali (gli obelischi ed altri più piccoli) fra il duomo e piazza Cardinal Pacca.
Müller assegna alcune statue di fattura, o almeno ispirazione, ellenistica, ad un santuario di Iside Pelagia esistente già prima di Domiziano.
Iside sulla nave (marmo pario, I secolo a.C.). Ne rimane solo un frammento consistente dello scafo, su cui sono i piedi di una figura femminile. Il basamento dello scafo è decorato con un motivo ad onde; lo scafo è ben rifinito soltanto da un lato. Sono molto ben lavorati i piedi, che vestono dei sandali fra i cui lacci è una decorazione a fogliolina. La figura, che sarebbe Iside, avrebbe sorretto la vela della nave, realizzata in metallo. L'opera potrebbe provenire da Delo, ove è un bassorilievo con una figura simile.
Toro Apis (marmo, I secolo a.C.). Si sono perse la testa e le estremità di questa statua di dimensioni notevoli (1,25 m di lunghezza). L'identificazione con Apis sarebbe giustificata dalla somiglianza con un esemplare in bronzo da Ercolano, ma non è unanimemente riconosciuta. Tale raffigurazione, pur richiamando quella egizia, è rivisitata con un dettagliato naturalismo ellenistico. La testa era eretta, una zampa anteriore sollevata, i genitali sono chiaramente visibili. …
Architettura del tempio
Risulta molto difficile trarre dati certi sull'architettura del tempio beneventano di Iside e sul suo stile visivo, non conoscendone la posizione: bisogna basarsi quasi soltanto sugli arredi ritrovati i quali, benché numerosi, non sono tutti di sicura attribuzione. Pur fra molte incertezze, si può dire che il tempio prima di Domiziano deve essere stato ellenistico. Per quanto riguarda quello eretto per volontà imperiale, invece, in genere si ammette un'importante componente egizia nel suo aspetto; tuttavia, è opinione condivisa che questa deve essersi mischiata con il linguaggio architettonico romano ed ellenistico.
Le caratteristiche del tempio possono essere immaginate per confronto con gli altri santuari isiaci ove intervennero i Flavi: innanzitutto quello del Campo Marzio, che ha restituito reperti egittizzanti in parte coincidenti con quelli beneventani; ma anche quello di Pompei, le cui strutture sono ancora esistenti; tuttavia quest'ultimo non dà evidenze di un carattere egittizzante.
Müller ritenne che il tempio di Iside Pelagia, quello eretto da Domiziano ed il Canopus fossero edifici distinti. Tuttavia, del primo si conservano scarse tracce; ed è significativo poi il fatto che gli obelischi parlino esplicitamente di tempio non solo per Iside, ma anche per le divinità paredre. Quindi, altri autori vogliono che i tre templi siano in realtà fasi temporali, o porzioni, diverse di uno stesso complesso monumentale.
Viene comunemente accettato il fatto che le tante sfingi ritrovate a Benevento fossero poste ai lati di un dromos all'ingresso di esso e che la loro funzione, come in Egitto, fosse quella di preservare la sacralità del luogo dal caos mondano. Alla fine del dromos era la cella del tempio: al suo ingresso erano i due obelischi, magari ciascuno fiancheggiato da una delle sfingi più piccole. …
Localizzazione del tempio
Non c'è accordo sulla collocazione del tempio (o dei templi) di Iside. Meomartini lo voleva corrispondente al convento di Sant'Agostino, dove furono ritrovate le statue durante lo scavo del 1903, perché credette anche di averne trovati i muri di fondazione (poi rivelatisi un più semplice canale).
Müller non accolse questa ipotesi, che mette il tempio in posizione periferica rispetto al centro cittadino. Non essendo disposto a riconoscere tutto il materiale rinvenuto in tale scavo come pertinente al tempio di Iside, egli pensò invece che le statue lì rinvenute furono trasportate da altri luoghi e selezionate per le loro dimensioni rilevanti, che le rendevano adatte ad essere usate come fondazioni per le mura longobarde.
A suo dire, è molto più rilevante la concentrazione di reperti nell'area della cattedrale e del palazzo arcivescovile: in particolare gli obelischi e altro materiale più piccolo, che era meno interessante da riutilizzare per nuove costruzioni e quindi si può ritenere trovato nel luogo d'origine. La cattedrale di Benevento insiste sull'area del foro romano, laddove la via Appia si incontrava con un diverticolo della via Latina: il luogo sarebbe particolarmente adatto per un tempio al centro degli interessi dei commercianti. Il duomo potrebbe aver preso direttamente il posto del tempio considerando che, con l'avvento del cristianesimo, il culto della Madonna (cui il duomo è intitolato) ha più volte rimpiazzato quello di Iside.
Ai margini del foro si trova anche l'attuale piazza Cardinal Pacca, dove altri reperti sono stati trovati. È interessante che qui si trovasse la chiesa di Santo Stefano de foro, perché a Roma, Verona e Pozzuoli si riscontra una sovrapposizione del culto di santo Stefano a quello isiaco. Secondo Müller, è notevole anche il fatto che, secondo l'iscrizione da cui è noto il Canopus, esso fosse stato eretto per i "Martenses Infraforani": questi, stando al nome, dovevano avere sede in quest'area. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Tempio di Iside».
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Domande frequenti
Dove si trova Tempio di Iside?
Tempio di Iside si trova nel comune di Benevento, in provincia di Benevento (Campania). Coordinate: 41.13237, 14.78089.
Cosa vedere vicino a Tempio di Iside?
Nei dintorni si trovano: Teatro comunale Vittorio Emanuele (a 200 m), Museo del Sannio (a 200 m), Museo d'arte contemporanea Sannio (a 300 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Meomartini - Benevento p. 110 — Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Public domain
- Reperti del Tempio di Iside di Benevento 29 — Antonio De Capua, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze