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Sito archeologico
Satricum
Antica città del Lazio, oggi sito archeologico nel comune italiano di Latina
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 41°30′47″ N, 12°45′18″ E
Storia e descrizione
Satrico (in latino: Satricum; in greco antico: Σάτρikον) è stata un'antica città del Latium vetus, situata presso la frazione di Le Ferriere nel comune di Latina, al confine con il territorio di Nettuno. Fondata originariamente dalle popolazioni latine, divenne in seguito un'importante roccaforte dei Volsci e un cruciale centro di convergenza culturale ed economica tra Latini, Volsci, Etruschi e Romani.
Storia
Secondo la mitologia romana Satrico fu inclusa da Diodoro Siculo nel catalogo delle colonie di Alba Longa collegate alla dinastia silviana fondata da Silvio, figlio di Enea. Stando ai ritrovamenti archeologici condotti dal Satricum Project, un primo insediamento stabile di capanne (cultura laziale I e II) occupò l'acropoli già tra il X e il IX secolo a.C. La città vera e propria iniziò a svilupparsi stabilmente a partire dalla fine del VII secolo a.C. (fase orientalizzante), periodo a cui sono ricondotte le prime abitazioni a pianta rettangolare con fondazioni in tufo e pareti in graticcio, che andarono a sostituire le vecchie strutture in paglia. Le strutture vennero distrutte e ricostruite in dimensioni monumentali intorno alla metà del VI secolo a.C., in concomitanza con una profonda ristrutturazione urbanistica dell'abitato e l'edificazione del primo tempio in pietra.
L'assenza di menzioni storiche di Satricum nelle fonti antiche per le fasi anteriori al V secolo a.C., in netto contrasto con l'eccezionale ricchezza dei dati archeologici d'età arcaica, ha spinto la critica storica a ipotizzare che l'originario nome della città latina fosse in realtà Suessa Pometia, la più potente città della pianura pontina; secondo tale teoria, il centro avrebbe assunto il poleonimo di Satricum solo in seguito all'avanzata e all'occupazione stabile da parte dei Volsci. Altri documenti antichi (Diodoro e Plinio) attestano tuttavia l'esistenza contemporanea di Satricum e Pometia, descrivendo un quadro insediativo ad altissima densità poleografica. Le fonti classiche testimoniano inoltre l'esistenza di un secondo e distinto insediamento volsco omonimo (Satricum), identificabile forse nella valle del Liri presso l'odierna Monte San Giovanni Campano.
Durante il secondo consolato di Tito Larcio nel 498 a.C. Satricum è annoverata tra le 29 città della Lega Latina che si allearono per ristabilire sul trono di Roma Tarquinio il Superbo. La coalizione fu poi sconfitta dai Romani nella battaglia del lago Regillo. …
Localizzazione e urbanistica
Il sito archeologico corrisponde a una serie di bassi rilievi tufacei (alti circa 40 metri s.l.m., comprendenti la collina della cosiddetta acropoli, Poggio dei Cavallari e Santa Lucia) lungo la riva destra del fiume Astura. Godeva di una posizione geografica e strategica formidabile nel Latium vetus, situandosi al crocevia delle rotte commerciali terrestri est-ovest tra i valici appenninici e la costa, e nord-sud tra l'Etruria costiera e le città greche della Campania.
L'insediamento antico si articolava in due zone distinte, che arrivarono a coprire una superficie complessiva di circa 65 ettari nel VI secolo a.C., durante il periodo di massima espansione della città arcaica:
L'acropoli: un'altura centrale di circa 4 ettari protetta da ripidi pendii naturali e difesa da una prima fortificazione. Era il cuore religioso e politico della città, dove sorgevano il santuario di Mater Matuta e il tempio di Giove.
Il pianoro inferiore: un'ampia estensione pianeggiante di circa 40 ettari che si sviluppava a ovest dell'acropoli, destinata ai quartieri residenziali, commerciali e artigianali, e interamente cinta dal monumentale sistema di fortificazione ad aggere.
Le indagini archeologiche hanno messo in luce un impianto urbano altamente organizzato. Di rilievo è la scoperta, avvenuta nel 1984, di una grande strada monumentale arcaica, documentata per una lunghezza di circa 125 metri e costruita su una massicciata contenuta da due imponenti muri paralleli in blocchi di tufo. Questa arteria stradale, larga circa 6 metri, fungeva da vera e propria via sacra che collegava direttamente il pianoro inferiore con l'acropoli. L'abitato era pianificato secondo complessi residenziali a pianta rettangolare (come la cosiddetta Casa A), con zoccoli in blocchi di tufo e pareti in mattoni crudi o graticcio.
Satrico si venne a trovare al margine meridionale del Latium vetus, in un luogo frequentato per una sua connotazione religiosa, al crocevia della direttrici di comunicazione tra i territori degli Etruschi e le città greche della Campania. e quella tra Preneste ed Anzio.
Sito archeologico
Il tempio dedicato alla dea dell'aurora costituisce il monumento principale del sito. Gli scavi olandesi hanno permesso di ricostruire l'evoluzione architettonica del santuario, articolata in diverse fasi consecutive dal periodo regio all'età repubblicana:
La capanna sacra (750-650 a.C. circa): Il primo luogo di culto era costituito da una grande capanna ovale in paglia e legno. Al centro della struttura è stata rinvenuta una fossa sacra (mundus o botros) riempita di offerte votive, indice di una precoce sacralizzazione dell'area.
Il Sacello o Tempio 0 (650-540 a.C. circa): La capanna fu sostituita da un piccolo edificio rettangolare in muratura (struttura a oikos) con fondazioni in blocchi di tufo giallo. A questa fase è associata una ricchissima stipe votiva (Stipe I), colma di bronzi, ambre, figurine e ceramiche d'importazione greca ed etrusca.
Il Primo Tempio (540-500 a.C. circa): In epoca tardo-arcaica venne edificato un tempio vero e proprio di stampo etrusco-italico (17 × 27 metri). Presentava un profondo porticato anteriore (pronao) e una cella bipartita. Il tetto era decorato da uno splendido apparato di terrecotte dipinte, antefisse a testa di satiro e menade e lastre con altorilievi ispirati ai miti greci (tra cui le fatiche di Ercole e Perseo).
Il Secondo Tempio (500-480 a.C. circa): Dopo una parziale distruzione, il tempio fu ricostruito in forme monumentali ancora maggiori (21 × 34 metri) sopra un alto podio in blocchi di tufo, assumendo una pianta periptera. La decorazione del tetto fu rinnovata con un monumentale gruppo scultoreo in terracotta raffigurante una Gigantomachia. Fu proprio all'interno delle fondazioni del podio di questo secondo edificio che nel 1977 venne scoperto il celeberrimo Lapis Satricanus, iscrizione arcaica incisa su un blocco di pietra gialla originariamente appartenente al Primo Tempio e qui reimpiegato come materiale da costruzione.
Dopo le distruzioni belliche del IV secolo a.C., il tempio perse la sua monumentalità architettonica ma mantenne intatta la sua straordinaria valenza sacra come santuario all'aperto fino al I secolo a.C., epoca a cui risalgono le ultime dediche rinvenute (Stipe III).
Intorno al nucleo urbano sono state individuate e indagate due distinte aree di sepoltura, specchio delle diverse fasi etniche della città: …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Satricum».
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Domande frequenti
Dove si trova Satricum?
Satricum si trova nel comune di Latina, in provincia di Latina (Lazio). Coordinate: 41.51310, 12.75510.
Cosa vedere vicino a Satricum?
Nei dintorni si trovano: Forte Sangallo (a 10,4 km), Palazzo Caetani (a 10,7 km), Tres Tabernae (a 11,3 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Satricum 1983 — self, Public domain
- Antefix with Satyr and Maenad dancing from Satricum (Latium vetus) 490-470 BC — Lumenxts, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
