Rocca di Ravaldino
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Foto: AC2BR3L, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Castello, XV secolo

Rocca di Ravaldino

Rocca nel comune italiano di Forlì

Forlì (FC), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Tipo
Castello
Epoca
Medioevo, XV secolo
Architetto
Giorgio Fiorentino Marchesi
Committente
Pino III Ordelaffi
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°12′60″ N, 12°02′11″ E
Indirizzo
via Giovanni dalle Bande Nere ‒ Forlì (FC)

Storia e descrizione

La rocca di Ravaldino è una cittadella fortificata che sorge nella città di Forlì. Di origine medievale, venne ricostruita e rafforzata nel Trecento sia dagli Ordelaffi sia da Egidio Albornoz e ampliata durante il Quattrocento, è oggi in parte destinata a sede espositiva, mentre un'ampia area ospita le carceri della città.

Storia

Le prime attestazioni di una fortificazione nell'area di Ravaldino risalgono al XIII secolo. Un documento del 1253, conservato nel ''Libro Biscia'', menziona infatti una struttura difensiva situata nel Borgo Bonzanino, insediamento posto all'esterno della cinta muraria cittadina e sviluppatosi in continuità con il Borgo Merloni. Tale edificio, di cui non si conservano tracce, era probabilmente un palazzo fortificato circondato da un fossato collegato a quello delle mura urbane.

Il nome ''Ravaldino'' deriverebbe proprio da ''Bonzanino'', attraverso una progressiva evoluzione linguistica del toponimo. Nel corso del XIV secolo la fortificazione originaria fu trasformata in una vera e propria rocca. Una delle prime testimonianze documentarie relative alla sua costruzione risale all'8 agosto 1332, quando il comune di Bagnacavallo contribuì finanziariamente all'edificazione della fortezza. Nel 1371 il cardinale Anglico de Grimoard, nella ''Descriptio provinciæ Romandiolæ'', ricorda la ''Roccha Ravaldini'', situata nel settore della città rivolto verso le colline e presidiata da un castellano con il proprio seguito. Nello stesso periodo il cardinale Egidio Albornoz promosse il rafforzamento delle difese cittadine, intervenendo anche sulla rocca di Ravaldino.

Le informazioni sulla struttura trecentesca rimangono tuttavia frammentarie. Una descrizione più dettagliata è fornita nel XV secolo da Giovanni di Mastro Pedrino, secondo il quale nel 1423 la rocca si trovava in cattivo stato di conservazione, scarsamente armata e vulnerabile agli assalti che accompagnavano le frequenti lotte politiche cittadine. I resti della fortificazione medievale furono in gran parte inglobati o demoliti durante i successivi ampliamenti; alcune strutture attribuite alla fase trecentesca sono ancora riconoscibili nell'area circostante la rocca attuale. …

Struttura

La rocca come appare oggi è dovuta alle modifiche avvenute durante il Quattrocento da Pino III Ordelaffi, che ampliò struttura trecentesca in maniera considerevole. Annessa alla rocca è una cittadella voluta da Girolamo Riario e da Caterina Sforza per poter ospitare un ampio esercito.

La cittadella è costituita da soli due torrioni posti nel lato nord-est della città, in posizione abbastanza distante dalla rocca. Durante il Quattrocento la cittadella era cinta da un profondo ed ampio fossato, di cui rimane visibile traccia, che fu asciugato e parzialmente riempito quando la fortezza perse gradualmente la sua funzione e passò ad essere adibita a carcere. Dalle fonti locali si apprende che il fossato, di solito nelle altre città tenuto asciutto per motivi igienici, a Forlì invece risultava sempre colmo di acqua, probabilmente a causa delle infiltrazioni del sottosuolo.

Il mastio è di sezione quadrata, suddiviso in tre piani più un sotterraneo che veniva adibito a magazzino e, mediante una piccola porta, permetteva l'accesso ad un altro magazzino sotterraneo sottostante il Palatium.

Il mastio aveva un unico accesso tramite una scala a chiocciola che si svolgeva attraverso tutti i piani collegandoli. La circolazione dell'aria era permessa da un passaluce situato nell'androne adiacente al mastio. I sotterranei sono oggi in buona parte colmi d'acqua. Tale doveva essere un problema frequente anche nel Quattrocento se Cobelli riferisce che il sotterraneo era invaso da infiltrazioni.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Rocca di Ravaldino».

Linea del tempo

  1. XIV secoloPrima menzione
  2. XV secoloCostruzione

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

Foto

Come arrivare

ForlìTreno, la più vicina
1,7 km in linea d’aria
Rocca di Ravaldinovia Giovanni dalle Bande Nere ‒ Forlì (FC)
Aeroporto Luigi Ridolfi3,6 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

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Domande frequenti

Dove si trova Rocca di Ravaldino?

Rocca di Ravaldino si trova nel comune di Forlì, in provincia di Forlì-Cesena (Emilia-Romagna), all'indirizzo via Giovanni dalle Bande Nere ‒ Forlì (FC). Coordinate: 44.21655, 12.03645.

A quando risale Rocca di Ravaldino?

La datazione indicata da Wikidata è: XV secolo.

Cosa vedere vicino a Rocca di Ravaldino?

Nei dintorni si trovano: Palazzo Savorelli Prati (a 500 m), Museo Civico San Domenico (a 500 m), Museo archeologico Antonio Santarelli (a 500 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 8 foto
  1. Rocca di Ravaldino Photo — AC2BR3L, CC BY-SA 3.0
  2. Mastio della Rocca di Ravaldino — User:Perkele, CC BY-SA 3.0
  3. Porta Ravaldino e, sullo sfondo, la Rocca di Ravaldino — Unknown author Unknown author, Public domain
  4. Rocca di Ravaldino - Forlì 1 — Diego Baglieri, CC BY-SA 4.0
  5. Rocca di Ravaldino (12328) — Accurimbono, CC BY-SA 4.0
  6. Rocca di Ravaldino, Forlì — User:Perkele, CC BY-SA 3.0
  7. Paolo Monti - Servizio fotografico (Castrocaro Terme e Terra del Sole, 1971) - BEIC 6339014 — Paolo Monti, CC BY-SA 4.0
  8. Paolo Monti - Servizio fotografico (Forlì, 1971) - BEIC 6338929 — Paolo Monti, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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