Rocca di Monselice
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Foto: Marc Ryckaert ( MJJR ), CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Castello

Rocca di Monselice

Architettura militare di Monselice

Monselice (PD), Veneto

Indicazioni

In breve

Tipo
Castello
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
45°14′33″ N, 11°45′22″ E
Indirizzo
Via San Biagio, Monselice

Storia e descrizione

La Rocca di Monselice o Colle della Rocca è l'estremo rilievo collinare posto a sud est dei Colli Euganei verso la pianura. Ha una forma tondeggiante, un'altitudine di 150 metri sul livello del mare, un diametro alla base di circa 500 metri che si restringe in sommità a circa 80 metri. La Rocca con il suo mastio Federiciano collocato sulla sommità, sono divenuti rappresentativi del paesaggio urbano medievale di Monselice e della sua storia.

La costruzione, voluta da Federico II di Svevia, venne edificata sui resti dell'antica pieve di Santa Giustina, chiesa poi ricostruita a metà monte e localmente citata anche come Duomo Vecchio.

La chiesa di Santa Giustina, costruita prima del Mille, sarebbe stata edificata all'interno di un insediamento fortificato nato dopo la fine dell'Impero Romano d'Occidente in un'area fortemente strategica di confine, tra le aree recuperate dagli imperiali e quelle dove si insediarono i Goti e poi i Longobardi. Non è tuttavia chiaro, se l'origine del castello sia da attribuire ai Goti o ai Bizantini.

Storia

Le prime fonti scritte dove si menziona Monselice in modo esplicito sono la Cosmographia dell'Anonimo Ravennate composta tra il VII e l'VIII secolo d.C. e la Historia Langobardorum di Paolo Diacono scritta alla fine dell'VIII secolo d.C.

Nella Cosmographia Monselice viene elencata tra le città (civitates) dell'Italia situate “circa maris litora” (IV, 31 Monssilicis) mentre nella Historia Langobardorum è nominata insieme a Padova e Mantova come città (civitates) dell'Italia Settentrionale che non furono conquistate nella prima fase dell'avanzata dei Longobardi guidati dal re Alboino nel 568 d.C. Nella descrizione dell'offensiva del re Agilulfo che porterà alla conquista longobarda di Padova e Monselice nel 601 d.C. Paolo Diacono definisce Monselice castrum. Le fonti tra il VI ed il IX secolo d.C. non danno una distinzione precisa fra i termini castrum e civitas, l'uso di entrambi si riferisce sia a “castelli” da poco nati sia a città di antica tradizione.

L'abitato di Monselice si estendeva dalla sommità del monte della Rocca sino al suo piano creando un unico insediamento, come comprovato da strati archeologici riferibili all'alto medioevo. I vari insediamenti che si sono sviluppati fuori dalle mura del castello orbitavano intorno a chiese collegate ai monasteri, possessori di terreni che gli erano stati donati dai sovrani o da famiglie con funzioni pubbliche.

Gli scavi archeologici degli ultimi anni hanno integrato le fonti scritte consentendo di collocare la fondazione di Monselice nel VI secolo d.C. La valutazione si è concentrata intorno ai resti di una cinta muraria che dalla sommità scendeva verso le pendici occidentali permettendo di avanzare due ipotesi sulla sua costruzione; l'epoca gota quando il re Teodorico I decise di potenziare il sistema difensivo a fronte dell'espandersi dei Franchi; epoca bizantina quando l'insediamento fu inserito nelle opere di difesa per proteggere il territorio di Padova dagli attacchi dei Longobardi stanziati a Vicenza e Verona nel 569. Monselice rimase sicuramente bizantina fino al 601 – 602 quando venne conquistata dal re longobardo Agilulfo, da questo momento il castrum conquisterà il ruolo di direzione militare e amministrativa del territorio a scapito di Padova nonché il carattere di territorio di frontiera. …

Ricerche archeologiche

Importanti conferme storiche e nuove scoperte sono venute alla luce grazie agli scavi archeologici che si sono svolti in tre fasi diverse;

1988-1990 una prima fase coordinata dalla Società Archeologica Veneta sotto la direzione di Gian Pietro Brogiolo, finalizzate alla verifica dei depositi archeologici tramite ricognizioni, rilievi, analisi stratigrafiche delle architetture conservate e saggi di scavo. Le indagini hanno riguardato quattro aree campione dell'insediamento sommitale, di mezzacosta e del pedemonte e hanno consentito di documentare tratti della cinta altomedievale e una torre con sepolture longobarde al suo esterno.

1995-1996 una seconda fase di ricerche coordinata da Gian Pietro Brogiolo con indagini sulla sommità del colle ha messo in luce murature appartenute alla chiesa di Santa Giustina insieme ad una torre e un grande edificio che risalgono al periodo precedente alla costruzione del grande mastio.

2021-2022 una terza fase affidata all'Università di Padova sotto la direzione di Alexandra Chavarrìa Arnau che ha permesso di studiare e documentare le numerose strutture murarie conservate nelle diverse aree della Rocca. Lo scavo è stato effettuato nell'area sud ed est del mastio evidenziando le varie fasi di costruzione della chiesa di Santa Giustina insieme ad un'ampia area funeraria databile tra l'Alto medioevo e il XIII secolo d.C. Tra i numerosi reperti archeologici rinvenuti si menzionano le ceramiche, i metalli, elementi appartenenti alla decorazione dell'edificio di culto e molti resti scheletrici. …

Riorganizzazione in epoca postmedievale

Dopo la guerra del 1509 il castello perde la sua funzione militare e viene ceduto alla Repubblica di Venezia e alla nobile famiglia dei Marcello che erano proprietari del palazzo detto di Ezzelino nel pedemonte. Il versante del colle a nord del palazzo di Ezzelino era organizzato a terrazzi dove si coltivavano vigne e olivi e si estendeva per circa 2 ettari.

I terreni a oriente della Rocca furono venduti al nobile veneziano Francesco Duodo che vi costruì la sua residenza conosciuta come villa Duodo. Insieme alla costruzione della villa, le pendici orientali della Rocca furono sistemate in terrazzamenti adibiti a giardino. Il sostegno era dato da muri a secco costruiti con scaglie di trachite, ancora oggi sono visibili i resti di queste costruzioni.

Dell'uso agrario del colle, si trovano mappe dettagliate nel Catastico del convento di San Francesco redatto nel 1741 e conservato presso l'Archivio di Stato di Padova. Si tratta di un elenco di beni appartenuti al convento di San Francesco di Monselice e abbattuto intorno al 1776. Il documento veniva redatto ai fini fiscali e fu arricchito dai disegni di frate Giovanni Antonio Bortoli che riproducono dettagliatamente il centro cittadino e il Colle della Rocca.

Dal punto di vista geologico, il colle della Rocca è composto da trachite, roccia vulcanica particolarmente pregiata per la sua resistenza e anche per le sue qualità estetiche.

La sua estrazione nell'area ha una lunga tradizione, ai romani si deve la sua diffusione nei principali centri dell'Italia settentrionale dove veniva utilizzata soprattutto per la costruzione di strade ed edifici. L'estrazione di trachite continua anche in epoca medievale con apertura di nuove cave e anche con riattivazioni di quelle non più in uso.

Durante il periodo della Serenissima Repubblica di Venezia, si assiste al momento di massimo sfruttamento della roccia anche per via della facilità di estrazione e lavorazione, passo costo del trasporto e le sue qualità di resistenza agli agenti atmosferici; infatti è nota la sua resistenza all'acqua e alla salsedine. …

La Rocca oggi e la sua flora

Con il corso degli anni, il Colle della Rocca è stato dismesso e lasciato alle incurie del tempo.

Con la volontà di conservare un patrimonio storico importante per la città di Monselice, l’intera area è stata acquisita dalla Regione del Veneto. Il Mastio è stato oggetto di un importante restauro che ha consentito ai cittadini di tornare a usufruire della godibilità come luogo di alto valore storico e naturalistico.

Il Colle è inserito in un percorso naturalistico specifico dal momento che costituisce un caso esemplare di biodiversità vegetale con più di 300 specie floristiche.

I versanti terrazzati nella parte sud-est sono coltivati ancora oggi a piante di olivo (Olea europea). Si incontrano anche presenze di alberi da frutto come il melograno (Punica granatum), il fico comune (Ficus carica) e il giuggiolo (Ziziphus jujuba).

Altre entità vegetali, considerate infestanti, sono arrivate grazie alle attività agricole e sono il tarassaco (Taraxacum officinale), la pratolina (Bellis perennis), il trifoglio (Trifolium), il ranuncolo (Ranunculus), l'ortica (Urtica dioica) e il fiordalisio (Centaurea). La specie vegetale dominante è il papavero (Papaver rhoeas), pianta erbacea quasi scomparsa nelle pianure circostanti.

Nelle aree più scoscese troviamo la saponaria montana (Saponaria acymoides), la valeriana rossa (Centranthus ruber) e la garofanina spaccasassi (Petrorhagia saxifraga).

Gli alberi che occupano il territorio del Colle della Rocca non sono nativi ma sono stati introdotti in modo intenzionale o accidentale dall’uomo, si trova quindi la robinia (Robinia pseudoacacia), il gelso da carta (Broussonetia papyrifera) e l’ailanto o albero del paradiso (Ailanthus altissima).

In passato questi alberi sono stati coltivati a scopo ornamentale, per il legno pregiato o per l’allevamento dei bachi da seta.

Infine, nei pendii più assolati, si trovano alcune specie arboree resistenti alla calura e alla siccità come il leccio (Quercius ilex), il bagolaro (Celtis australis) e l’orniello (Fraxinus ornus).

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Rocca di Monselice».

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Come arrivare

MonseliceTreno, la più vicina
800 m in linea d’aria
Rocca di MonseliceVia San Biagio, Monselice

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

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Domande frequenti

Dove si trova Rocca di Monselice?

Rocca di Monselice si trova nel comune di Monselice, in provincia di Padova (Veneto), all'indirizzo Via San Biagio, Monselice. Coordinate: 45.24240, 11.75612.

Cosa vedere vicino a Rocca di Monselice?

Nei dintorni si trovano: Villa Duodo (a 200 m), Castello di Monselice (a 300 m), Museo San Paolo (a 300 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Monselice Aerial View R01 (cropped) — Marc Ryckaert ( MJJR ), CC BY 3.0
  2. Colle della Rocca, Monselice Aerial View R01 (cropped) — Marc Ryckaert ( MJJR ), CC BY 3.0
  3. Piazza Giuseppe Mazzini (Monselice) - loggetta del palazzo del Monte di Pietà e rocca di Monselice 2024-10-01 — Parma1983, CC BY-SA 4.0
  4. Colle della Rocca, (Colli Euganei) 01 — Threecharlie, CC BY-SA 4.0
  5. Italy on the Way 1 DSC 0019 Monselice (50487645702) — János Korom Dr. >17 Million views from Wien, Austria, CC BY-SA 2.0
  6. Italy on the Way 1 DSC 0020 Monselice (50487494261) — János Korom Dr. >17 Million views from Wien, Austria, CC BY-SA 2.0
  7. Italy on the Way 1 DSC 0021 Monselice (50487494236) — János Korom Dr. >17 Million views from Wien, Austria, CC BY-SA 2.0
  8. Italy on the Way 1 IMG 1902 Monselice (50497305476) — János Korom Dr. >17 Million views from Wien, Austria, CC BY-SA 2.0
  9. Mastio Federiciano (Monselice) - lato ovest 2024-10-01 — Parma1983, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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