Castello

Castello di Lispida

Villa-castello di Monselice, ex monastero di origine medievale

Monselice (PD), Veneto

Indicazioni

In breve

Tipo
Castello
Coordinate
45°16′54″ N, 11°45′51″ E
Indirizzo
Via Quattro Novembre, 4, 35043 Monselice

Storia e descrizione

Il Monastero di Santa Maria di Lispida era un complesso religioso che sorgeva nelle immediate vicinanze della località Monticelli, nel comune di Monselice, all'interno del Parco Regionale dei Colli Euganei.

Dell'antico complesso rimangono solo alcune murature inglobate nella torre posta vicina all'edificio principale. Conosciuto anche come Villa Italia per aver ospitato il quartier generale del re Vittorio Emanuele III durante le ultime fasi della Grande Guerra, oggi è denominato Castello di Lispida ed è conosciuto per la sua vocazione vitivinicola, oltre a offrire spazi per la ricettività turistica, eventi e feste.

Storia

Il monastero di Santa Maria di Lispida (nella documentazione medievale detto di "Ispida") ha avuto una lunga e articolata storia durata sei secoli, durante i quali si sono susseguiti diverse comunità religiose.

La scarsità di documentazione scritta non permette di individuare con certezza la data e le circostanze della sua fondazione; tuttavia, è possibile far risalire la presenza dei canonici di Sant'Agostino a Lispida fin dall'inizio del XII secolo quando il vescovo Sinibaldo fece insediare l'ordine dei regolari in molte diocesi di Padova, contribuendo così alla sua diffusione e rinascita.

La prima testimonianza documentaria è una bolla di papa Eugenio III, datata 15 giugno 1150 e indirizzata al priore Marco e ai suoi frati "ecclesie sancte Marie de Ispida", un gruppo di canonici regolari che faceva vita comune secondo il regolamento monastico diffuso fra il clero nel XII secolo. La bolla poneva il luogo sotto la speciale protezione della Santa Sede, confermava l'osservanza della regola Agostiniana e il controllo di tutti i beni di cui disponevano, includendo possedimenti della loro chiesa, ma anche donazioni, largizioni o concessioni ricevute. Il papa, inoltre, concesse loro dieci appezzamenti di terra situati sul monte Lispida (di proprietà della Curia romana) in cambio di un solo bisanzio l'anno.

A causa della seconda discesa in Italia di Federico Barbarossa, il priore di Lispida si rifugiò nel monastero di San Zaccaria a Venezia, dove fu accolto e ospitato dalla badessa Giseldura, probabilmente nell'anno 1160 (dal momento che il ritorno a Lispida avviene verso il 1164). Un documento datato 1170 riguardante una lite scaturita tra i due sul possedimento di alcuni beni che la badessa considerava come un risarcimento per le spese sostenute dal monastero, consente di affermare che il priore fu rettore di Lispida per un ventennio circa. …

Descrizione

Degli edifici antichi è documentato un nucleo duecentesco e un ampliamento seicentesco; in seguito al recupero del luogo e dopo numerosi rimaneggiamenti oggi il complesso è costituito dalla villa (edificio principale), gli annessi rustici, un ampio parco e dai terreni dell'azienda agricola.

La villa ha pianta rettangolare e si dispone su due piani: al piano terra troviamo un bugnato rustico in cui si inseriscono delle aperture a tutto sesto, i portali e le bifore con oculo all'imposta. In corrispondenza di queste sono impostate al piano superiore delle ulteriori bifore a sesto acuto, il tutto coronato da merlature ghibelline sostenute da archetti ciechi. Il complesso presenta due torri adiacenti al corpo di fabbrica principale, entrambe a pianta quadrata: una ha angoli smussati che la rendono ottagona nella parte sommitale, mentre sull'altra sono addossati gli annessi rustici. Infine, l'adiacenza ortogonale, sempre a due piani, presenta un segmento loggiato a doppio fornice. Il complesso è costituito da portali turriti e terrazzamenti del terreno che contribuiscono a suggerire l'idea di castello come tipologia architettonica.

Cave e "priare" del monte Lispida

Strettamente legate alla storia del monastero di Santa Maria di Lispida sono le vicende del monte Lispida e delle sue cave. Il monte, che si intravede sulla destra percorrendo la strada da Padova a Monselice, poco oltre il centro di Battaglia, ha sempre ricoperto un importante ruolo economico nella vita del monastero; la comunità religiosa ricavava infatti sostanziosi proventi dal territorio circostante. In epoca medievale a sud del monte era presente un lago posto sotto il controllo dell'ordine religioso che i monaci sfruttavano per la pesca, affittandone inoltre la concessione ai locali. Le zone umide erano inoltre sfruttate per la coltivazione della "pavera", o canna lacustre, utilizzata per la realizzazione di stuoie. Lungo le pendici del monte si coltivavano anche la vite, l'olivo e innumerevoli altri alberi da frutto. I boschi, alternati ai prati, fornivano legname, foraggio per il bestiame e costituivano una discreta riserva di caccia.

Tuttavia, la risorsa di maggior ricchezza e quella per la quale il monastero godeva di particolare rilievo era la pietra. Il monte Lispida infatti ospita dei giacimenti di trachite da taglio e in pezzame, estratta da cave coltivate lungo i versanti del colle. La qualità dei giacimenti di trachite del monte deriva dal fatto che è l'unico tra i Colli Euganei, oltre a Montemerlo e alla Rocca di Monselice, a presentare sia la trachite da taglio, che si presenta in blocchi integri, compatti e di dimensioni lavorabili, sia a pezzatura di medie e piccole dimensioni, originata dalla fratturazione dei blocchi di pietra. Alcuni studiosi individuano l'attivazione delle cave del monte già in epoca romana, ma il periodo di massimo sfruttamento e di più ampia diffusione della sua pietra è riconducibile ai secoli XV e XVI. I documenti che riguardano le cave del monte Lispida delle prime fasi del monastero sono piuttosto scarsi: è attestata la presenza di un'attività estrattiva tra l'XI e il XII secolo, sono presenti gli appelli redatti dai monaci e indirizzati al pontefice Gregorio IX, nei quali si chiedeva di porre fine ai soprusi perpetuati dalle autorità di Padova nei confronti dei monaci per il possesso delle cave e sappiamo che la disputa tra autorità religiose e laiche per affermare chi dovesse avere il controllo del monte Lispida è una costante per tutta la sua storia. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello di Lispida».

Come arrivare

Battaglia TermeTreno, la più vicina
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Castello di LispidaVia Quattro Novembre, 4, 35043 Monselice

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Domande frequenti

Dove si trova Castello di Lispida?

Castello di Lispida si trova nel comune di Monselice, in provincia di Padova (Veneto), all'indirizzo Via Quattro Novembre, 4, 35043 Monselice. Coordinate: 45.28161, 11.76403.

Cosa vedere vicino a Castello di Lispida?

Nei dintorni si trovano: Villa Emo Selvatico (a 1,2 km), Villa Emo (a 1,3 km), Museo civico della navigazione fluviale (a 2 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 1 foto
  1. Villa Italia Lispida — Unknown author Unknown author, Public domain

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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