Foto: Edoardo Scialis, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo Pamphilj
Palazzo nel comune italiano di Albano Laziale
Albano Laziale (RM), Lazio
In breve
- Stile
- Rococò
- Committente
- Benedetto Pamphilj
- Coordinate
- 41°43′54″ N, 12°39′41″ E
Storia e descrizione
Palazzo Pamphilj (o del Collegio Nazareno) è un palazzo storico della città di Albano Laziale, in provincia di Roma, nell'area dei Castelli Romani.
Il palazzo fu costruito tra il 1708 ed il 1717 dal cardinale Benedetto Pamphilj in sostituzione di alcuni casini di campagna risalenti alla seconda metà del Seicento situati alla sommità del tridente di Albano, una nuova espansione urbanistica della città concepita alla metà del Seicento dal cardinale Fabrizio Savelli, abate commendatario della chiesa di San Paolo. Il palazzo divenne proprietà dei padri Scolopi del Collegio Nazareno di Roma nel 1764, e fu adibito a residenza estiva degli alunni del collegio fino al 1944, quando fu requisito per destinarlo a ricovero di 52 famiglie sfollate di guerra.
Attualmente è una proprietà privata, e versa nel degrado e nell'incuria più totale, nonostante sia stato addotto come esempio illuminante di fabbrica patrizia sui Colli Albani e di cantiere di ricostruzione settecentesco in un dettagliato studio di Marco Silvestri ed Enzo D'Ambrosio per l'accademia degli Incolti del 1988.
Storia
La realizzazione del tridente di Albano come un insieme di tre strade rettilinee convergenti in un unico punto fu promossa dal cardinale Paolo Savelli, abate commendatario dell'abbazia di San Paolo, sfruttando le terre di proprietà dell'abbazia. Già dal 1282 il cardinale Giacomo Savelli, dal 1285 papa Onorio IV, aveva realizzato il complesso abbaziale di San Paolo, dotandolo di ingenti proprietà nel territorio albanense ed attorno al Lago Albano (come il pittoresco romitorio di Sant'Angelo in Lacu). Il tridente di strade si articolò come un'espansione urbanistica della città, finora ristretta orizzontalmente lungo il tracciato della decaduta via Appia Antica, che si innestava sull'attuale corso Alcide de Gasperi (il "corso di sopra" degli albanensi) e si sviluppava con tre strade che collegavano i punti strategici della città all'abbazia di San Paolo: l'attuale via Leonardo Murialdo (la "strada terza" del catasto Gregoriano) con la basilica cattedrale di San Pancrazio, l'attuale via San Gaspare del Bufalo (la "strada seconda" del catasto Gregoriano) con il santuario di Santa Maria della Rotonda e l'attuale via Aurelio Saffi (la "strada prima" del catasto Gregoriano) con la via Appia e, sbagliando di poco il tiro, con Palazzo Savelli. Il primo edificio costruito nella nuova espansione (il "Borgo Nuovo", oggi borgo San Paolo) fu un casino di campagna edificato dal cardinale Vincenzo Maculani, un ingegnere militare domenicano al servizio pontificio, tra il 1657 ed il 1662. Il canone d'affitto annuo che doveva versare all'abbazia di San Paolo, proprietaria del terreno, ammontava a due libbre di cera (circa 600 grammi). Accanto a questo palazzo, costruito ad angolo tra la piazza e le attuali via Murialdo e via San Gaspare del Bufalo, sul lato verso valle sorse il casino di campagna dei marchesi Bottini. …
Descrizione
Il palazzo si è sviluppato gradualmente per espansioni, a partire dalla "testa" su piazza San Paolo (Filippo Leti, 1708-1711) per arrivare agli stalloni sul cortile "della cavallerizza" (Carlo Stefano Fontana, 1717), passando per la scala a chiocciola (Simone Costanzi 1708-1709, Filippo Leti 1709-1711) e per le ali "verso mare" (Carlo Stefano Fontana, 1717), incombenti rispettivamente su via San Gaspare del Bufalo e su via Leonardo Murialdo.
L'assetto dato all'edificio dagli interventi commissionati dal cardinale Benedetto Pamphilj e dai suoi eredi fino al 1764 è quello di un palazzo principesco di villeggiatura, caratteristico della Roma del Settecento. La disposizione delle stanze e del mobilio in funzione di questo uso è testimoniata dagli inventari del 1708 (anteriore ai lavori di ampliamento, riferito dunque ai casini Maculani e Bottini), del 1725, del 1747 e del 1761. Con l'acquisto da parte dei padri Scolopi del Collegio Nazareno nel 1764 cambia la destinazione del palazzo, convertito ad uso didattico, e cambia anche la disposizione dei locali, anche se il loro arredo rimane in gran parte quello settecentesco del cardinale Pamphilj: vengono realizzate camerate per gli alunni e stanze per i religiosi, come testimoniano gli inventari del 1779 e l'ultimo inventario, del 1900.
La fabbrica
Nel ponderoso studio di Marco Silvestri ed Enzo D'Ambrosio ("Palazzo Pamphilj in Albano Laziale", Roma 1988), il cantiere di ricostruzione ed accrescimento del palazzo viene addotto a significativo esempio di un modo di costruire che oggi non c'è più. I due studiosi, leggendo i dettagliatissimi "diari di fabbrica" dal 1777 al 1900 conservati presso l'archivio del Collegio Nazareno a Roma hanno portato alla luce tutto il "chiassoso panorama di uomini intenti nell'operare ad arte, secondo tecniche antiche", dove "aleggiava un profondo senso di umanità a noi ormai inconsueto".
A capo del cantiere c'era l'architetto, che poteva prestare servizio dietro regolare stipendio oppure, come nel caso dell'architetto Tarquini che diresse i lavori del 1777, essere stipendiato regolarmente dal committente per altre funzioni (il Tarquini era insegnante presso il Collegio Nazareno). A questi spettava il compito di curare l'approvvigionamento dei materiali per la fabbrica e supervisionare occasionalmente i lavori: colui che era sempre presente sul cantiere era il capomastro, che sceglieva i muratori e gli artigiani da impiegare nell'opera, destinati ai ruoli più disparati: dall'essere spediti "con un somaro a Palestrina a cercare calce" a "[carreggiare] acqua per smorzare la calce" a "[trasportare] a Roma tre barattoli di vernice, olio cotto, gesso, vino per il P. Rettore".
Una delle operazioni più delicate e durature compiute sul cantiere fu il rifacimento dei tetti e dei solai dopo la sopraelevazione dell'edificio nel 1777. Il legname delle coperture demolite venne ripiallato ed utilizzato come "corda" (trave orizzontale) nei nuovi tetti: i "paradossi" (travi obliqui che gravavano sulle corde) furono invece confezionati appositamente. L'approvvigionamento di legname, provveduto di volta in volta secondo il bisogno per evitare incendi alla fabbrica, veniva soddisfatto nei boschi dei Colli Albani, dove si trovava abbondanza di castagno, pioppo ed olmo: il legname di grande taglio proveniva dalla Fajola, tra Genzano di Roma, Velletri e Nemi, mentre il legname di piccolo taglio proveniva da Molara, ai piedi del Tuscolo. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Pamphilj».
Persone
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Pamphilj?
Palazzo Pamphilj si trova nel comune di Albano Laziale, in provincia di Roma (Lazio). Coordinate: 41.73160, 12.66133.
Cosa vedere vicino a Palazzo Pamphilj?
Nei dintorni si trovano: Castra Albana (a 300 m), Anfiteatro romano di Albano Laziale (a 300 m), Palazzo Savelli (a 300 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Palazzo Pamphilj Albano 2020 2 — Edoardo Scialis, CC BY-SA 4.0
- Albano Laziale - Palazzo Pamphilj - 2026-09-25 15-17-17 001 — Risa_G_WiCo18, CC BY-SA 4.0
- Albano Laziale - Palazzo Pamphilj - 2026-09-25 15-24-59 001 — Risa_G_WiCo18, CC BY-SA 4.0
- Albano Laziale - Palazzo Pamphilj 001 — Risa_G_WiCo18, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Pamphilj Albano 01 — Gino il Pio, Public domain
- Palazzo Pamphilj Albano 2020 1 — Edoardo Scialis, CC BY-SA 4.0
- Palazzo Pamphilj Albano foto1982 — Di Fazio, N.D., Public domain
- Palazzo Pamphilj 04 — Gino il Pio, Public domain
- Albano Laziale, il tridente da San Paolo — Deblu68, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze