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Foto: Paolomacina, CC0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo Ferrero d'Ormea
Palazzo storico di Torino
In breve
- Stile
- Architettura neoclassica
- Architetto
- Amedeo di Castellamonte
- Coordinate
- 45°04′07″ N, 7°40′48″ E
- Indirizzo
- Via Arsenale 6/8, quartiere Centro, Torino
Storia e descrizione
Palazzo Ferrero d'Ormea è un palazzo storico di Torino costruito nella prima metà del Seicento, in via Arsenale 6/8 nell'isola di San Giuseppe, da Amedeo di Castellamonte su impulso di Carlo Emanuele I.
È attualmente sede della Banca d'Italia.
Storia
Nel 1620 Torino fu interessata dal primo ampliamento significativo verso sud, con pianta a scacchiera, progettato da importanti architetti su commissione del duca Carlo Emanuele I. Nell'ambito di questo progetto venne realizzata l'isola di San Giuseppe vicino a piazza San Carlo, e al suo interno, verosimilmente costruito nell'area dove sorgeva un palazzo preesistente, questo palazzo attribuito all'architetto di corte Amedeo di Castellamonte, che ideò una grande costruzione affacciata su via dell'Arsenale con un retrostante giardino.
Il primo proprietario dell'edificio fu Francesco Maria Broglia conte di Revello, paggio del duca Maurizio di Savoia e capitano degli archibugieri a cavallo; alla sua morte il figlio Vittorio, in qualità di erede, lo assegnò nel 1670 in locazione alla Nunziatura Apostolica guidata dal cardinale Angelo Maria Ranuzzi, poi alla fine del Seicento all'Ambasciata di Francia sotto re Luigi XIV, per infine venderlo, dopo l’assedio del 1706, al marchese Carlo Vincenzo Ferrero d'Ormea. Proprio qui venne arrestato l'ambasciatore di Francia in ritorsione all’azione dei suoi connazionali che avevano disarmato le truppe piemontesi in Lombardia. Era il primo atto della Guerra che portò all’assedio della città.
Denominato anche "il Cavour del '700", Carlo Vincenzo Ferrero fu la figura di governo di maggior rilievo del Regno di Sardegna nel corso del XVIII secolo, sotto i regni di Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III. La sua famiglia, proprietaria anche di Parco Europa, restò proprietaria del palazzo per quasi un secolo. Nel 1810 venne acquistato dal conte Vittorio Balbiano del Viale, gentiluomo di corte, che nel 1852 lo rivendette a sua volta alla Banca del Regno di Sardegna, divenuta nel 1893, a seguito dell'Unità nazionale e per volere di Giovanni Giolitti, Banca d'Italia. Il caveau sotterraneo, tuttora esistente, conservava quasi 50mila cassette di sicurezza.
Descrizione
Il palazzo era organizzato "entre court et jardin", cioè dotato di un giardino interno e di una corte d'onore sul quale si affacciava. Tale giardino fu sacrificato per creare un ampliamento, necessario a ospitare la sede dell'ambasciata di Francia.
La trasformazione dell'edificio, in gusto neoclassico, da residenza a sede bancaria, si deve a Giuseppe Talucchi negli anni ’30 dell’Ottocento; cuore della nuova composizione è il salone centrale al piano terra, coperto da un velario in vetri policromi di grande suggestione. Negli anni Trenta del Novecento la Banca d'Italia affidò nuovi interventi funzionali e strutturali a Giovanni Chevalley. Il portale ad arco è l'unica testimonianza superstite dell'edificio seicentesco.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Ferrero d'Ormea».
Persone
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Ferrero d'Ormea?
Palazzo Ferrero d'Ormea si trova nel comune di Torino, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo Via Arsenale 6/8, quartiere Centro, Torino. Coordinate: 45.06859, 7.67999.
Cosa vedere vicino a Palazzo Ferrero d'Ormea?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Valperga di Masino (a 100 m), Palazzo della Banca Commerciale Italiana (a 100 m), Palazzo Alfieri (Torino) (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 1 foto
- Palazzo Ferrero d'Ormea Torino — Paolomacina, CC0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze